Quesito

Caro Padre Angelo,
Per quanto riguarda il peccato di Adamo ed Eva, chiedo come mai sono caduti nella tentazione, poiché erano preservati da qualsiasi inclinazione al male?
Se hanno usato della libertà allora non c’entra più il fatto che fossero senza inclinazione al male.
E inoltre mi chiedo come si è a conoscenza del fatto che Giovanni Battista è stato santificato e quindi preservato dal peccato nel seno della madre?
E poi, se Maria era immacolata fin dalla concezione e preservata da qualsiasi inclinazione al male, che merito ha avuto nel non peccare mai?
Sono domande che mi faccio e spero che non siano prese per cattiva intenzione. Solo vorrei chiarire alcuni punti un po’ deboli nella mia fede. Grazie se vorrà rispondermi anche solo personalmente. Tanti auguri e buon Natale (2019)!
Rosa


 

Risposta del sacerdote

Cara Rosa,
1. non essere inclinati al male non significa che non lo si possa fare.
Anche i demoni non erano inclinati al male, eppure una porzione di loro ha voltato le spalle a Dio.
Il male non ha la sua sorgente nell’inclinazione ma nella volontà, anzi nella libertà.
Tante persone, pur inclinate ad alcuni mali, non li compiono.
Ed altre, pur non essendovi inclinate, nell’occasione li compiono.
L’inclinazione costituisce una spinta, ma non è determinante.
Ciò che determina è sempre la volontà libera della persona.

2. Sappiamo che Giovanni Battista è stato santificato fin dal grembo di sua madre perché Gabriele disse a Zaccaria quando gli apparve nel tempio: “Sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre” (Lc 1,8).
La Chiesa nella Messa prefestiva di San Giovanni applica anche al nostro Santo quanto Dio disse a Geremia: “Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto, prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni» (Ger 1,5).
Questa santificazione, che lo liberò dal peccato originale, avvenne al momento della visita di Maria alla cugina Elisabetta.

3. L’esultanza di Giovanni davanti a Maria che porta nel proprio grembo Gesù è in perfetto parallelismo con l’esultanza di Davide davanti all’Arca dell’Alleanza.
Ecco che cosa scrive J. Daniélou: “Gli esegeti hanno notato che Luca, narrandoci l’episodio della visita di Maria a Elisabetta, si è ispirato ad un testo dell’Antico Testamento che ci descrive il cammino dell’arca dell’alleanza verso il Tempio di Gerusalemme (2 Sam 6,1-13). L’arca in cui abita Iahvé è trasportata alla volta di Gerusalemme. Davide, al suo passaggio, danza e salta di gioia. Prima che l’arca giunga da Obed-Edom nelle montagne della Palestina, Davide esclama: «Com’è possibile che l’arca del Signore venga verso di me?».
Il raffronto con la scena della Visitazione è sorprendente. Le parole sono le stesse. Qui, come là, si parla delle montagne della Palestina. Come Davide salta (skirtai) davanti all’arca, Giovanni salta (skirtai) davanti a Maria; e le parole di saluto che Elisabetta rivolge a Maria sono le stesse con le quali Davide saluta l’arca.
È facile scorgere la profondità teologale che questo collegamento fatto da Luca fra i due episodi, conferisce alla Visitazione. Quello che era l’arca nell’Antica Alleanza, il luogo dove Iahvé abitava in mezzo al suo popolo, lo è Maria nella Nuova Alleanza poiché in Lei ha preso dimora il Verbo. L’episodio della Visitazione è così quasi sottratto all’aneddoto ed acquista la sua dimensione divina. Questo stesso movimento della Storia sacra continua. Lo stesso Dio è in cammino attraverso la Storia «operando meraviglie» e suscitando la gioia messianica” (Giovanni Battista, testimone dell’Agnello, pp. 30-31).

4. Domandi infine: “Se Maria era immacolata fin dalla concezione e preservata da qualsiasi inclinazione al male, che merito ha avuto nel non peccare mai?”.
La risposta è semplice: come Eva nello stato di innocenza non era inclinata al male e ha avuto il demerito di peccare, così giustamente la Madonna, pur non essendo inclinata al male come del resto anche gli Angeli prima della ribellione, ha avuto il merito di non peccare.
Come ti ho già detto, la sorgente del male non è nell’inclinazione, ma nella volontà libera.

Ti auguro un buon Natale (2020), ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

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