Quesito

Caro Padre Angelo
desidero chiederle un suo parere a riguardo di ciò che le dirò ricevendo risposta privata.
Non riesco più a pregare per chiedere al Signore qualcosa per me se si tratta di qualcosa di carattere materiale.
Posso ringraziarLo, amarLo, chiderGli perdono, intercedere per altri…ma se si tratta di chiedere qualcosa per me proprio non ci riesco: magari comincio a parlargli esponendo le mie difficoltà, i miei problemi, i miei desideri ma concludo sempre dicendo “tutto ciò non è poi così insopportabile, c’è chi è costretto a sopportare di peggio, vorrei imparare a non lamentarmi, ad accontentarmi di quello che ho” e quindi non chiedo quello che vorrei chiedere.
La ringrazio


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. il Signore ha detto: “Cercate anzitutto il regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (Mt 6,33).
San Giuseppe Benedetto Cottolengo aveva preso alla lettera queste parole di Gesù e non voleva che nelle sue case di domandasse qualcosa di ordine materiale o temporale. E diceva: “Se ci pensiamo noi, non ci pensa più Lui”.
Noi però non abbiamo una fede così grande come quella del Cottolengo, di cui si diceva che ne aveva lui più di tutta Torino messa insieme.

2. Nel Vangelo leggiamo che molte persone si sono rivolte a Gesù per domandare beni di ordine temporale. E Gesù le accontentava.
Con questo ci insegna che anche noi possiamo chiedere beni di ordine materiale, soprattutto se sono utili per la nostra salvezza.
Del resto lo sappiamo bene: la preghiera non serve a Dio, che in anticipo conosce tutte le nostre necessità, ma a noi, perché confrontandoci con i disegni di Dio chiediamo i beni di ordine materiale in vista dei beni di ordine spirituali
E anche perché se vediamo che non ci accontenta subito, significa che dobbiamo cambiare vita e disporci santamente ad accogliere tutto ciò che dall’eternità ha già determinato di darci.

3. Non possiamo poi dimenticare che nel Padre nostro Gesù ci ha insegnato a domandare anche beni di ordine materiale. Soprattutto quando diciamo: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”.
È vero che il primo nostro pane quotidiano è Lui stesso, che si è definito “il pane disceso dal cielo”.
Ma insieme con questo pane soprasostanziale, dobbiamo domandare per noi stessi e per il nostro prossimo tutti i beni di ordine spirituale e temporale di cui abbiamo bisogno.

4. È vero che tante volte dobbiamo accontentarci di quello che abbiamo e che quello che chiediamo è più male che bene in ordine alla nostra santificazione.
Ed è anche vero che non dobbiamo domandare cose superflue quando altri stanno in condizioni miserevoli.
Ma, a parte questo, dobbiamo chiedere anche beni di ordine temporale perché questo giova a noi: per goderne in ordine alla santità e non in ordine alla vanità.

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo