Quesito

Buonasera Padre Angelo Bellon,
mi chiamo Barbara ed è la prima volta che scrivo ad un sacerdote riguardo ad un quesito di natura morale ma penso che lei sia la persona adatta per fugare ogni mio dubbio. Rifacendomi al "Discorso delle Beatitudini" del vangelo di Matteo, l’evangelista scrive :….Beati i puri di cuore perchè vedranno Dio… Al giorno d’oggi cosa deve fare o come deve comportarsi una persona per essere non solo un buon cristiano ma un "puro di cuore"? La purezza sta nelle intenzioni, nel vorrei tanto pensare, dire, comportarmi in questo modo, con il mio prossimo, con i miei colleghi di lavoro ma poi uno non riesce per le proprie debolezze o la purezza sta in un connubio inscindibile tra preghiera e vita pratica in modo tale che ogni cristiano in quanto tale è chiamato ad essere "sale della terra" e "luce del mondo" come ci insegna Gesù Cristo?
La ringrazio perchè so che mi aiuterà a fare chiarezza nel cuore
Barbara


Risposta del sacerdote

Cara Barbara,
1. San Giovanni Crisostomo, uno dei quattro grandi dottori della Chiesa orientale dice che “puri di cuore sono coloro che hanno tutte le virtù e non sono consci di alcuna malizia, oppure quanti si trovano nella temperanza, che è sommamente necessaria per vedere Dio, secondo quelle parole della lettera agli Ebrei (Eb 12,14): «Seguite la pace con tutti, e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà Dio».

2. Pertanto due sono i significati di questa espressione: una purezza integrale per la quale si esercitano tutte le virtù per amore di Dio e non per vana gloria.
È una purezza che si esprime nei pensieri, negli affetti, nelle parole e nelle azioni.
Una tale purezza interiore costituisce la migliore disposizione per conoscere, amare e possedere Dio.

3. Il secondo significato è legato invece alla temperanza, anzi a quella sottospecie della temperanza che si chiama purezza o castità.

4. San Tommaso d’Aquino da più o meno la stessa spiegazione: “La purezza prepara e predispone alla visione di Dio e consiste nella purificazione della volontà dagli affetti disordinati. E questa purezza si ottiene con le virtù e i doni” (Somma teologica, II-II, 8,7).
L’espressione “purificazione della volontà dagli affetti disordinati” corrisponde al non voler altro che la gloria di Dio in tutto.

5. I puri di cuore sono dunque i cuori non contaminati dal peccato, e in particolare dal peccato impuro.
Al contrario dei farisei che ricercavano solo una purezza esteriore (lavarsi le mani fino al gomito … per non contaminarsi con ciò che era venuto a contatto con i pagani), Gesù chiede la purezza interna del cuore, che viene considerato come il centro della vita morale dell’uomo.

6. Vedere Dio significa possederlo di là nella visione e di qua nella contemplazione, che è quanto dire “unione con Dio”,
A coloro che sono del tutto purificati Dio concede le sue illuminazioni e le comunicazioni della sua vita divina.

7. Venendo alla tua domanda: certamente si tratta di purezza di intenzioni (e cioè nel fare tutto per Dio solo, perché possa abitare nel cuore del nostro prossimo.
Questo richiede certamente la preghiera, ma anche tanto lavorio su se stessi, per sradicare tutto ciò che non è rivolto ultimamente a Dio.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo