Quesito

Caro Padre Angelo,
certa di avere da lei conforto e direzione le confido una questione sulla quale desidero ardentemente avere luce.
Sono sposata e mamma di 2 bambini, felice del compito che Dio mi ha dato al quale sacrifico volentieri tutte le restanti occupazioni. Penso l’amore come qualcosa di eterno per questo amo la mia famiglia e mio marito da tanto tempo e al di là dei giorni e dei possibili pericoli di routine, anche perché vedo in tutto il sigillo divino e questo mi pone in atteggiamento di servizio verso il grande dono dell’Amore.
Ho raccolto però la confidenza di un amico in questi giorni, convivente da 4 anni con la sua compagna con la quale si è sempre trovato bene.
Adesso sente il peso della routine e in più una nuova brillante conoscenza insidia il suo interesse in tutt’altra direzione.
Mi chiede consiglio ma io veramente non so che dire.
Io vivo un’esperienza di matrimonio non di convivenza e per me sono fatti completamente diversi. Io sono legata per sempre.
Non che non abbia problemi o ammirazione per altri uomini ma nulla di ciò mi insidia o mi preoccupa poiché sono certa del mio affetto, so dov’è il mio cuore. Lui invece trema perché sente di non avere più certezze, ha solo il senso di colpa perché non sa come dire, se dire alla sua donna la verità. Vorrebbe lasciarla perché non sente più l’amore di prima ma non vuole spezzarle il cuore poiché fraternamente l’ama ancora. E poi c’è l’altra dalla quale è attratto e si sente capito interamente.
Padre da cattolica io non so consigliarlo.
Gli ho detto che deve riflettere e chiedere lumi, lo farò anch’io per lui ma non posso dirgli di continuare una relazione in cui non c’è più amore, sarebbe fingere.
Nemmeno gli posso dire di ignorare quello che sente perché Dio ci chiama all’amore e lui non ne ha più per la sua convivente ma, sembrerebbe, per un’altra.
Come posso aiutarlo padre? Cosa farebbe Gesù? Cosa cosa direbbe?
La ringrazio vivamente.
Un saluto nel Signore,
Amelia


Risposta del sacerdote

Cara Amelia,
1. la situazione è intricata, perché da una parte, essendo solo convivente, non ha stabilito alcun patto con la compagna. Ed è libero di andarsene come e quando vuole.
La convivenza è esposta al variare degli umori e la sua compagna ha accettato fin dall’inizio di correre questo rischio.
Dall’altra non può passare sopra una persona, che ha dedicato a lui quattro anni della sua vita e che tuttora lo ama  e lo serve.
Che fare dunque?

2. La prima cosa sarebbe quella di mettersi a posto con Dio e anche con  la compagna, per porre termine a una situazione di illusione.
Mettersi a posto con Dio significa separarsi, confessarsi, vivere in grazia, in castità di vita e stare per conto proprio.
A questo punto la compagna non può dirgli niente. Lo sa anche lei che la convivenza è per sua natura senza vincoli, è libera.

3. Nel frattempo, dopo aver maturato, riflettuto e pregato, può prendere davanti a Dio la decisione più giusta, quella di sposarsi nel Signore, e cioè nel vincolo sacro.
E questo potrà farlo con colei che è stata la sua convivente oppure la nuova, oppure con un’altra ancora.
In questo modo agirà in maniera responsabile, senza porre le premesse per ingannare e deludere di nuovo una persona.

Da parte tua continua pregare per questo tuo amico.
Dì anche a lui di pregare.
Anch’io metterò questa causa nelle mie preghiere.
Ti ringrazio per la fiducia, ti saluto e ti benedico.
Padre Angelo