Quesito
Buongiorno Padre Angelo
Vorrei chiederLe alcune informazioni circa la Presentazione al Tempio di Gesù.
Sappiamo che i sacrifici di espiazione prescritti, in questo caso dei due colombi, erano per la madre che veniva al Tempio per purificarsi.
Come avveniva questo sacrificio e purificazione? La madre veniva aspersa dal sangue dei sacrifici?
Poi il bambino come veniva presentato? Era affidato al sacerdote e questo lo poneva sull’altare? Nei dipinti riguardanti la Presentazione al Tempio di Gesù viene mostrato Gesù Bambino che veniva posto sopra l’altare, in alcuni dipinti si vede Maria che ve lo depone, in altri è il sacerdote. Se la risposta è sì, l’altare in cui veniva posto il bambino era lo stesso in cui il sacerdote aveva appena compiuto i sacrifici? Avvenivano prima i sacrifici e dopo la presentazione del bambino?
Venendo al passo del Vangelo di Luca, si può dire che Gesù in quell’occasione è stato presentato a Dio Padre anche se Egli è da sempre il Figlio del Padre? Se la domanda fosse sì, si può dire che Maria in quell’occasione ha offerto Gesù al Padre? Gesù, non appartenendo alla Tribù di Levi, fu poi riscattato con il pagamento come prescritto in Numeri 3, 49-51?
Da Luca 2, sembra di capire che la Sacra Famiglia incontrò Simeone ed Anna prima del rito della Purificazione e della Presentazione. In questo caso è possibile dire che Maria abbia offerto Gesù al Padre conscia del Sacrificio futuro in quanto le era stato appena predetto che a Lei una spada trafiggerà l’anima?
La ringrazio della sua attenzione e le chiedo scusa del numero delle domande, ma dovendo spiegare questo episodio ai bambini, voglio evitare errori.
Sia lodato Gesù Cristo.
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. il biblista Ferdinando Prat, della compagnia di Gesù, nei suoi due monumentali volumi su Gesù Cristo (la sua vita, la sua dottrina, l’opera sua) scrive: “Ignoriamo quale fosse il cerimoniale in uso a quest’epoca, allorché la madre si presentava al tempio personalmente. Il certo si è che non aveva nulla di simile con quello del giudaismo dei nostri giorni” (p. 108, nota 36).
2. Se non conosciamo nei dettagli lo svolgimento del rito, tuttavia sappiamo qualcosa.
Per questo il domenicano R. P. Poupon riferisce ciò che si faceva a grandi linee: “Eccoli al tempio: attraversano il cortile dei gentili e si uniscono alle coppie che attendono il rito purificatorio all’entrata del cortile delle donne.
Maria si presenta al suo turno, riceve dal sacerdote ebreo l’aspersione dell’acqua lustrale e della cenere; poi dona una delle colombe che devono essere offerte in espiazione del peccato. Il sacerdote prega sulla vergine Maria come sulle altre donne, chiedendo a Dio la purificazione della sua impurità legale” (Le Rosaire, sa tradition évagelique, se mystères, ses fruits, p. 124).
3. Un altro domenicano, Marco Sales, è ancora più preciso e scrive: “La Santa Famiglia dunque si presentò al tempio, attraversò l’atrio dei gentili e l’atrio delle donne, salì i 15 scalini, e si presentò alla porta di Nicanore, posta tra l’atrio delle donne e l’atrio degli israeliti. Là il sacerdote di turno per quella settimana asperse Maria con il sangue e fece su di essa alcune preghiere” (cfr. nota a Lc 2,24).
4. Padre Poupon descrive, poi, il rito del riscatto del primogenito: “Al termine della prima osservanza, Maria e Giuseppe attraversano il cortile delle donne ove verosimilmente aveva luogo il rito del riscatto.
Maria presenta il suo bambino al sacerdote, che lo eleva al di sopra della sua testa in segno di offerta e di consacrazione a Dio.
Qui alcuni autori spirituali dicono che Maria prende l’iniziativa di fare per suo conto il gesto dell’elevazione e dell’offerta del suo Figlio; ma non è più probabile che la Vergine abbia evitato tutto ciò che poteva renderla singolare agli occhi degli altri ebrei?
Allora mentre Giuseppe depone i cinque cicli d’argento in una delle 13 cassette messe a questo scopo, Maria riprende suo Figlio nel suo grembo materno e dona in cambio la seconda colomba che serviva al sacrificio di rendimento di grazie” (Ib., pp. 124-125).
5. In tutto questo non vi è alcun riferimento all’altare perché l’altare è in un’altra zona del tempio chiamata santuario.
Le raffigurazioni pittoriche su questo punto giocano con un po’ di fantasia. Gesù, pertanto, non fu deposto sull’altare.
6. È doveroso a questo punto ricordare che Maria entrò nel tempio con la perfetta consapevolezza di quanto stava avvenendo nel cuore di Gesù.
Se il vecchio Simeone nell’andare al tempio fu mosso dallo Spirito Santo, molto più di lui lo fu Maria.
La Madonna sapeva che il suo bambino era il Messia ed era il Figlio di Dio.
Proprio lei, che custodiva tutte le parole del Signore, sapeva molto bene quello che aveva predetto il profeta Malachia: “Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate; e l’angelo dell’alleanza, che voi sospirate, eccolo venire, dice il Signore degli eserciti. Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai” (Mal 3,1-2).
Pertanto, prima che il vecchio Simeone lo prendesse dalle sue mani e lo offrisse a Dio, lei aveva già fatto questa offerta nel suo cuore.
7. Del resto, secondo la più pura dottrina della Chiesa, Gesù stesso in forza della sua visione beatifica è consapevole di ciò che sta avvenendo in quel momento: entra nel tempio per la prima volta e si offre da se stesso.
Le parole riferite nella Lettera agli Ebrei: “Entrando nel mondo, Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: «Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro per fare, o Dio, la tua volontà»” (Eb 10,5-7) esprimono bene i suoi sentimenti anche in quel momento.
Fece dall’interno del suo cuore ciò che aveva iniziato a fare entrando nel mondo e che compirà esteriormente un giorno sul Calvario.
Ti benedico, ti ricordo nella preghiera e ti auguro ogni bene.
Padre Angelo
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