Quesito

Gentile Padre,
leggo ogni giorno le sue risposte sempre chiare e precise. Le chiedo un consiglio: che titoli potrei consigliare alla mia attuale fidanzata per farle quantomeno capire, se non condividere, la mia scelta di castità, partendo da un’ottica laica?
Premetto che la mia fidanzata è atea, ma non per noia o incuria, e che in questo momento pensa che non ci sia niente di male nell’avere rapporti prematrimoniali. Io sono convintissimo della mia scelta e non accadrà mai che la rinneghi(almeno per quanto posso dire ora con assoluta convinzione).
Un suo sacerdote nella mia zona mi ha consigliato avere o essere di Fromm, per cominciare a ragionare sulla questione di cosa ‘‘‘‘vogliamo’‘‘ dagli altri etc…
Le sarei molto grato, quindi, se volesse indicarmi un punto di partenza per cercare di far capire la grande bellezza della castità alla mia ragazza.
La ringrazio anticipatamente,
un suo ‘‘‘‘fedele ammiratore’‘‘
F.


Risposta del sacerdote

Caro F.,
le motivazioni per essere casti non sono dedotte primariamente dalla fede, ma dalla ragione.
È sufficiente sapere che significato abbiano in se stessi i rapporti sessuali.
Qualsiasi manuale di teologia morale, anzi lo stesso Magistero della Chiesa, si muove in questa direzione.
Sono andato a vedere che cosa ho scritto nelle mie dispense su questo argomento. Te lo trascrivo:
Le motivazioni sono innanzitutto antropologiche e morali, comprensibili da chiunque sia dotato di buona volontà. Grosso modo sono le seguenti:
1) Due persone non diventano marito e moglie con il rapporto sessuale, ma attraverso il consenso che esprime e fonda la donazione vicendevole.
Il rapporto sessuale non costituisce la donazione personale, ma la esprime.
In Familiaris consortio Giovanni Paolo II enuncia un principio che illumina anche sul problema dei rapporti prematrimoniali: “La donazione fisica totale sarebbe menzogna se non fosse segno e frutto della donazione personale totale, nella quale tutta la persona, anche nella sua dimensione temporale, è presente: se la persona si riservasse qualcosa o la possibilità di decidere altrimenti per il futuro, già per questo essa non si donerebbe totalmente” (FC 11).
Ora i fidanzati sono consapevoli di non appartenersi ancora totalmente e definitivamente. Sono consapevoli di essere liberi e di potersi lasciare senza alcun onere. E questo perché la donazione non è stata ancora effettuata.
Pertanto i rapporti prematrimoniali si pongono come segno di una realtà che ancora non esiste.
Né corrisponde a verità l’affermazione secondo la quale la celebrazione del matrimonio sarebbe una pura formalità, perché la cosa che più conta è l’affetto vicendevole.
È vero certamente che l’affetto o volontà di essere insieme è elemento di primaria importanza perché, se manca, il matrimonio è nullo. Ma non è vero che il consenso matrimoniale sia solo una formalità perché è un momento decisivo per la vita dei due: prima del consenso sanno di essere liberi e di non appartenersi ancora definitivamente; dopo il consenso sono ormai una cosa sola e non sono più liberi di tornare indietro.
La contraccezione, poi, con la quale in genere si attuano i rapporti prematrimoniali, rende ulteriormente evidente che i partner compiono una menzogna, perché, mentre dicono di donarsi totalmente, di fatto escludono di donarsi la capacità di diventare padre e madre.
In una parola, quando il rapporto sessuale non suppone il dono totale di sé, è falsificazione del significato genuino del segno e banalizzazione del vero significato della sessualità umana.
2) La relazione genitale richiede un legame oggettivo preesistente anche in ragione della sua intrinseca destinazione a suscitare la vita. Il rapporto sessuale, a differenza di altre manifestazioni di affetto che investono solo i due che si amano, coinvolge potenzialmente una terza persona che ha il diritto di nascere in una unione stabile e che fuori del matrimonio viene procreata irresponsabilmente. Tra i fidanzati manca, dunque, quella sanzione giuridica che rende la loro unione esclusiva e tutta rivolta al bene della loro famiglia e della comunità umana. La FC dice anche che “ciò che viene presentato come un amore coniugale non potrà, come dovrebbe essere, espandersi in un amore paterno e materno; oppure se questo avviene, risulterà a detrimento della prole, che sarà privata dell’ambiente stabile nel quale dovrebbe svilupparsi per poter in esso trovare la via e i mezzi per il suo inserimento nell’insieme della società” (FC 11).
3) Con i rapporti prematrimoniali i fidanzati si consegnano a chi loro non appartiene. E questo è un cattivo fondamento per la fedeltà e la stabilità del futuro matrimonio. La fedeltà coniugale (e anche prematrimoniale) non si improvvisa, ma va preparata. I rapporti prematrimoniali costituiscono una premessa per l’infedeltà successiva e lo sfascio del vincolo.
4) Talvolta a giustificazione dei rapporti prematrimoniali si adduce la “prova d’amore”, che sarebbe intesa come impegno a donarsi vicendevolmente.
Ebbene, va detto che tale prova non prova niente!
Primo, perché viene fatta in un contesto diverso da quello matrimoniale. Come se uno volesse celebrare la Messa senza essere prete, adducendo il motivo di avere una vocazione sicura. Il matrimonio cambia ontologicamente.
Secondo, perché quando l’amore è vero, non ha bisogno di essere “provato”. Ciò che è evidente, non si dimostra ma si mostra. Quando l’amore ha bisogno di prove è segno che non c’è, o che c’è qualcosa che non va.
Inoltre la passionalità accesa dai rapporti genitali non favorisce l’oggettività del discernimento che deve verificare la consistenza del legame.
Si deve infine riflettere su un fatto: perché spesso dopo tanti atti di amore, in cui si crede di donarsi totalmente e perdutamente, ci si lascia?
Verrebbe da dire: se non sono gli atti di amore a far crescere l’unione, con che cosa la si potrà tener viva?
Bisogna perciò concludere che il rapporto prematrimoniale non trasmette mai un amore totalmente sincero. Include infatti quelle bugie che lo portano a spegnersi.

Mi piace anche trascriverti la testimonianza lasciata da Gandhi, non cristiano, apostolo della non violenza: “Non si pensi che la castità è impossibile perché è difficile. La castità è il più alto ideale, non deve quindi far meraviglia che richieda il più alto sforzo per raggiungerla. Una vita senza castità mi sembrerebbe insipida e animalesca: il bruto, per natura sua, non ha autocontrollo, l’uomo è uomo perché è capace di averlo” (GANDHI, La mia vita per la libertà, pp. 193-194).
Attorno ai 30 anni, insieme alla moglie, Gandhi fece voto solenne e perpetuo di castità: “Quando io guardo indietro mi sento pieno di gioia e di meraviglia. La libertà e la gioia che mi riempirono dopo aver fatto il voto di castità, non l’avevo mai sperimentata prima del 1906 (data del suo voto solenne).
Prima di fare il voto io ero in balìa di ogni tentazione impura a ogni momento. Ora il voto diventò per me uno scudo sicuro contro la tentazione.
La grande potenza della castità divenne in me sempre più palese. Ogni giorno che è passato mi ha sempre fatto comprendere di più che la castità è una protezione del corpo, della mente, dell’anima. Il praticare la castità non diventò il praticare un’ardua penitenza, fu invece una consolazione ed una gioia. Ogni giorno mi svelava una fresca bellezza: è stata per me una gioia sempre crescente” (Ib.).
Ed ecco come è nata nell’anima di Gandhi la decisione per la castità: “Io vidi con chiarezza che uno che aspira a servire gli altri in modo totale non può non fare a meno di fare il voto di castità. Il voto di castità mi diede la gioia: diventai libero e disponibile a ogni servizio del prossimo” (Ib.).

Avrei molte altre cose da dire sul valore della purezza. Ma per ora basta così.
Prego Dio perché tu rimanga fermo nei tuoi sani convincimenti. La tua ragazza alla fine rimarrà conquistata dalla tua bellezza interiore e dalla tua fermezza. Capirà che tu sei una persona sulla quale potrà contare e di cui si potrà fidare.
Sei chiamato ad essere sul del mondo e sale della terra.
La tua attuale esperienza ti servirà un domani per convincere molti.
A proposito di Fromm: questo autore ha dei principi che possono essere capito da tutti. Ma non mi pare che tratti espressamente dei rapporti prematrimoniali.
Ti ringrazio della fiducia, ti seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo