Quesito

Caro Padre Angelo,
volevo chiederLe 3 cose.
1) Ho capito che, in un passato neanche troppo remoto, non ho confessato, per ignoranza, peccati contro la purezza, in quanto tali non li ritenevo. Devo fare una confessione “riparatrice” oppure, come sempre mi e’ stato detto, l’assoluzione datami a suo tempo copre anche quelle colpe non confessate, come nel mio caso, per ignoranza?
2) Come comportarsi per quei peccati che ci si “dimentica” di confessare e dei quali ci si ricorda solo dopo essersi confessati?
3) E’ giusto che un cristiano contrario all’aborto ritenga che debba comunque esistere una struttura che garantisca l’incolumità della donna rispetto all’abortire clandestinamente? Perché a me verrebbe da pensare che, poiché l’aborto è contro Dio, non debba essere contemplata nemmeno l’ipotesi di cliniche private (legalizzate in Italia perché, con gli aborti clandestini, molte donne morivano). Ma poi mi assale il dubbio che forse sono troppo rigido e poco caritatevole…
Grazie mille per le risposte.
Andrea


Risposta del sacerdote

Caro Andrea,
1. circa il primo punto: per commettere un peccato grave si richiedono tre cose: materia grave, piena avvertenza della mente e deliberato consenso della volontà.

2. Per piena avvertenza della mente s’intende che uno sia padrone della propria azione (un pazzo o un sonnambulo non lo è) e che sappia che quella azione è un peccato.
Nel tuo caso tu non avevi la piena avvertenza: sapevi, certo, quello che facevi, ma non sapevi che fosse un peccato.
Pertanto non c’è bisogno di una nuova confessione.
Il confessore al quale ti sei rivolto ti ha risposto saggiamente.

3. Se uno dimentica di confessare un peccato grave deve ritenere che quel peccato gli è stato rimesso, perché aveva intenzione di confessarlo, e può fare la Santa Comunione.
Poiché però la confessione dei peccati gravi è di diritto divino, nella successiva confessione (senza affannarsi a farla al più presto) accuserà anche quel peccato, dicendo al sacerdote che precedentemente aveva dimenticato di accusarlo.

4. Non solo è giusto, ma è doveroso che un cristiano sia contrario a cliniche per abortire legalmente.
È vero che l’aborto clandestino è più pericoloso anche per la madre.
Ma la qualità del crimine non cambia: si uccide un bambino innocente e indifeso.
Non si richiede la fede per capire che l’aborto è un grave delitto. È sufficiente la ragione.
E quello che è proibito clandestinamente, perché è un grave delitto, deve esserlo anche pubblicamente.

5. Circa l’incolumità della donna: che diresti se lo stato fornisse gratuitamente giubbotti antiproiettile ai rapinatori perché corrono il pericolo di essere uccisi?

Ti ringrazio per la fiducia, ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo