Quesito

Ho delle domande da porle a cui non sono riuscito a trovare adeguata risposta, quindi mi affido a lei: come riconoscere se una rivelazione privata proviene da Dio o da Satana, oltre al fatto che quella del demonio è una menzogna, dato che “in lui non c’è verità ed è menzognero e padre della menzogna”  (Gv 8,44)?
Perché la Chiesa non si è mai pronunciata su molte delle presunte rivelazioni private avvenute fino ad oggi, impedendo così il formarsi di qualche perplessità nei credenti?
Possibile che qualcuna delle famose apparizioni mariane sia un inganno di Satana?
Cosa pensa la Chiesa Cattolica del fenomeno della “psicofonia”?
Grazie e distinti saluti
Alessandro


Risposta del sacerdote

Caro Alessandro,
nel giudicare la provenienza delle rivelazioni private la Chiesa si poggia su due generi di criteri.

1. Vi sono anzitutto dei criteri oggettivi, direttamente collegati con i contenuti delle rivelazioni.
Secondo il padre Antonio Royo Marin (Teologia della perfezione cristiana, pp. 1077-1078) le regole di discernimento sono le seguenti:
1. Sono assolutamente false le rivelazioni che si oppongono al dogma o alla morale. In Dio non è possibile la contraddizione.
2. Sono gravemente sospette le rivelazioni contrarie alla dottrina comune dei teologi o che vorrebbero decidere quello che liberamente si discute nelle scuole.
La maggior parte degli autori dice che si devono respingere. Altri dicono che si potrebbero ammettere dopo averle esaminate con particolare scrupolosità.
3. Non fa difficoltà ammettere che le rivelazioni private possano risentire di una particolare teologia. In S. Caterina da Siena, domenicana, prevale la teologia tomista; nella ven. Maria de Agreda, francescana, quella di Scoto.
Non sono da escludere eventuali aggiustamenti da parte di chi ha ne trascritto il contenuto. L’imprecisione di alcuni dettagli potrebbe essere attribuita a costoro. Questo è importante per non respingere a priori una vera rivelazione.
4. L’accadimento di alcune predizioni non è motivo sufficiente per asserire che si tratta di vera rivelazione, perché potrebbe essere frutto del caso o di conoscenze naturali.
5. Le rivelazioni che hanno per oggetto cose inutili, curiose o sconvenienti bisogna respingerle come non divine. Lo stesso si dica di quelle che sono prolisse, senza necessità o sovraccariche di prove e di ragioni superflue. Le rivelazioni divine sono molto brevi e discrete; vengono espresse con poche parole molto chiare e precise.
6. Va esaminato attentamente il temperamento e il carattere della persona che afferma di ricevere delle rivelazioni. Se è discreta e giudiziosa, se gode buona salute, se è umile e mortificata, se è molto avanti nella santità, ecc.; o se, al contrario, è estenuata a causa delle austerità o delle malattie, se va soggetta a disturbi nervosi, se è propensa all’entusiasmo e all’esaltazione, se divulga facilmente le sue rivelazioni, ecc. Si potrà così congetturare sull’origine di tali rivelazioni.

2. L’altro criterio mira ad esaminare gli effetti prodotti nel soggetto che ha ricevuto tali rivelazioni.
Dice in proposito un autore spirituale: “Di tutte le visioni corporali si deve giudicare dagli effetti che producono.
1. Se il turbamento e il timore che assalgono l’anima a tutta prima sono a poco a poco seguiti da una grande gioia, da una pace durevole, da un lume interno e da una santa disposizione alla pietà e all’orazione, benché questi effetti non siano ancora completi perché l’anima non è abbastanza purificata, è una prova che la visione viene da Dio, perché le visioni diaboliche cominciano col godimento sensibile e finiscono con la tristezza, col turbamento e con l’aridità.
2. Le apparizioni che hanno Dio per principio recano sempre all’anima frutti di salute: un’ardente carità e una grande energia nella pratica delle virtù, la rinunzia a se stesso e a ogni cosa creata, un santo zelo per la perfezione e principalmente una profonda umiltà.
L’anima così favorita si guarda bene dal manifestare indiscretamente quello che ha veduto e solo con la massima ripugnanza ne dà conto al suo padre spirituale.
Nelle false visioni succede il contrario: l’anima non ne prova che una vana compiacenza e ne parla spesso senza motivo" (a.m. meynard, Trattato della vita interiore, risposta318).

3. S. Margherita Maria Alacoque ci ha lasciato una testimonianza molto bella sugli effetti delle rivelazioni da lei ricevute e che ne suffragano l’autenticità: “Poiché vivevo sempre nel timore che ci fosse qualche illusione nelle grazie che ricevevo da Dio, il mio sovrano Maestro si è compiaciuto di darmi alcuni segni, dai quali avrei potuto facilmente distinguere ciò che proveniva da lui, da ciò che proveniva dal demonio, o dall’amor proprio, o da qualche altro impulso della natura.
«Primo: le grazie e i favori particolari saranno sempre accompagnati in me da umiliazioni, contraddizioni o disprezzo da parte delle creature.
«Secondo: dopo aver ricevuto alcune di queste rivelazioni divine, di cui la mia anima è così indegna, mi sentirò sprofondata in un abisso di annichilimento e di confusione interiore, che mi causerà tanto dolore alla vista della mia indegnità, quanta consolazione ho ricevuto dai doni del mio divino Salvatore. Saranno così soffocati ogni umana compiacenza e ogni sentimento di amor proprio.
«Terzo: queste grazie e queste rivelazioni per me o per gli altri non produrranno mai il minimo sentimento di disprezzo verso chiunque. E qualunque conoscenza egli mi conceda dell’animo degli altri, io non li stimerò meno, per quanto grandi mi sembrino le loro miserie. Anzi, tutto ciò mi porterà a provare compassione e a pregare più insistentemente per loro.
«Tutte queste grazie, per quanto straordinarie, non m’impediranno mai di osservare le regole e di obbedire ciecamente, poiché il divin Salvatore mi ha rivelato che le ha condizionate all’obbedienza tanto che, se me ne allontanassi anche solo un poco, egli si ritirerebbe da me con tutti i suoi favori.
«Infine mi svelò che lo Spirito che mi guida e regna in me con tanta potenza, mi avrebbe portato a cinque mète: 1) ad amare di un amore vivissimo il mio salvatore Gesù Cristo; 2) a obbedire perfettamente sull’esempio del mio signore Gesù Cristo; 3) a soffrire continuamente per amore di Gesù Cristo; 4) a voler soffrire, possibilmente senza che nessuno si accorga che soffro; 5,) ad avere un insaziabile desiderio di comunicarmi e di rimanere davanti al santissimo Sacramento.
Mi sembra che tutte queste grazie ricevute finora abbiano prodotto in me tutti questi grandi effetti. Del resto, vedo più chiaro del giorno che una vita senza l’amore di Gesù Cristo è l’ultima di tutte le miserie” (S. Margherita Maria Alacoque, Vita e opere, vol. III. pp. 282-284; ed. Volontari della sofferenza).

4. La Chiesa interviene se ne vede opportuna una sua dichiarazione.

5. Sulle apparizioni di Medjugorie, come saprai, è stata istituita una commissione presieduta dal Card. Ruini.

6. Sulla psicofonia come arte per mettersi in collegamento con l’al di là il giudizio è negativo. Come peccato è una tentazione di Dio.
Si può trattare di autosuggestione e non è esclusa la presenza del maligno.
È più utile per i defunti e per i sopravvissuti mantenere contatti mediante la preghiera e le opere di suffragio, che sono pratiche sempre accompagnate dalla benedizione del Signore.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo