Quesito

Caro padre Angelo
le chiedo un ultimo chiarimento sull’indulgenza plenaria offerta a suffragio per i defunti che si spera siano in purgatorio…
In questo caso esse possono lenire le pene del purgatorio e abbreviare la permanenza in esso.
Ma l’indulgenza plenaria a suffragio dei defunti non è garanzia di immediata salita al cielo per l’anima che ne usufruisce a suffragio? È  giusto padre Angelo?
E poi come si fa a sapere che quell’anima o quell’altra sia in purgatorio?
Potrebbe gia essere in paradiso per grazia di DIO ma purtroppo anche all’inferno ….
Quindi è solo una speranza. Non vi è certezza sulla destinazione dell’altra vita a meno che non si sia condotta una vita degna del Vangelo o comunque prima della morte si sia pentiti e ricevuti i sacramenti…
Grazie.
Stefano


Risposta del sacerdote

Caro Stefano,
1. l’indulgenza plenaria a suffragio dei defunti non può essere applicata direttamente alla maniera di un riscatto diretto, ma solo indirettamente, e cioè a modo di preghiera, di suffragio. E poi si lascia tutto all’azione misericordiosa di Dio.
Proprio per questo non è di un’efficacia infallibile.

2. È vero che noi non sappiamo in quali condizioni si trovi l’anima per cui compiamo opere indulgenziate. Tuttavia Dio vede la nostra carità e la premia sempre destinandone i benefici a chi vuole. Pertanto non si tratta mai di opere sprecate.

3. In ogni caso, l’indulgenza plenaria giova a chi l’acquista perché lo stimola a compiere atti di vera contrizione dei propri peccati e lo fa accostare ai sacramenti della confessione e dell’eucaristia che producono un aumento di grazia e una nuova santificazione.

Ti ringrazio, ti prometto un ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo