Quesito

Caro Padre Angelo,
4.In una risposta ad una domanda sul Magistero, lei dice: “è strano coniugare le parole magistero e fallibilità. Il magistero in quanto tale, soprattutto perché è garantito, non può contenere errore. E pertanto non è fallibile”. Ma allora quale giudizio dare delle bolle sull’istituzione dell’Inquisizione?
La Chiesa nella sua storia ha dato giudizi diversi sulla stessa realtà. O sbagliava nel passato, o sbaglia oggi.
 Per fare qualche esempio, ma nella sua storia ce ne sono tanti, basta pensare alla tortura; prima (con Nicolò I?) è stata condannata, in seguito non solo è stata permessa, mi sembra anche giustificata ed usata, ed infine di nuovo condannata. Per non parlare poi della libertà religiosa, che è sempre stata condannata come principio, ( Quanta cura – infallibile?-) al massimo tollerata, ( Pio XII: Ci Riesce), ma che col Vaticano II è diventata un vero e proprio diritto, tanto che con Giovanni Paolo II ( Messaggio della pace 1998/9)  il diritto va esteso tanto, che se qualcuno in coscienza vuole cambiare religione, ha il diritto di farlo. I papi precedenti non avrebbero mai parlato in questo modo per un fedele cattolico. Il Papa ha parlato di uomini, quindi il discorso vale anche per i cattolici. Quali decisioni devo accettare con fede e quali solo con rispetto.
Padre, mi scusi per il “ papiro” ma era da tanto tempo che avrei voluto scrivere, e quindi si sono sommate le domande.
Attendo con ansia e pazienza la sua risposta.
Lo Spirito Santo la illumini nel suo lavoro e la benedica.
Con affetto
Gianfranco F.


Risposta del sacerdote

Carissimo

1. Mi chiedi quale giudizio dare delle bolle sull’istituzione dell’Inquisizione.
La prima cosa da dire è che l’Inquisizione è stata una necessità storica. Penso che nessuno storico dica che l’istituzione dell’Inquisizione sia stata un errore.
Un altro giudizio, semmai, può essere dato sull’operato dei singoli Inquisitori, i quali non s’identificano con la Chiesa né col suo Magistero.
In secondo luogo c’è da vedere se l’istituzione dell’Inquisizione sia un atto di Magistero della Chiesa o un atto del suo governo. A me pare che sia un atto del suo governo. E il governo dei Papi non è infallibile. Solo le proposizioni del loro Magistero sono irreformabili.

2. Mi dici anche: “La Chiesa nella sua storia ha dato giudizi diversi sulla stessa realtà. O sbagliava nel passato, o sbaglia oggi”.
È vero, la Chiesa ha dato giudizi diversi sulla medesima realtà.
Ma ha dato giudizi diversi perché la realtà concretamente si è posta in maniera diversa.
Tu parli della tortura. Io posso allargare il discorso alla pena di morte e alla guerra.
In passato la Chiesa parlava di guerra giusta. Ma la guerra in passato si poneva in un altro contesto. Pensa ad esempio alla necessità di contrastare le invasioni barbariche. Si trattava chiaramente di una guerra di difesa.
Inoltre in passato (ad esempio ancora al tempo delle invasioni barbariche) venivano usati mezzi  che non possono essere messi al confronto con quelli usati nel XX secolo e che vengono usati oggi.

3. A proposito della libertà.
Anche Leone XIII parla della libertà come di delirio.
E in realtà nel secolo XIX la libertà veniva intesa in maniera inaccettabile.
Infatti non esiste libertà dalla verità.
Ad esempio: in nome della libertà di pensiero io non posso dire, e tanto meno insegnare, che due più due fanno cinque.
Non esiste libertà dalla verità. Questo l’ha ricordato mille volte anche Giovanni Paolo II, soprattutto nell’enciclica Veritatis splendor e anche nell’enc. Centesimus annus.
In quest’ultima enciclica, parlando delle cose nuove del nostro tempo, accusa un persistente malintenso concetto di libertà, come se in nome della libertà uno potesse dire e fare qualsiasi sproposito.
Oggi, ma non solo oggi, la Chiesa difende la libertà di coscienza, ma non la libertà dalla verità. È la libertà dalle autorità politiche o anche religiose, che negano ai singoli di professare la loro fede (e nel nostro caso, la fede cristiana).
Come vedi si tratta di cose ben diverse.
In conclusione: nel secolo XIX e anche oggi molti pensano che la libertà sia un assoluto. E invece la libertà non è un assoluto, ma è intrinsecamente legata alla verità.
Assoluto invece è la legge morale, che si identifica con la dignità di ogni persona umana.

Ti ringrazio per la fiducia, ti seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo