Quesito

Caro padre
io sono un cattolico credente e praticante, ma mi é stato chiesto come considerare la salvezza di un cattolico che avendo perso la fede in Dio non crede più in Lui.
Vorrei che lei trattasse MOLTO esaurientemente il caso sotto tutti i punti di vista.
Innanzitutto é possibile che uno che ha perso la fede senza propria colpa?
E poniamo pure che uno abbia perso la fede per propria colpa.
Ormai il danno é fatto, e la persona non crede più in Dio.
Che deve fare per salvarsi?

Vorrei poi sottoporle un caso:
se uno in piena e totale buona fede
1) avrebbe gioia dell’esistenza di Dio,
2) prova il desiderio di trovarlo ammesso che egli esista,
3) e ripete in sincerità la preghiera di Charles de Foucauld: “Dio se esisti fa che io creda in te”.
4) si forza di cercarlo.
Ma con tutto questo muore senza averla ritrovata. Si salva?

La ringrazio molto.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. come punto di partenza dobbiamo tenere presente che solo Dio conosce i segreti dei cuori.
Noi vediamo l’esterno, ma l’interno lo conosce solo il Signore.

2. Alla tua prima domanda: se uno possa perdere la fede senza propria colpa posso rispondere di sì. Penso ad esempio al caso di uno che è stato battezzato. E col battesimo gli è stata data la grazia e la fede. Ma poi non è stato affatto educato nella fede. Si trova a perdere la fede senza quasi accorgersene.

3. Ma se uno la perde per colpa propria, che cosa può fare per ricuperarla?
Da solo, certo, non la può ricuperare perché la fede in Gesù Cristo è un bene di ordine soprannaturale. Nessuno di noi la può raggiungere con le proprie forze, che sono naturali.
Tutt’al più può domandarla al Signore.
Ma se la domanda significa che è già stato raggiunto dal Signore che sta premendo nel suo cuore perché la riaccolga di nuovo.
Il Signore ci ha detto che se una pecora si perde, fa di tutto per trovarla di nuovo.
Dobbiamo pensare pertanto che Dio non abbandona nessuno ed è sempre all’opera per portare a salvezza i suoi figli.

4. Ugualmente per la preghiera di Charles de Foucauld: se uno prega in quel modo è perché la grazia di Dio è già all’azione. È un segno chiaro che Dio no lo ha abbandonato, ma lo insegue ponendogli domande e inquietudini.

5. Ma la migliore preghiera consiste in una vita retta, senza peccati gravi di nessun genere. Gesù ha detto: “ Chi opera la verità viene alla luce” (Gv 3,21).

6. Possiamo tuttavia resistere all’azione della grazia in maniera esplicita o implicita.
Resistiamo in maniera per lo meno implicita quando ci abbandoniamo al peccato.
Per questo Gesù ha detto: “la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie” (Gv 3,19).
In questo senso si possono intendere le parole di sant’Agostino: “Deus non deserit nisi prius deseratur” (Dio non abbandona a meno che non sia stato prima abbandonato).

7. Mi chiedi infine se si salva uno muore senza fede dopo averla cercata.
Alla luce di quello che ti ho detto, solo il Signore conosce i segreti dei cuori. E per fortuna nostra, solo Lui pronunzia il giudizio sulla sorte eterna di una persona.
Certo “senza la fede non è possibile piacere a Dio” (Eb 11,6). E Gesù ha detto che “chi non crederà sarà condannato” (Mc 16,16).
Tuttavia devo ricordare che non basta la fede per salvarsi.
Il criterio dirimente per non finire all’inferno è il possesso della grazia di Dio, della veste bianca.
E questo richiede che la coscienza sia sgombra da ogni macchia di peccato grave o mortale.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo