Quesito

Caro padre Angelo,
fin da bambino, sebbene abbia vissuto in una famiglia in cui fino ad adesso è sempre stata presente molta diffidenza verso la Chiesa Cattolica e il suo insegnamento, ho sempre amato la figura di Gesù Cristo e il suo insegnamento, almeno inizialmente ho partecipato ai sacramenti.
Dotato di un carattere riflessivo e incline alla paura, al dubbio, alla confusione e alla disperazione, con il tempo ho finito come moltissimi ragazzi della mia età ad allontanarmi dalla verità e a sprecare parte della mia vita in cose vuote, sebbene molte volte abbia rischiato di perdere del tutto la fede, non ho mai voluto però abbandonare il cammino che avevo intrapreso; ho ripreso a frequentare la messa e già quasi riesco a provare quell’amore grazie al quale gli esseri umani raggiungono la salvezza.
Ma ogni giorno si alimentano in me vecchie incertezze, che offuscano l’anima e induriscono il cuore. Riflettendo sui bambini morti senza battesimo, ma non è questo sacramento cosí bello che voglio negare, e ritenuta la loro condizione simile in un certo senso a quella dei morti prima di Cristo, mi chiedevo come potesse conciliarsi il loro destino con le parole del Vangelo di Giovanni (3,5) “In verità, in verità vi dico chi non rinascerà per acqua e Spirito Santo non puó entrare nel Regno di Dio”.
Mi sembra una contraddizione, ma sono certo che se non fossi cosí simile a Nicodemo ne capirei il significato.
Mi interessava poi avere maggiori informazioni riguardo il comportamento della Chiesa nei confronti di chi in alcuni momenti storici, in particolare all’epoca di Teodosio e in quella di Carlo Magno, si è reso colpevole di abusi in nome della fede nei confronti dei popoli pagani.
Ti ringrazio per la paziente opera di evangelizzazione che compi su questo sito, che il Signore benedica te e tutti coloro che fanno la sua volontà, mai dimentichi del bene ricevuto.
Nicola

 


 

Risposta del sacerdote

Caro Nicola,
1. circa il primo punto, che è di carattere dottrinale, la sorte dei bambini morti senza Battesimo è stata assimilata per tanto tempo a quella dei giusti dell’Antico Testamento, vale a dire a quelli che sono morti in grazia di Dio o perfettamente purificati post mortem.
Il secondo libro dei Maccabei ci attesta questa fede comune presente negli ebrei del tempo sulla possibilità di essere purificati anche post mortem: “Poi fatta una colletta, con tanto a testa, per circa duemila dracme d’argento, le inviò a Gerusalemme perché fosse offerto un sacrificio per il peccato, compiendo così un’azione molto buona e nobile, suggerita dal pensiero della risurrezione.
Perché, se non avesse avuto ferma fiducia che i caduti sarebbero risuscitati, sarebbe stato superfluo e vano pregare per i morti.
Ma se egli pensava alla magnifica ricompensa riservata a coloro che si addormentano nella morte con sentimenti di pietà, la sua considerazione era santa e devota. Perciò egli fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato” (2 Mac 12,43-45).

2. Certo vi è una differenza tra i giusti dell’Antico Testamento e i bambini morti senza battesimo.
I primi avevano dei peccati personali.
I secondi invece non hanno nessun peccato personale sicché non avrebbe senso offrire dei suffragi perché siano assolti dai peccati.

3. Per i bambini morti senza Battesimo il problema sta in questo: che a motivo del peccato originale non hanno la grazia e senza la grazia che è una qualità di ordine soprannaturale non sono proporzionati ad entrare in Paradiso.
Rimane sempre vero quello che ha detto Nostro Signore: “In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio” (Gv 3,5).

4. Tuttavia la Chiesa ha sempre creduto che accanto al Battesimo di acqua, ci sia anche un Battesimo di desiderio e un Battesimo di sangue.
E crede pure che se è verissimo che senza la grazia non si entra in Paradiso, è anche vero che la grazia non è legata ai Sacramenti (gratia non  alligatur sacramentis).
Gesù ha detto che “il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito” (Gv 3,89). Il che significa che come non si conosce con precisione il suo punto di partenza e neanche dove va a cessare, così è analogamente dell’azione dello Spirito Santo che non è circoscrivibile in termini materiali.

5. Dal momento che Dio vuole tutti salvi (1 Tm 2,4) nulla osta che per mezzo di vie solo a Lui conosciute possa essere data anche ai bambini morti senza Battesimo la possibilità della salvezza, di ricevere la grazia.
Questo è il pensiero comune della Chiesa oggi espresso anche nel Catechismo della Chiesa Cattolica: “Quanto ai bambini morti senza Battesimo, la Chiesa non può che affidarli alla misericordia di Dio, come appunto fa nel rito dei funerali per loro. Infatti, la grande misericordia di Dio che vuole salvi tutti gli uomini e la tenerezza di Gesù verso i bambini, che gli ha fatto dire: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite» (Mc 10,14), ci consentono di sperare che vi sia una via di salvezza per i bambini morti senza Battesimo. Tanto più pressante è perciò l’invito della Chiesa a non impedire che i bambini vengano a Cristo mediante il dono del santo Battesimo” (CCC 1261).

6. Mi chiedi di Teodosio. Sappiamo di lui, che certamente ha avuto molte benemerenze, che c’è stata anche una pagina particolarmente oscura.
A Tessalonica (l’attuale Salonicco) nell’anno 390 la popolazione impiccò il magister militum dell’Illirico e governatore della città Buterico perché aveva arrestato un famoso auriga e non aveva permesso i giochi annuali.
Teodosio ordinò una rappresaglia. Fece organizzare una gara di bighe nel grande circo della città a pochi giorni dai fatti e dopo aver chiuso le porte comandò di trucidare tutte le persone (circa 7000) lì convenute.
Appena Sant’Ambrogio venne a sapere questo fatto gli intimò per lettera di fare un’adeguata penitenza minacciando che non avrebbe celebrato il Santo Sacrificio della Messa alla sua presenza se non avesse prima pianto il delitto (epistola 51).
Secondo Teodoreto, quando Sant’Ambrogio seppe che Teodosio dopo la carneficina stava per entrare in Chiesa, uscì nell’atrio e gli impedì l’ingresso.
Questo fatto è narrato in molte rappresentazioni che raffigurano Sant’Ambrogio.

7. Mi chiedi anche di Carlo Magno. Penso che tu ti riferisca alla strage compiuta contro i sassoni.
È necessario sapere come sono andate le cose.
Ecco quanto scrivono due insigni storici, il Bihlmyer e il Tuechle:
“Furono i Sassoni stessi che offrirono a garanzia della loro sottomissione la conversione al cristianesimo; nella dieta di Paderborn del 777 essa fu dichiarata obbligatoria per tutti i Sassoni. Schiere imponenti si fecero battezzare. Ma nel 782 il fiero popolo si ribellò sotto la guida dell’eroico nobile vestfaliano Vitichindo, insorgendo con una scossa potente per la difesa e l’indipendenza dell’antica fede pagana; le Chiese cristiane vennero distrutte, i missionari cacciati o uccisi, i connazionali che erano passati al cristianesimo gravemente oppressi. Quest’insurrezione e ripetute trasgressioni di patti giurati vennero vendicati ferocemente da Carlo, che, come narrano gli annali del regno franco e altre fonti, fece giustiziare presso  Verden sull’Aller (782) 4500 prigionieri sassoni. Si può avere qualche riserva sul numero delle vittime, ma la strage è fuori d’ogni dubbio. Questo orribile fatto accese ancora maggiormente il popolo tutto a nuova battaglia: ma nelle battaglie presso Detmold e lungo l’Hase (783) rimase sconfitto. Vitichindo, riconoscendo l’inutilità di ulteriori resistenze, si fece battezzare con molti uomini del suo seguito ad Attigny nella Champagne (785); Carlo stesso fungeva da suo padrino” (Storia della Chiesa, II, 81,1).
Certo, questa è una pagina scura nelle vicende di Carlo Magno, e forse non è l’unica. Ma il suo operato non può essere giudicato solo da questo.
Aggiungo solo che fu gratificato anche del titolo di beato, la cui celebrazione è consentita solo in Aquisgrana.

Ti auguro ogni bene ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

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