Quesito

Caro Padre Angelo,
Cosa caratterizzò il modernismo?
In quale ambito sorse? Era davvero così diffuso nella Chiesa?
Può essere considerato un’eresia?
Perché intervenne s. Pio X a condannarlo e non già anche il suo predecessore?
E’ vero che il beato card. Ferrari fu sospettato di favorirlo almeno indirettamente?
Con viva cordialità.
Alessandro


Risposta del sacerdote

Caro Alessandro,
1. Il modernismo è un movimento di pensiero religioso che si è sviluppato in seno alla Chiesa cattolica all’inizio del secolo XX. La sua carta di identità era un’accettazione piuttosto arrendevole e acritica della modernità con il suo storicismo, soggettivismo, relativismo, evoluzionismo, ecc., soprattutto nell’interpretazione della Scrittura e dei dogmi, e nella valutazione delle strutture giuridiche, istituzionali e liturgiche della Chiesa.

2. È sorto nel mondo degli intellettuali cattolici, anzi prevalentemente nell’ambito del clero. Il popolo non ne rimase neanche sfiorato. A quei tempi non c’erano i mezzi di comunicazione sociale di oggi e neanche quel minimo di bagaglio culturale che dà la possibilità di comprendere la portata di determinati problemi.
L’area geografica non fu circoscritta. Si sviluppò in Francia con Le Roy e Loisy che ne furono i principali esponenti, in Inghilterra con Tyrrel, in Italia con Bonaiuti.
Il Buonaiuti stesso così lo riassume: “Occorrerebbe dimostrare direttamente che Dio esiste, che Egli ha parlato, che ha detto questo e quello, e che noi possediamo il suo genuino insegnamento… A proposito (di questi problemi) è letteralmente impossibile addurre ragionamenti comparabili a quelli del matematico… I dogmi costituiscono nel loro insieme un fascio di proposizioni inconguagliabili con l’insieme delle scienze positive… Si riconosca ben chiaro che un dogma ha un senso puramente negativo, condanna proposizioni erronee più che determinare la verità.., vuole escludere alcune pseudoconcezioni… Il dogma della resurrezione di Cristo… non vuol dire… di quale specie sia la seconda vita di Cristo.., vuole assicurare che non è stato posto alcun termine all’azione di Cristo sulle cose del mondo, che Egli interviene e vive in mezzo a noi… perché la morte non è stata per Lui, come per la maggior parte degli uomini, la cessazione definitiva dell’attività pratica. Il valore positivo del dogma è nel formulare una regola di condotta… Si tratta di realizzare una prova consapevole dell’esperienza vissuta” (E. BUONAIUTI, Storia del cristianesimo, III, pp. 630-635).

3. La reazione della Chiesa cattolica al modernismo fu sollecita, ferma e decisa.
Tra il 1903 e il 1907 numerose opere di modernisti furono messe all’Indice e la Commissione biblica prese posizione contro alcune tesi della critica biblica.
Nel 1907 uscì il decreto Lamentabili e due mesi dopo Pio X emanò l’enciclica Pascendi dominici gregis.
Egli stesso nel 1910 con il motu proprio Sanctorum antistitum prescrisse il cosiddetto giuramento antimodernista.
In questi documenti il modernismo è condannato come “la sintesi di tutte le eresie”, perché in esso sarebbero rifluiti tutti gli errori del pensiero moderno: relativismo, soggettivismo, agnosticismo, razionalismo, scientismo, immanentismo, storicismo, dissolvendo fede nel sentimento, il dogma nella storia, la Chiesa in un pura società mistica.

3. Nella reazione al modernismo vi fu eccesso di zelo da parte di alcuni, sospettando la sua presenza ovunque, anche in personaggi santi come il b. Andrea Ferrari, arcivescovo di Milano e addirittura in San Luigi Orione.
Mi chiedi come mai Leone XIII non intervenne. Anzitutto non bisogna dimenticare che Leone XIII morì alla bella età di 93 anni nel 1903. Inoltre il fenomeno cominciò ad esplodere nell’ambito dei colti proprio all’inizio del secolo.
Durante il Pontificato di Leone XIII la Chiesa si stava riprendendo dai duri colpi subiti con la fine del dominio temporale.

Ti ringrazio per il quesito posto, ti seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo