Quesito

Gentile padre Angelo,
in un momento di riflessione personale le chiedo alcuni chiarimenti.
Dio mi chiederà conto del fatto che c’è un rifiuto da parte dei miei familiari ed io li evito per la mia pace personale e per non cadere nella trappola delle provocazioni a cui mi sottopongono? Io prego per loro…cerco di non volere il loro male.
In una testimonianza ho letto di un massone che si è convertito a Dio. E il male che ha procurato con il suo far proseliti e con l’aver sostenuto cattive leggi e aver procurato aborti etc… Dio perdona incondizionatamente, ma tutto il male procurato…
Con stima
E.


Risposta del sacerdote

Cara E.,
1. Se alcune persone ci rifiutano, mi pare che sia giusto stare lontani: così almeno non diamo fastidio.
Gesù ha detto: “Se vi perseguitano in una città, fuggite in un’altra” (Mt 10,23).
Tuttavia da parte nostra non dobbiamo rifiutare nessuno.
Sicché devi abbracciare nella carità anche queste persone pregando e offrendo a Dio dei sacrifici per loro.

2. Sì, rimane il problema della riparazione.
Ricordo una persona che aveva compiuti diversi aborti. Nella consapevolezza di non poter riparare, chiese a Dio di essere purificata di qua e di là.
Questa sua richiesta mi impressionò molto.
Siccome questa persona è morta da molto tempo, posso dire che di qua il Signore l’ha esaudita.
Questa tema della riparazione urge però per tutti, perché ogni nostro peccato impoverisce non solo noi stessi, ma tutta la Chiesa e tutto il mondo.

3. Abbiamo tuttavia una grande consolazione in Cristo, che ha già espiato le nostre colpe e che sulla croce ha pregato per noi dicendo: “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno” (Lc 23,34).
Se non avessimo questa fede, sarebbe davvero ben dura la consapevolezza dei nostri peccati.

Ti prometto un ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo