Quesito

Vorrei chiederle come spiegare le età ultracentenarie dei patriarchi.
Grazie 


Risposta del sacerdote

Carissima, 
1. come premessa generale vale quello che si è già riportato altre volte a proposito dei primi 11 capitoli della Genesi, circa i quali la Pontificia commissione biblica nel 1948 si era espressa così: “I primi undici capitoli della Genesi… riferiscono in un linguaggio semplice e figurato, adattato alle intelligenze di un’umanità meno progredita, le verità fondamentali presupposte all’economia della salvezza e in pari tempo la descrizione popolare delle origini del genere umano e del popolo eletto” (16.1.1948).

2. La decrescita degli anni nei patriarchi in genere viene interpretata così: con il crescere e con il dilagare del peccato si accorcia anche il tempo dell’esistenza terrena.
La Bibbia di Gerusalemme scrive: “La diminuzione di questa longevità straordinaria, che resta tuttavia ben al di sotto dell’età attribuita ai re sumeri precedenti e successivi al diluvio, è in relazione con il progredire del male nel mondo perché una vita lunga è una benedizione di Dio (Pr 10,27) e sarà uno dei privilegi dell’età messianica (Is 65,20)”.

3. Marco Sales a proposito del computo degli anni dice che dal contesto si tratta di anni di 12 mesi, di 30 giorni ciascuno, come si evince dal libro stesso della Genesi 8,3-5: “Le acque andarono via via ritirandosi dalla terra e calarono dopo centocinquanta giorni. Nel settimo mese, il diciassette del mese, l’arca si posò sui monti dell’Araràt. Le acque andarono via via diminuendo fino al decimo mese. Nel decimo mese, il primo giorno del mese, apparvero le cime dei monti”.

4. Marco Sales nega che il computo degli anni fosse quella di un mese: “Se infatti questi anni non fossero più di un mese come pretesero alcuni, allora si dovrebbe dire che Enos (Gn 5,8) e Maalalèl (Gn 5,15) divennero padre il primo a sette anni e mezzo e il secondo a 5 e mezzo circa”.

5. Ed ecco la sua spiegazione che combacia con la spiegazione tradizionale:
“La lunga vita degli antichi patriarchi si deve attribuire in parte alla bontà del loro temperamento, alla frugalità, alla qualità dei cibi, e alle stesse condizioni materiali della vita, che forse erano diverse prima del diluvio, ma soprattutto ne è da ricercare la causa nella volontà di Dio, il quale voleva che il genere umano si propagasse nel mondo, e si conservassero per tradizione orale quelle verità religiose che gli aveva rivelato.
Anche le leggende pagane attribuiscono una lunga vita ai primi uomini”.

6. Poi continua: Adamo con una vita così lunga ebbe agio di vedere la moltiplicazione e la corruzione del genere umano.
Egli passò i suoi giorni nella penitenza, e in mezzo a tutte le sciagure che lo colpirono, seppe sperare nel riparatore promesso, e meritò di essere perdonato (Sap 10,1-2) e di essere salvo”.

7. In effetti il libro della Sapienza parla esplicitamente della salvezza di Adamo: “Ella protesse il padre del mondo, plasmato per primo, che era stato creato solo, lo sollevò dalla sua caduta e gli diede la forza per dominare tutte le cose”.
La Bibbia di Gerusalemme commenta: “Il tema del pentimento e della riabilitazione di Adamo (un’opinione ebraica spesso ripresa dai Padri della Chiesa) è messo in rapporto con l’influsso misericordioso della sapienza, che permette ad Adamo di conservare, dopo la caduta, il suo dominio sul mondo e gli dà la forza di esercitarlo”.

8. Si comprende meglio questa affermazione della Bibbia di Gerusalemme se si tiene presente l’ultimo versetto del capitolo precedente: “Così vennero raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra; gli uomini furono istruiti in ciò che ti è graditoe furono salvati per mezzo della Sapienza” (Sap 9,17).

9. Sant’Ireneo scrive: “Era più che giusto che Gesù Cristo, essendosi accinto a liberare gli uomini dalla schiavitù del demonio, avesse pure la gloria di aver liberato il nostro primo progenitore; non sarebbe parso interamente vittorioso del demonio se gli avesse lasciato le sue antiche spoglie e se non avesse tratto dalle sue mani i due primi uomini che l’angelo apostata aveva strappati dalle mani di Dio” (Adversus haereses, 3,34).

Con l’augurio di ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera. 
Padre Angelo

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