Che differenza c’è tra apostoli e discepoli?

Che differenza c’è tra apostoli e discepoli?

Quesito

Caro Padre Angelo,
Buongiorno.
Io confondo gli Apostoli e i Discepoli: quali sono e chi sono? Per esempio chi è Ezechiele? Grazie attendo una risposta.
Agata


Risposta del sacerdote

Cara Agata,
1. i discepoli (parola che deriva dal latino e designa chi impara da qualcuno) sono coloro che seguono un maestro.
Nella sacra Scrittura si parla diverse volte di discepoli.
Nell’Antico Testamento, ad esempio, Isaia raccolse attorno a sé dei discepoli per trasmettere loro il messaggio rifiutato dal popolo (cfr. Is 8,16).
Anche Giovanni Battista ebbe i suoi discepoli e si distinguevano dalla massa che andava a ricevere il battesimo di penitenza in vista della venuta del Messia perché sceglievano di attendere il Messia nella medesima disposizione di cuore del Battista, e cioè con animo verginale.
Anche i farisei avevano i loro discepoli.

2. Ci sono infine i discepoli di Gesù, che sono i credenti in Lui, coloro che lo seguono non solo nella sua dottrina ma anche nel loro modo di vivere.
Prima di essere chiamati cristiani, i credenti in Cristo venivano designati col nome di generico di discepoli.

3. Tra i discepoli di Gesù, per volontà stessa del Signore ce ne sono 12 che vengono chiamati anche i dodici e ancor più espressamente col termine di apostoli.
È il Signore stesso che dà loro il nome di apostoli come riferisce l’evangelista Marco: “Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli -, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni.
Costituì dunque i Dodici” (Mc 3,14-16).

4. La parola apostolo significa inviato. Ed è la traduzione greca di un termine ebraico shaliab, che nella lingua degli antichi ebrei designava il rappresentante plenipotenziario, uno che ha gli stessi poteri del mandante.
Pertanto gli apostoli sono discepoli, ma solo pochi discepoli sono anche apostoli.
Il nome di discepolo è abbastanza generico e comprende sia i dodici che vengono chiamati anche apostoli sia i cristiani comuni, cioè i discepoli.

5. Inizialmente gli Apostoli costituiti da Gesù furono nel numero di dodici.
Ma poi altri vennero scelti dalla comunità cristiana per essere inviati e diventarono apostoli.
Tra questi Paolo e Barnaba ai quali vennero trasmessi i poteri divini attraverso l’imposizione delle mani, come si legge negli Atti degli Apostoli: “Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: «Riservate per me Bàrnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati».
Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li congedarono” (At 13,2-3).

6. Che gli apostoli ricevessero gli stessi poteri di Gesù emerge chiaramente da alcuni testi del Vangelo.
Tutto ciò che essi legano e sciolgono sulla terra viene sciolto e legato anche da Dio.
Così in Mt 16,19 Gesù dice a Pietro: “A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli»”.
Ugualmente in Mt 18,18 rivolgendosi ai discepoli che in questo caso – come emerge dal contesto – si identificano con gli apostoli perché diventano suoi plenipotenziari Gesù dice: “In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo”.

7. Gli Apostoli, oltre ad avere gli stessi poteri di Gesù e in particolare quelli conferiti per la celebrazione dell’Eucaristia (“fate questo in memoria di me”) e per la remissione dei peccati (“A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non  li rimetterete resteranno non rimessi”), sono anche coloro che insegnano in Suo nome: “Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato” (Mt 10,40).
E ancora: “Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato” (Lc 10,16).
E: “In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato” (Gv 13,20).

8. Gli scritti del Nuovo Testamento lasciano intendere che vi siano stati anche altri apostoli sulla linea di Barnaba e Paolo.
Ad esempio in 2 Cor 8,23 si legge: “Quanto a Tito, egli è mio compagno e collaboratore presso di voi; quanto ai nostri fratelli, essi sono delegati delle Chiese e gloria di Cristo”.
Il testo greco il termine delegati lo esprime con apostoli.

9. Ezechiele invece non c’entra perché è un profeta dell’Antico Testamento.

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo