Quesito

Caro Padre Angelo,
chi le scrive è un ragazzo che ha da poco ha riscoperto il bisogno di approfondire la propria spiritualità; considero ciò un dono bellissimo che mi è capitato e che mi sta dando molte gioie ma anche molti pensieri.
Purtroppo, nella mia vita, la religiosità ha sempre avuto un ruolo marginale ed ora devo fare i conti con gli errori, i rimorsi, con le lacune e con i mille dubbi che mi si presentano; mi affido alla sua pazienza ed alla sua preziosa disponibilità per porle alcune questioni sulle quali sento la forte necessità di avere un confronto.
Tutti noi sappiamo delle terribili situazioni in cui riversano milioni di persone, donne, bambini innocenti nel mondo… fame, sofferenze, guerre, sfruttamento e, mentre noi viviamo nell’agio, loro muoiono perché non hanno pane o acqua o medicinali; gli ospedali ci chiedono di donare il sangue, i malati di leucemia di donare il midollo osseo, l’immigrato ci chiede un euro per mangiare o magari anche solo una parola di consolazione. Gesù ci ha chiaramente insegnato ad amare il prossimo come noi stessi e soprattutto ci ha avvertito: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato (…) in verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me”.
Quello che vorrei capire è che se è peccato mortale avere rapporti prematrimoniali, non è forse un peccato mortale anche comprarsi un’auto da 40.000 € per capriccio o vanità? Non è forse peccato mortale non donare il sangue sapendo che si potrebbero salvare vite? Spesso ci illudiamo di rispettare gli insegnamenti di Gesù mentre invece conviviamo con un’ipocrisia di fondo che se non l’affrontiamo rischia veramente di portare la morte nell’anima e renderci incapaci di amare.
Noi anteponiamo continuamente i nostri egoismi, i nostri agi, i nostri vizi al prossimo, votiamo partiti xenofobi, consumiamo risorse preziose a discapito dei paesi in via di sviluppo, liquidiamo con scortesia l’immigrato che ci suona il campanello, viviamo nel superfluo e lasciamo che Gesù muoia di fame e di stenti in continuazione in ogni parte del mondo.
Tutto questo non è forse peccato mortale contro Dio? E’ forse ciò meno grave della masturbazione?
Le nostre omissioni uccidono.
Non penso che basti andare a messa la domenica, non piantare un coltello nella schiena a qualcuno, non bestemmiare, non tradire la moglie, non fare contraccezione ecc. per essere in Grazia di Dio se poi chiudiamo gli occhi di fronte alla disperazione del mondo.
Faccio inoltre fatica a capire la posizione della Chiesa che, da un lato è assolutamente intransigente nei confronti dei divorziati o conviventi, escludendoli dall’eucarestia e dalla confessione mentre poi accetta di sposare il milionario di turno dopo una confessione reticente che, alla faccia di chi muore di fame, spende 1.500.000 di € per una cerimonia all’insegna della vanità e del lusso ostentato.
Come può Dio non sentirsi offeso da questi comportamenti? Non bisognerebbe escludere dall’eucarestia anche coloro che venerano il dio denaro, il dio fama, il dio potere, il dio successo? Anche loro riversano in continuazione nel peccato… ci sono politici che impostano la loro campagna elettorale su principi di intolleranza e razzismo e contemporaneamente si professano cattolici e fanno l’eucarestia.
Penso che tutti noi (ovviamente non mi riferisco a chi, come lei, dedica la vita a Dio e agli altri) siamo responsabili di ogni singolo bambino che muore di sete in Africa, perchè potremmo salvarlo ma non vogliamo rinunciare alle nostre comodità. La mia coscienza mi dice che questo è il peggiore peccato mortale contro Dio, perchè Dio è anche quel bambino, e ne siamo tutti consapevoli e quindi colpevoli.
Mi scusi per lo sfogo e per il tempo che le ho rubato, come le ho anticipato sono tante le cose della mia vita che devo ancora sistemare e questo mi crea una forte frustrazione.
Prego per avere la forza di seguire la mia coscienza e so che non sarà facile.
La ringrazio di cuore, la sua disponibilità è molto preziosa!
fabio


Risposta del sacerdote

Caro Fabio,
1. sono contento per la tua felicità di aver incontrato il Signore.
Quella che stai vivendo è una risurrezione.

2. Mi pare che nella tua mail, giustamente appassionata, conservi sempre l’equilibrio. In nome di mali peggiori non minimizzi quelli minori.
Sono peccati gravi la masturbazione, i rapporti prematrimoniali e altri disordini sessuali, tutti segnati dall’egoismo e dalla passionalità.
Non c’è vero amore nel peccato. Né il peccato in quanto tale apre ulteriormente a Dio e al prossimo.

3. E forse in questi peccati puoi trovare un collegamento con peccati più grandi, che non sono peccati perché si commettono azioni sbagliate, ma sono peccati di omissione.
La chiusura del cuore nella sfera sessuale, che tocca l’intimo nucleo della persona, si esprime anche in altre chiusure e in altri egoismi.

4. Non so se chi vive nel lusso sfrenato o spende per il matrimonio cifre da capogiro mentre proprio in quel momento moltitudini di persone, soprattutto bambini, vivono nella miseria e nella fame viva in maniera casta.
Me lo auguro, ma ho molti dubbi.
La castità, la purezza di vita, apre all’amor generoso.
Quando le ricchezze, che di suo sono un bene, vengono usate per la vanagloria e per darsi alle soddisfazioni più capricciose, manifestano che nel nucleo più intimo della persona c’è un disordine.

5. Gesù ha detto: “Quant’è difficile, per coloro che possiedono ricchezze entrare nel regno di Dio. E’ più facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per un ricco entrare nel regno di Dio!” (Lc 18,24-25).
Non sono le ricchezze che fanno andare all’inferno. Ripeto, le ricchezze in quanto tali, sono un bene.
Ciò che manda all’inferno è la chiusura del cuore e questa si attua nell’avidità del possesso, nell’impurità e nella superbia della vita.
Chi spende cifre paradossali per un’automobile non so se partecipi tutte le domeniche all’Eucaristia, se si confessi frequentemente, se viva in maniera casta, se preghi…
Io queste persone non le vedo in Chiesa. Anzi, mi pare che non ci vadano mai o molto di rado.

6. Mi poni altre questioni: si nega la Comunione ai divorziati, perché non la si nega anche a quelli che spendono e spandono cifre vertiginose per il matrimonio?
Qui è necessario fare una distinzione tra ambito oggettivo e ambito soggettivo.
Vi sono situazioni che sono oggettivamente in contrasto l’insegnamento evangelico: questa non è la situazione dei divorziati o dei separati, ma dei divorziati risposati.
Mentre vi sono situazioni nelle quali non si possono fare i conti in tasca al prossimo. Non ne siamo autorizzati, anche se dall’esterno si possono nutrire molte perplessità.
Con questo non giustifico a priori il comportamento di questi ultimi. Davanti a Dio possono avere responsabilità ben più gravi di quelle dei divorziati risposati. Ma questo giudizio non lo posso emettere oggettivamente.
Lo stesso discorso vale per chi fa una confessione solo di facciata. Se alla mia domanda “Sei pentito”, risponde “sì, sono pentito”, ma di fatto non lo è, io come sacerdote sono tenuto a dargli l’assoluzione, ma il soggetto si aggrava di un ulteriore peccato, quello del sacrilegio.

7. Lo stesso discorso si può fare per i politici che impostano la loro campagna elettorale su principi di intolleranza e razzismo.
Il problema è che se tu li interroghi su questo punto nessuno ti dice di essere intollerante e razzista. E qualora il sacerdote negasse l’assoluzione, lo accuserebbero di approfittare delle celebrazione del sacramenti per fare politica.

8. In ogni caso, la tua riflessione costringe a domandarsi seriamente come stiamo con le omissioni anche nei confronti di chi vive molto lontano da noi.
Ti posso dire però che la gente che normalmente viene in Chiesa e cerca di vivere in maniera cristiana e anche casta, è molto più sensibile nei confronti degli ultimi. Le elargizioni e le chiamate a raccolta di aiuti sono continue e i cristiani sono generosi.
Mi augurerei che lo fossero anche gli altri.

Ti assicuro il sostegno della mia preghiera perché tu possa proseguire il tuo cammino cristiano pieno di gioia, con quella purezza nel cuore e nella vita che ti rende particolarmente sensibile alle varie chiamate di Dio e ai più svariati bisogni del prossimo.
Ti saluto cordialmente e ti benedico.
Padre Angelo