Quesito

Caro Padre Angelo,
Nei Vangeli, al momento in cui Gesù spirò, si cita la risurrezione di corpi dai sepolcri di Gerusalemme.
Mi pento di non avere con me in questo momento la Sinossi ai 4 Vangeli, che ho lasciato altrove, e neppure di essere riuscito a trovarne una consultabile via internet.
Provo comunque a formulare il quesito.
Escludendo a priori che si possa trattare di un’aggiunta redazionale, dandone per scontata l’autenticità, sono da considerarsi questi corpi umani, come quello di Lazzaro, e quindi peribili oppure si parla già di una risurrezione spirituale più che della materia, analoga a quella di Gesù, per cui questi corpi ci vengono mostrati nell’atto in cui la loro anima, grazie all’azione salvifica della Passione, poterono (tr)ascendere, e magari erano anche spariti fisicamente dai loro sepolcri? Infine, ci sono delle fonti, come i , padri della Chiesa, che trattano questo evento?
Rinnovo i miei ringraziamenti e riconoscenza per il prezioso aiuto sperando di poter presto fare tesoro di questo quesito.
Federico


Risposta del sacerdote

Caro Federico,
questo passo non è di facile interpretazione.
Per questo ti riporto le sentenze che San Tommaso raccoglie nella sua Catena aurea.

1. Inizia così: “e molti corpi di santi che dormivano risuscitarono” e afferma:
“infatti, avendo Gesù esiliato le tenebre della morte e illuminato le oscurità degli abissi, toglieva alla morte le sue spoglie”.

2. Poi cita alcuni Santi Padri.
Il primo è san Giovanni Crisostomo:
“Quando egli stava sulla croce, quelli che si burlavano di lui dicevano: «Ha salvato gli altri, e non può salvare se stesso». Però ciò che non volle fare con sé lo fece con i corpi dei suoi servi, come dimostrò con abbondanza. Se infatti fece un grande miracolo risuscitando Lazzaro, dopo quattro giorni che era morto, molto di più fece ora risuscitando all’improvviso quelli che erano morti già da molto tempo, e facendoli apparire vivi, il che era una figura della futura risurrezione. E affinché non si credesse che era immaginario ciò che accadde, l’Evangelista aggiunge: E uscendo dai sepolcri dopo la sua risurrezione vennero nella città santa e apparvero a molti”.

3. Il secondo è San Girolamo: “Nello stesso modo in cui risuscitò Lazzaro,così risuscitarono molti corpi di santi, dimostrando che il Signore risuscitava; e tuttavia,benché si aprissero i sepolcri, non uscirono da essi prima che risuscitasse il Signore,affinché egli fosse il primogenito della risurrezione dai morti. Intendiamo poi per città santa in cui furono visti i risorti o la Gerusalemme celeste o questa terrena, che prima era stata santa: infatti veniva chiamata santa la città di Gerusalemme per il tempio e per il santo dei santi, e per la preminenza sopra altre città nelle quali si adoravano idoli. Quando però dice: apparvero a molti, si fa intendere che la risurrezione non fu generale, tale da apparire a tutti, ma speciale per molti, in modo che vedessero coloro che meritarono di vedere”.

4. Il terzo è S. Remigio: “Alcuni domandano che cosa accadde per quelli che risuscitarono quando risuscitò il Signore. E da credere che erano risuscitati per essere testimoni della risurrezione del Signore. Alcuni poi dissero che ritornarono a morire e a convertirsi in cenere, come accadde a Lazzaro e agli altri che il Signore risuscitò. Però non si può dare credito a ciò che questi dicono, poiché in tal caso sarebbe riuscito di maggior tormento a quelli che risuscitarono il tornare a morire subito piuttosto che il non essere risuscitati. Ciò che dobbiamo credere è che risuscitarono quando risuscitò il Signore, e che quando egli salì al cielo, salirono con lui anch’essi”.

5. Il quarto è Origene, che da un’interpretazione spirituale: “Questi grandi misteri accadono tutti i giorni: infatti il velo del tempio si apre ai santi perché vedano i misteri che ricopre; la terra si muove, cioè ogni carne, per le nuove parole e le nuove realtà secondo il Nuovo Testamento. Le pietre si spaccano, esse che furono misteri per i profeti, affinché nel loro profondo vediamo i misteri in esse riposti. Sepolcri poi sono chiamati i corpi delle anime peccatrici, che sono morte a Dio; quando però per grazia di Dio queste anime saranno risuscitate, i loro corpi, che prima furono sepolcri, diventeranno i corpi dei santi, e si vedranno uscire da se stessi e seguire colui che è risorto, e camminare in novità di vita con lui; e quelli che sono degni di vivere nei cieli entreranno nella città santa nei singoli tempi, e appariranno ai molti che vedranno le loro opere buone”.

6. La Bibbia di Gerusalemme da un’interpretazione biblico-teologica e lascia capire che si tratta della manifestazione sensibile fatta ad alcuni della liberazione dei giusti.
Il loro corpo però sarebbe rimasto dov’era, tant’è che San Pietro parlando di Davide fa riferimento alla sua tomba e a quanto vi è dentro: “Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e la sua tomba è ancora oggi fra noi. Poiché però era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli inferi, la sua carne vide corruzione” (At 2,29-31).
Ecco comunque il commento della Bibbia di Gerusalemme: “La risurrezione dei giusti dell’Antico Testamento è un segno dell’era escatologica (Is 26,19; Ez 37; Dn 12,2).
Liberati dall’Ade con la morte di Cristo, attendono la sua risurrezione per entrare nella città santa, Gerusalemme.
Si ha qui una delle prime espressioni della fede nella liberazione dei morti mediante la discesa agli inferi (1 Pt 3,19)”.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo