Quesito

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Risposta del sacerdote

5. Che fare con le “unioni di fatto”?
Autorevoli esponenti del mondo ecclesiale e politico hanno detto che questa legge, oltre che dannosa per i motivi riportati, è inutile. È sufficiente la normativa giuridica attuale che tutela la libertà e l’autonomia degli individui.
Se due persone, anche dello stesso sesso, vogliono mettersi insieme e fare dei patti tra di loro sono liberissime di farlo. Se lo stato non lo concedesse violerebbe i diritti delle persone.
Ma qui si tratta di voler dare alle unioni di fatto dei diritti che lo stato dà alla famiglia. E glieli dà per dei beni sostanziali che da essa riceve in ordine al suo futuro e alla serenità dei figli.
E con questo lo stato darebbe un implicito incoraggiamento a non sposarsi e a preferire le unioni di fatto, proprio perché basate sulla libertà di andarsene quando si vuole.

6. È stato osservato che molti governi hanno deprecato fortemente il lavoro precario.
Ma adesso viene varato un provvedimento che prevede una famiglia precaria e fittizia e anziché tutelare l’interesse della famiglia fondata sul matrimonio, prepara un provvedimento che porta alla fine e alla sua graduale distruzione.

7. Vengo infine alle tue due domande precise.

– Mi chiedi: “Come spiegare il "no" dei credenti alla formalizzazione delle unioni non familiari e – in ipotesi – omosessuali?”
Intanto, come vedi, non ho mai scomodato né Dio, né la divina Rivelazione, né il Magistero della Chiesa per la soluzione di problemi che toccano la società e il diritto naturale.
Per questo io non parlerei del “no” dei credenti, ma del no delle persone che usano la ragione e che sono di buona volontà.

– Circa il matrimonio tra omosessuali: il no nasce dalla natura stessa del matrimonio che è ordinato alla generazione ed educazione dei figli e al perfezionamento reciproco dei coniugi.
Ebbene, nell’unione omosessuale è del tutto impossibile il primo obiettivo.
E circa il secondo manca la complementarità interpersonale che è necessaria perché due persone si completino e si perfezionano sotto tutti i punti di vista (fisico, affettivo, spirituale).
L’unione omosessuale slitta verso un narcisismo che costituisce un nuovo disordine oltre a quello insito in questa devianza (sebbene non colpevole in quanto tale). Perché infine l’omosessualità è devianza.

– La seconda domanda che mi poni è la seguente: “se la Chiesa motiva il Suo "no" ai DICO in generale, e alle unioni omosessuali in particolare, sulla base dell’impossibilità di procreare, perchè allora permette il matrimonio fra eterosessuali in età avanzata? Nemmeno questi ultimi, infatti, potranno generare figli”.
Anche qui ribadisco che la Chiesa non è la sola a non riconoscere il matrimonio agli omosessuali. Qualsiasi società di questo mondo si è sempre comportata così.
Inoltre non solo la Chiesa, ma anche qualsiasi società di questo mondo ha sempre riconosciuto valido il matrimonio fra un uomo e una donna sebbene  anziani.
I motivi sono i seguenti:
Primo, il matrimonio non dà diritto ai figli, ma a compiere gli atti che di suo sono ordinati alla procreazione. I figli tante volte non vengono neanche in tante coppie giovani. E allora dovremmo sciogliere il vincolo? Ripeto: con il matrimonio si contrae il diritto a compiere gli atti ordinati alla procreazione. In passato si parlava di ius in corpus (diritto sul corpo dell’altro, evidentemente non nel senso da usarne come cosa).
Inoltre questi atti, come del resto anche la natura del matrimonio, non sono ordinati solo alla procreazione, ma anche alla vicendevole perfezione, al reciproco amore e aiuto. E questo ha il suo significato anche tra persone che sono sterili o che hanno superato la soglia biologica della fertilità.

 

Ti ringrazio di avermi sollecitato a dare una risposta su questo argomento di scottante attualità.
Colgo l’occasione per sollecitare tutti i nostri visitatori a quella che Giovanni Paolo II chiamava “una grande preghiera per l’Italia”. L’Italia ha un ruolo internazionale da svolgere anche su questo punto.
Roma è sempre stata definita la patria del diritto. Che faccia scuola anche oggi!
Anche a te assicuro una preghiera e una benedizione.
Padre Angelo