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Quesito

Salve Padre Angelo, è la prima volta che le scrivo,ma da un pò seguo il vostro sito.
Mi chiamo Manuele, e le scrivo da Prato.
Volevo farle una domanda a proposito delle esperienze di pre morte.
Io sono un tipo abbastanza credente, solo che avendo letto il racconto di un ragazzo, chiamato Michael Mandolfo, sono rimasto un pò perplesso, anzi parecchio.
Questo ragazzo, di Milano, a 14 anni è rimasto sott’acqua più di 40 minuti,prima di esser riportato a galla con arresto cardiaco. Dichiarato praticamente morto è stato portato in ospedale e, qui, grazie a un macchinario e alla rianimazione, è stato riportato in vita con pieno recupero delle facoltà mentali. Purtroppo ha perso una gamba a causa dell’annegamento subito.
Questo ragazzo dice di non ricordare niente della sua “morte apparente”, solo buio e noia, come se si fosse addormentato e poi risvegliato.
Se dà un occhiata su Internet può leggere tutto il suo racconto.
Michael afferma che non esiste per lui un aldilà, come noi lo immaginiamo, perchè lui si è addormentato. Come possibile questo?
Eppure ci sono persone che anche in 2 minuti di morte apparente vedono un tunnel, poi la luce, a volte i loro familiari morti. Conosco una persona, per esempio, che ha vissuto direttamente questo tipo di esperienza.
Com’è possibile che invece Michael non abbia visto niente?….Forse perchè la sua anima è rimasta ancorata al corpo e non si è mai staccata in tutti quei minuti?
Perchè Dio non ha permesso che anche questo ragazzo vedesse qualcosa dell’altro mondo? Alla fine una morte apparente dovrebbe essere quasi uguale per tutti.
Adesso Michael, come lui stesso afferma, ha una visione tutta sua della morte, non crede nel Paradiso o Inferno, ma crede di aver fatto solo un lungo sonno.
Forse mi viene da pensare che entri in gioco il cervello, quindi, le esperienze di pre-morte dove si raccontano visioni di tunnel, familiari deceduti, ecc sono solo frutto di illusioni mentali?
Questa cosa mi ha creato molti dubbi e interrogativi sull’esperienze pre morte e sulla possibilità di vita nell’aldilà.
La prego padre di aiutarmi a fare chiarezza,
Grazie mille
Manuele

 


 

Risposta del sacerdote

Caro Manuele,
1. l’espressione pre-morte è esatta, ma non nell’accezione in cui comunemente la si intende.
Infatti per pre-morte alcuni intendono lo spazio che andrebbe tra la morte almeno apparente di una persona (il criterio in genere è quello della cessazione del battito cardiaco) e quella definitiva.
Le testimonianze alle quali ti sei rifatto riguardano proprio questo lasso di tempo.

2. È esatta invece la dizione pre-morte perché non riguarda l’esperienza di una persona morta, ma viva.
Dalla morte infatti non si torna indietro se non per una risurrezione miracolosa o per il giudizio universale.

3. Ma torniamo all’oggetto della tua mail.
Tutto ciò che varie persone dicono di aver visto non è l’aldilà.
Le esperienze di luce, di soavità e anche di benessere che taluni hanno vissuto e che hanno testimoniato potrebbe essere frutto casuale di vari fattori che influiscono sul nostro cervello.

4. Di una cosa invece siamo assolutamente certi: che appena morti avviene il giudizio di Dio.
Questo ce l’ha detto Dio stesso attraverso la sua divina rivelazione.
La quale ad esempio ci parla del destino eterno di alcune persone che si è concretizzato subito appena avvenuta la morte.
Così a proposito del ricco epulone e del povero Lazzaro. Appena il ricco muore, subito si trova all’inferno.
Del secondo invece, e cioè di Lazzaro, si legge che vennero gli Angeli e lo portarono nel seno d Abramo.
Al buon ladrone Cristo dalla croce ha detto: “In verità ti dico oggi sarai con me nel Paradiso”.

5. Appena morti che cosa succede?
Avviene il giudizio particolare.
Lo ricorda San Paolo: “Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male” (2 Cor 5,10)

6. Anche sulla base dei riferimenti biblici che ti ho portato la Chiesa ha puntualizzato la sua dottrina.
La troviamo espressa ultimamente nel Catechismo della Chiesa Cattolica, il quale afferma:
“La morte pone fine alla vita dell’uomo come tempo aperto all’accoglienza o al rifiuto della grazia divina apparsa in Cristo.
Il Nuovo Testamento parla del giudizio principalmente nella prospettiva dell’incontro finale con Cristo alla sua seconda venuta, ma afferma anche, a più riprese, l’immediata retribuzione che, dopo la morte, sarà data a ciascuno in rapporto alle sue opere e alla sua fede.
La parabola del povero Lazzaro e la parola detta da Cristo in croce al buon ladrone così come altri testi del Nuovo Testamento parlano di una sorte ultima dell’anima che può essere diversa per le une e per le altre” (CCC 1021).

7. Come avrai notato il Catechismo parla di retribuzione immediata, e pertanto istantanea.
Non c’è alcun intermezzo. Soprattutto non c’è possibilità di tornare indietro.
Papa Benedetto XII (quattordicesimo secolo) nella Costituzione Benedictus Deus ha affermato che “le anime di coloro che muoiono in peccato mortale attuale, subito (mox) dopo la morte discendono nell’inferno dove sono tormentate con  supplizi infernali” (DS 1021).

8. Per questo il Catechismo della Chiesa Cattolica va avanti e dice: “Ogni uomo fin dal momento della sua morte riceve nella sua anima immortale la retribuzione eterna, in un giudizio particolare che mette la sua vita in rapporto a Cristo, per cui o passerà attraverso una purificazione, o entrerà immediatamente nella beatitudine del cielo, oppure si dannerà immediatamente per sempre” (CCC 1022).

9. Pertanto la cosa certa è che né Michael né tutte le altre persone che hanno vissute esperienze analoghe hanno visto l’aldilà.
In nessuna di esse è avvenuta la morte e cioè la separazione dell’anima dal corpo.
Tutto ciò che hanno visto è ancora solo l’al di qua.

10. Per concludere desidero riportare quanto ha scritto un bravo teologo, Giorgio Gozzelino, sulle cosiddette esperienze pre-morte:
“Entrano nei fenomeni di natura parapsicologica ritenuti capaci di rimando ad una vita oltre la morte le esperienze di rianimazione da decesso reversibile, dette N. D. E. («Near Death Experiences»).
Si tratta dei resoconti di numerose persone clinicamente decedute (medically dead) e poi rianimate.
Nei loro racconti tornano alcune costanti: uscita dell’io dal corpo, in una condizione priva di gravità; visione, come dall’alto, dei fatti che seguono il proprio decesso; riproposizione concentrata, congiunta a sentimenti di colpa, degli eventi salienti della vita, come per una sorta di playback della propria esistenza; percezione di una soglia di stacco tra la vita terrena ed un’altra forma di vita, con sentimenti di intensa attrazione per quest’ultima, talora accentuati dall’incontro con persone care defunte o dall’apparizione di figure di luce; positiva incidenza di tali percezioni sulla vita dei redivivi.
La sensazione generale è che questi soggetti abbiano come gettato uno sguardo sull’aldilà, o perlomeno abbiano visto «la facciata di quel mondo nel quale questa volta non sono potuti entrare»; sì da confermare, per dirla con la nota psichiatra E. Kubler-Ross, «ciò che ci hanno insegnato da duemila anni: esiste una vita oltre la morte»” (Nell’attesa della beata speranza, pp. 17-18).

11. Il giudizio di G. Gozzelino è il seguente: “Se i racconti di N. D. E. dispongono di una indubbia carica di suggestione, non per questo possono aspirare alla dignità di prove.
Fenomeni del genere si verificano anche in altri particolari stati psichici, ad es. nelle allucinazioni indotte da droghe; sì da potersi spiegare come una specie di estrema ispirazione di emergenza del cervello morente: il ben noto ultimo divampare del fuoco prima di spegnersi definitivamente.
E poi va notato che nessuno dei soggetti che riferiscono tali esperienze è realmente morto; per quanto si siano accostati alla soglia della morte, essi non l’hanno varcata, per cui la loro testimonianza si presta ad illuminare l’ultima fase della vita, dissipando la paura degli stati d’animo angosciosi spesso temuti per quei momenti, ma non serve a garantire un aldilà della morte” (Ib,. p.20).

Con la speranza di aver portato chiarezza con la luce derivante da Dio  ti auguro di giungere un giorno a varcare le soglie della morte per entrare direttamente (mox) in Paradiso.
Per questi ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo

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