Quesito

Buonasera Padre Angelo,
vorrei sapere da dove si interpreta che l’apostolo “prediletto” di Gesù era San Giovanni, e inoltre mi preme chiederle come si fa ad interpretare che nel vangelo secondo Giovanni, di oggi, (nel rito ambrosiano) che la testimonianza sul discepolo che sarebbe morto anziano era riferibile a San Giovanni (insomma se ci sono certezze riguardo a questo).
La ringrazio in anticipo per la risposta, che San Pio la benedica.
Emanuele


Risposta del sacerdote

1. tre erano i discepoli particolarmente amati dal signore: Pietro, Giacomo e Giovanni.
Sono i tre che il Signore vuole con sé nel momento della trasfigurazione, nel momento della sua agonia nel Getsemani, nella risurrezione della figlia di Giaro (Mc 5,37).
Ebbene, è necessario subito escludere S. Giacomo, il quale fu martirizzato troppo presto per aver potuto scrivere un Vangelo che suppone già composti i Sinottici (Matteo, Marco e Luca).
Ugualmente non si può pensare a S. Pietro, poiché nel cap. 21 si distingue chiaramente tra il principe degli Apostoli dal discepolo diletto.
Non rimane quindi che l’Apostolo S. Giovanni al quale si possa attribuire la paternità del quarto Vangelo.

2. In questo Vangelo l’apostolo san Giovanni non viene mai nominato col suo nome.
L’unico Giovanni che compare è Giovanni Battista.
Ma mentre nei sinottici viene chiamato Giovanni il Battista, qui viene chiamato solo Giovanni.
Non vi è altro Giovanni che lui.

3. L’apostolo prediletto, che ha posato il capo sul petto del Signore, preferisce stare in incognito, sotto la figura di colui che ebbe questo altissimo privilegio.

4. Il discepolo cui allude il vangelo di Giovanni 21,20 è proprio il suo autore, come emerge direttamente dal testo: “Pietro allora, voltatosi, vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, quello che nella cena si era trovato al suo fianco e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?»”.

Ti ringrazio del quesito, ti saluto cordialmente, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo