Quesito

Caro Padre Angelo,
mi dica…come pregare?
Mi risponda quando vuole, non voglio tediarla, sono certo che siano in molti a contattarla per ottenere chiarimenti ed una direzione spirituale a distanza…
Buone cose…
Salvatore


Risposta del sacerdote

Caro Salvatore,
1. ti do la risposta che ho trovato nel Catechismo della Chiesa Cattolica.
Gli apostoli, vedendo Gesù che prega, sentono un fascino che li porta a dire: “Signore, insegnaci a pregare” (Lc 11,1).
E Gesù li accontenta proponendo cinque insegnamenti.

2. La prima cosa da fare per pregare bene è la conversione del cuore, che si esprime nella riconciliazione con i fratelli, nell’amore per i nemici, nella preghiera per i persecutori (Mt 5,44-45), nel pregare il Padre “nel segreto” (Mt 6,6), nella purezza del cuore, e cioè nella ricerca del Regno di Dio1, in una preghiera dove non si sprecano parole, perché il Padre sa già ciò di cui i suoi figli hanno bisogno (Mt 6,7-8).

3. La seconda cosa da fare consiste nel pregare con fede, e cioè aderendo volentieri e non con spirito di sopportazione alla volontà di Dio.
“La fede è un’adesione filiale a Dio, al di là di quanto sentiamo e comprendiamo” (CCC 2609). “Egli può chiederci di cercare e di bussare (Mt 7,7-11), perché egli stesso è la porta e il cammino (Mt 7,13-14)” (CCC 2609).
La preghiera fatta con fede non si limita a dire “Signore, Signore”, ma è disposta a fare la volontà del Padre (Mt 7,21), “a compiere la sua opera” (Gv 4,34). Gesù vuole portare i discepoli a collaborare con Dio2.

4. In terzo luogo insegna a pregare con audacia filiale: “Come Gesù prega il Padre e rende grazie prima di ricevere i suoi doni, così egli ci insegna questa audacia filiale: ‘‘Tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto’ (Mc 11,24). Tale è la forza della preghiera: ‘‘Tutto è possibile per chi crede’ (Mc 9,23), con una fede che non dubita3. Quanto Gesù è rattristato dall’incredulità (Mc 6,6) dei discepoli e dalla poca fede dei compaesani, tanto si mostra pieno di ammirazione davanti alla fede davvero grande del centurione romano (Mt 8,10) e della cananea (Mt 15,28)” (CCC 2610).
L’audacia filiale si esprime anche nella perseveranza o insistenza: “Ebbene io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto….Se dunque voi che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono” (Lc 11,9.12; “darà cose buone a quelli che gliele domandano” Mt 7,11).
Così pure si esprime nella pazienza, come quella della vedova importuna: “Si deve pregare sempre, senza stancarsi, con la pazienza della fede” (CCC 2613).
L’audacia filiale comporta anche l’umiltà nel pregare. Il pubblicano prega dicendo: “O Dio abbi pietà di me, peccatore” (Lc 18,13). “La Chiesa non cessa di fare sua questa preghiera: Kyrie eleison” (CCC 2613).

5. In quarto luogo la preghiera è intimamente connessa con la vigilanza. È vigilanza nell’attesa di colui che è e che viene, ed è vigilanza perché è preghiera fatta in comunione con Gesù che prega. Tale vigilanza è una sorta di combattimento, “ed è vegliando nella preghiera che non si entra in tentazione” (CCC 2612).

6. Il quinto insegnamento concerne il pregare nel suo nome (Gv 14,13), e cioè radicando la nostra preghiera nella sua. È una preghiera che ci “fa dimorare con lui nel Padre, che in lui ci ama fino a prendere dimora in noi. In questa nuova Alleanza, la certezza di essere esauditi nelle nostre suppliche è fondata sulla preghiera di Gesù” (CCC 2614). “Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena” (Gv 16,24).

Questi insegnamenti del catechismo della Chiesa Cattolica sono più o meno noti a tutti. Ma vale la pena ripresentarli di tanto in tanto.
Ti saluto, ti ricordo al Signore con una preghiera conforme a quanto ti ho appena esposto e ti benedico.
Padre Angelo