Quesito

Gentile Padre Angelo,
sono G. di …, torno a scriverle dopo un po’ di tempo sperando di non rubarle energie preziose.
Desidererei, se possibile, rivolgerle due quesiti.
Il primo riguarda la maniera migliore di confessare i peccati di impurità, parlo di quelli commessi in modo solitario e attraverso la visione di siti pornografici.
Pur rispettando il confessore che ci si trova di fronte, per cui non è il caso ovviamente di scendere nei particolari, le chiedo se si deve o meno confessare "il grado di gravità" stimata soggettivamente che la visione di questi siti comporta. Ritengo che nei peccati impuri esistono dei gradi diversi di gravità, pur trattandosi sempre di peccato mortale; non so se son riuscito a farmi capire esattamente. E’ necessario confessarli in maniera diversa oppure rientrano tutti nella stessa categoria?
L’assoluzione quindi è valida se si sono accusati genericamente simili peccati (commessi in maniera solitaria) oppure si tratta di confessioni malfatte od addirittura sacrileghe? Non c’è limite purtroppo (se non il codice penale grazie a Dio) infatti a ciò che si può trovare di più degradante per l’essere umano su internet in tale campo.
Il secondo quesito riguarda la questione del Limbo. So che non è vero, come dicono alcuni, che "è stato abolito" ma ci sono dei pronunciamenti di Concili, se non sbaglio, ed altri magisteriali che confermano la sua esistenza. Cosa ritenere per certo sul Limbo? E’ eterno oppure un giorno sarà annullato da Dio?

La ringrazio se troverà il tempo di rispondermi, nel frattempo la ringrazio per avermi iscritto alla Confraternita del Rosario perché da quando ho iniziato a pregare il Rosario tutti i giorni la mia vita ha fatto un progresso tangibile.
Ora mi sveglio la mattina presto per pregarlo prima di recarmi al lavoro ed ho "preso gusto" nelle cose di Dio.
La saluto e le prometto che la ricorderò nelle mie modeste preghiere.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. per quanto attiene la pornografia è vero quanto hai detto: pur trattandosi di peccati sempre gravi, alcuni portano ancora più in basso.

2. Un documento dell’episcopato statunitense (Dichiarazione della conferenza dei vescovi degli Stati Uniti sulla pornografia, 3.12. 2015) rileva che “la pornografia desensibilizza i suoi fruitori che, col tempo, possono cercare e guardare contenuti più estremi e degradanti, a mano a mano che aumenta la loro assuefazione” (n. IV).
Pertanto nelle confessori dirai che hai fatto uso di materiale pornografico, alla ricerca di sensazioni sempre più spinte e degradanti.
Non è necessario che tu scenda nei particolari. Dicendo “alla ricerca di sensazioni sempre più spinte e degradanti” esprimi tutto il tuo disgusto e dispiacere e nello stesso tempo compi anche un atto di umiltà davanti al sacerdote che ti ascolta.

3. Metti tutta la tua buona volontà per superare la tentazione della pornografia.
I vescovi statunitensi hanno voluto denunciare alcuni effetti devastanti nella psiche di chi ne fa uso e scrivono:
“Circa la dipendenza che procura “sia la scienza sia le testimonianze personali confermano che molte persone che iniziano a guardare materiale pornografico in maniera occasionale diventano in seguito consumatori compulsivi, i quali si sentono intrappolati in un circolo vizioso di fantasie, rituali, azioni compulsive e disperazione.
La visione di materiale pornografico, di solito in combinazione con la masturbazione, colpisce direttamente i percorsi cerebrali di ricompensa ed è stato notato che ha sul cervello effetti simili a quelli che hanno la cocaina in un tossicodipendente o l’alcol in un alcoolista.
Dopo aver utilizzato la pornografia, la persona ne desidera di più e col passare del tempo ricerca un maggior numero di immagini o di materiali più estremi per ottenere lo stesso sballo.
Una persona dipendente dalla pornografia può diventare ossessionata dal vedere materiale pornografico; può mettersi in situazioni di rischio crescenti per guardarla (come ad esempio accedendovi nel posto di lavoro), può continuare a guardarla nonostante le conseguenze negative che ciò ha per sé e per gli altri e può sentirsi fuori controllo o incapace di fermarsi. Può anche negare che esista un problema” (n. IV).

4. Ce ne è abbastanza per smettere subito, se non bastasse il pensiero di pervertire il disegno di Dio sulla sessualità e sull’amore umano.
La purezza sia il tuo motivo di santo orgoglio.
È solo nella purezza che ti senti interiormente libero e capace di unirti a Dio da cuore a cuore in ogni momento.
Con la purezza riceverai anche tante grazie, perché tutti i beni vengono insieme con essa (cf. Sap 7,11).

5. Circa la questione del Limbo c’è da notare l’espressione sbagliata che tanti usano, forse prendendo l’espressione da quanto si può trovare in alcuni giornali: il limbo è stato abolito.
Si può abolire una norma disciplinare. Si può abolire un uso intrapreso dagli uomini.
Ma non si può abolire una realtà, vera o presunta.

5. A proposito del Limbo, inteso come luogo di felicità naturale ma non  ancora di comunione intima con Dio, va detto che l’esistenza del Limbo prima della venuta di Cristo è dogma di fede.
I giusti dell’Antico Testamento, al momento della loro morte, non potevano entrare in Paradiso, perché non era ancora avvenuta la risurrezione di Cristo dai morti, che ha riaperto quest’accesso, chiuso dopo il peccato originale.
Ebbene, questo Limbo (quello dei patriarchi) è stato definitivamente chiuso con la morte e la risurrezione del Signore.

6. Appoggiandosi su questo dato, molti teologi del passato hanno pensato che i bambini morti senza il battesimo prima di giungere all’uso di ragione andassero al Limbo, che è uno stato di felicità naturale, ma non ancora di visione beatifica di Dio.
Essendo privi della grazia non potevano entrare in Paradiso. E poiché il peccato originale non è un peccato personale, non potevano essere puniti per questo.
Era una conclusione che aveva la sua logicità.
Tuttavia l’esistenza del Limbo per i bambini non è mai stata oggetto di fede, e cioè dogma di fede sancito dal Magistero della Chiesa.
Era opinione teologica, larghissimamente condivisa e riportata come comune nel Catechismo di Pio X.

7. Oggi invece piace pensare che – stante la volontà salvifica di Dio – a tutti venga offerta la grazia attraverso vie a noi sconosciute.
È legittimo pensare che Dio faccia così anche con i bambini morti prima di aver ricevuto il battesimo.
E che ad essi – rivestiti dell’abito nuziale della grazia – siano così spalancate le porte del Paradiso.

8. Con questo la tesi del Limbo attuale non viene abolita né è proibito sostenerla.
Continua a rimanere un’opinione teologica, sebbene sia meglio pensare che i bambini morti prima di aver raggiunto l’uso di ragione e non battezzati – una volta accolta la grazia (perché è sempre necessario l’assenso personale) – entrino in Paradiso.

9. Sono contento degli effetti molto belli che ha comportato per te l’iscrizione alla confraternita del SS. Rosario.
Tocchi con mano il beneficio delle preghiere di tanti fratelli che ogni giorno pregano con te e pregano per te col Santo Rosario.
Mi auguro che questa tua preghiera, rinforzata da quella di tutti i membri della famiglia domenicana, soprattutto di quelli che sono in Cielo, ti ottenga anche una definitiva vittoria nell’ambito della purezza.

Ti ringrazio della preghiera che hai per me, ti auguro ogni bene, ti ricordo a mia volta al Signore e ti benedico.
Padre Angelo