Quesito

Buongiorno Padre Angelo,
non so se sia stata già data una risposta al mio seguente quesito. Com’è possibile che i vangeli canonici divergano su alcuni dettagli importanti relativi al ritrovamento della tomba vuota?
Mi spiego meglio: S. Luca narra che al sepolcro la mattina di Pasqua vi fossero Maria di Magdala, Giovanna, Maria di Giacomo e altre donne che erano con loro (Lc 24.10) e che apparvero loro 2 uomini (i 2 Angeli).
I vangeli di S. Marco e S. Matteo invece raccontano entrambi di 1 solo Angelo e meno donne al sepolcro (nel primo vengono citate solo la Maddalena e Maria madre di Giacomo e Salome mentre nel secondo oltre alla Maddalena solo un’altra generica Maria).
Per non parlare di S. Giovanni (Vangelo non sinottico ma non per questo inattendibile, anzi…) che cita la sola Maddalena che dopo il dialogo con i 2 Angeli incontrerà nel giardino Gesù stesso (credendolo inizialmente il custode, Gv 20,14), incontro mai citato dagli altri Evangelisti.
Insomma, perché su un fatto fondamentale su cui poggia tutta la nostra fede si verifica una tale differenza di narrazione?
È comprensibile riscontrare divergenze nel racconto di fatti quotidiani accaduti durante la vita di Gesù, ma su un avvenimento come la Resurrezione non capisco come non possa esserci perfetta "sintonia" narrativa tra i vari Vangeli, il che, agli occhi dei pagani poteva e può inficiare l’attendibilità di quanto descritto.
Grazie e le chiedo una preghiera per me e per i miei cari.
Manuele

 


 

Risposta del sacerdote

Caro Manuele,
1. se teniamo presente che l’Autore principale dei Vangeli è lo Spirito Santo cade subito l’obiezione: Colui che Gesù ha chiamato lo Spirito di verità non può ingannarsi né ingannare sull’evento della Risurrezione di Cristo sul quale si basa la nostra fede.
Da un punto di vista prettamente umano come prima battuta verrebbe da dire che gli evangelisti, come del resto gli apostoli, non si sono messi d’accordo nel narrare una menzogna.
A parte il fatto che essi stessi – come emerge dalle varie narrazioni – sono stati colti alla sprovvista da tale annuncio e se ne stavano chiusi in casa per timore di giudei.

2. A tale annuncio poi non potevano dare credito perché era stato portato dalle donne che a quei tempi non avevano capacità di testimoniare nei tribunali.
È del tutto inconcepibile per quanto potessero essere rozzi che mentre correvano pericolo di vita potessero organizzare una tale menzogna su una base non credibile, quale la testimonianza delle donne.
Era come consegnarsi platealmente e con la massima stoltezza nelle mani di coloro che li ricercavano.
Erano popolani, sì, nella maggior parte, ma erano persone serie che svolgevano con onestà e competenza il loro lavoro.

3. Sulle divergenze dei racconti ecco che cosa dice l’insigne biblista Marie-Joseph Lagrange, fondatore dell’Ècole biblique di Gerusalemme:
“I quattro evangelisti raccontano ciascuno alla sua maniera come la tomba di Gesù venne, non senza gran meraviglia degli amici del Cristo, trovata vuota.
San Matteo e San Marco sono quelli che più si rassomigliano; San Luca si mantiene ordinariamente più vicino a San Marco. Quanto a San Giovanni segue la sua strada ma si mette d’accordo con San Luca a proposito di una indagine compiuta da Pietro.
La difficoltà di metterli d’accordo è stata molto esagerata.
Niente di più semplice quando non si voglia fermarsi a minuzie indifferenti e tener conto della composizione di ciascun evangelo.
Il sabato aveva fine col tramontar del sole e a quell’ora cessava la proscrizione del lavoro per il giorno di Pasqua. La solennità durava otto giorni, e di questi soltanto il primo e l’ultimo erano giorni di riposo (Dt 16,8).
Le donne, però, che formavano il seguito di Gesù non uscirono dalla casa, ove erano probabilmente tutte ricoverate, se non l’indomani mattina di buonissima ora.
San Marco nomina tra queste Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e Salome. Invece di Salome San Luca nomina Giovanna che egli solo ci ha fatto conoscere (Lc 8,3), mentre San Matteo nomina soltanto Maria di Magdala e l’altra Maria.
Evidentemente nessuno di essi ha voluto essere completo e ciascuno si attenne alle sole informazioni che aveva avute, senza preoccuparsi di quanto avevano narrato gli altri.
Si osserverà però che Maria di Magdala è sempre nominata la prima e che San Giovanni parlerà di essa sola.
Per ottenere armonia nei vari racconti basta supporre che Maria Maddalena, più ardente delle altre, andò di filato al sepolcro.
Le altre donne, secondo San Luca, avevano preparato già aromi e olio profumato fin dal venerdì sera. Forse ne avevano già una quantità sufficiente nella casa stessa da esse abitata. È probabile però che San Luca, secondo il suo sistema (Lc 3,20; 22,19ss), abbia terminato di narrare ciò che riguardava la sepoltura e anticipato quanto San Marco ha messo dopo il sabato, vale a dire, la compera degli aromi. Si comprende allora assai bene che le donne uscite per tempo quando era ancora buio, abbian perduto tempo a farsi aprire le botteghe per comperare le spezie necessarie e non siano perciò, secondo San
Marco, arrivate in vista del sepolcro se non dopo la levata del sole.
Maddalena le aveva precedute e così si spiega che fosse ancora quasi notte quando si accorse che la pietra era stata rimossa, vale a dire, fatta girare in modo da lasciar la tomba aperta. Le
guardie se ne erano già andate; essa però non se ne era preoccupata ignorando che fossero state messe. Uno sguardo furtivo le permise di accertarsi che il corpo era sparito. Essa non vide alcun angelo, mentre Gesù si era riservato di informarla in persona.
Immantinente nella sua inquietudine affannosa sospettando di una profanazione del corpo adorabile di Gesù, se ne andò di corsa alla volta di Simon Pietro e del discepolo prediletto di Gesù. Quasi fuori di sé non esitava a conchiudere: «Hanno levato il Signore dalla tomba e non sappiamo dove sia stato messo». Essa parla in plurale perchè attribuisce la sua stessa convinzione a quelle che, essendo uscite con lei, arrivavano al sepolcro in quello stesso istante.
Queste donne non avevano ascoltato che il loro cuore nel prefiggersi di venire a imbalsamare il corpo di Gesù; a misura però che andavano innanzi avvertivano le difficoltà. Neppur esse sapevano delle guardie; ma come penetrare nella tomba e farvi le unzioni funebri? La grossa pietra che ne chiudeva l’entrata era da sola un ostacolo insuperabile né si sentivano in grado di farla girare. Perfino un uomo avrebbe avuto bisogno di una leva, né era possibile in quell’ora mattutina trovare uno di buona volontà che le aiutasse.
Stavano comunicandosi queste loro preoccupazioni e inquietudini, quando scoprirono la pietra già rimossa e ne furono tanto più soddisfatte al vedere quanto fosse enorme.
Entrate allora nella tomba non vi trovarono il corpo. Il loro turbamento fu profondo; non erano stati certo i discepoli a rimuovere la pietra e a profanare il corpo turbando il sacro riposo della tomba.
In quel mentre scoprirono un giovane rivestito d’un abito bianco seduto alla loro destra sull’arcosolio. Spaventate abbassarono gli occhi a terra mentre il giovane disse: «Non abbiate paura: voi cercate Gesù di Nazaret che fu crocifisso: è risorto, non è qua: ecco il posto dove l’avevano deposto. Ma andate a dire ai discepoli e a Pietro che vi precederà in Galilea, dove lo vedrete come vi ha detto» (Mc 16,6ss).
Secondo San Marco le pie donne se ne sarebbero fuggite e non avrebbero detto nulla a nessuno tanto erano spaventate. Lo si capisce: esse temevano anche di non essere credute. Tuttavia si ricredettero poiché San Luca e San Matteo lasciano capire che esse fecero la comunicazione agli apostoli il che non avvenne certamente in un batter d’occhio né senza qualche incidente.
San Marco, che ama sopratutto raccontare i piccoli dettagli, ci avrebbe dato indicazioni sopra questo punto se il filo del suo discorso non fosse qui stato interrotto. Quando il suo evangelo venne completato da lui o da qualche altro, la lacuna non è stata colmata.
Gli apostoli si sarebbero creduti derogare alla propria dignità prestando fede a chiacchiere di donne; senonché San Luca dice che Pietro, prevenuto già e prima di tutti anche nella sua qualità di capo, era corso alla tomba da lui trovata vuota con le sole fasciature sparse al suolo, il che lo mise particolarmente in pensiero.
È questo l’episodio da San Giovanni raccontato più diffusamente avendo anch’egli, il discepolo designato come colui che Gesù amava, preso parte alla ricerca ansiosa.
Egli e Pietro, che erano probabilmente insieme quando Maria di Magdala venne a portare la grave notizia della sottrazione del corpo, partirono all’istante e, in preda a grande ansietà, si misero ambedue a correre. Giovanni, più giovane, corse più in fretta e arrivò primo.
Tuttavia, certo per un riguardo al compagno, non entrò; ma si chinò solamente e vide oltre la piccola anticamera le fasciature per terra. Pietro, che lo seguiva, entrò risolutamente nel sepolcro e anch’egli vide e ancor meglio le fasciature, il che dimostrava che il corpo non era stato rapito perchè allora lo si sarebbe preso tal quale.
Poi rilevò, e questo era un fatto ancora più strano, che il panno posto sopra la testa del Signore non giaceva come le fasciature in disordine, ma era stato ripiegato e posto da parte. Anche l’altro discepolo entrò e vide la stessa cosa; e tutti e due in silenzio, esterrefatti e raccolti, non erano neppur in grado di scambiare le loro impressioni.
San Giovanni dice soltanto che da quel punto credette che Gesù fosse risuscitato e tale dovette essere senza dubbio anche la convinzione di Pietro.
Fino a quel momento essi non avevano compreso che secondo la Scrittura il Cristo doveva risuscitare, non ostante che Gesù stesso l’avesse annunziato a tutti i suoi apostoli.
Ma un tal fatto pareva loro talmente improbabile che solo all’evidenza di ciò che era accaduto si diedero per vinti.
Apparve allora come quella suprema consacrazione del Messia fosse stata predetta (Is 53,11)” (L’evangelo di Gesù Cristo, pp. 273-276).

4. Come vedi, questo biblista con un po’ di attenzione e di buona volontà, è riuscito a ricostruire la narrazione, raccogliendo le particolarità dei singoli evangelisti e ricomponendole nella loro essenziale unità.

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo