Quesito

Carissimo padre Angelo
Io sono devoto a Maria, mi sforzo di pregare ogni giorni tutti e 20 i Misteri, anche se qualche volta mi addormento e poi risvegliandomi riprendo.
Ho finito la Prima lettera ai Corinti di S. Paolo e non Le nascondo che sono rimasto un po’ amareggiato, ogni volta che la leggo, poi, mi trovo così.
Non riesco a capire perché Paolo ostenti quasi apertamente un avversità per le donne.
Vuole che siano sottomesse agli uomini: e qui ormai abbiamo capito che uomo o donna non dovrebbero essere sottomessi a nessuno, sen non a Nostro Signore.
L’uomo è nato per la Gloria di Dio, mentre la donna per la gloria dell’uomo?
Vuole che portino il velo: Qui mi sembra di vedere i musulmani ai giorni nostri. Loro sono 2000 anni indietro.
Non vuole che prendano la parola nelle assemblee e quindi in Chiesa: Mi domando le numerose donne Dottori della Chiesa che fine avrebbero fatto se si fosse attuato questo precetto.
Nel suo racconto delle apparizioni di Gesù Risorto non cita minimamente Maria Maddalena che fu la prima a vedere Gesù.
E quello che mi lascia più interdetto: Paolo è stato numerose volte ad Efeso e, a mio umilissimo parere, dovrebbe aver visto Maria almeno una volta, (se, come appare certo, S. Luca abbia ricevuto dalla stessa Maria il racconto della Natività) ma non ne fa cenno mai. Non dice mai di aver parlato con la Madre di Cristo.
Perchè secondo lei, perchè Maria, la nostra Madre Celeste, l’Avocata Nostra, emerge dopo, come se il suo “Culto” (lo posso dire?) emergesse da solo, spontaneo, tra i più piccoli, tra la gente comune, dopo la sua Assunzione?
La ringrazio veramente per una sua risposte. Le mie domande, Le assicuro, non sono MAI poste con spirito di polemica, ma per cercare di capire veramente.
Grazie
Mauro


Risposta del sacerdote

Caro Mauro,
1. certe raccomandazioni neotestamentarie riguardanti la sottomissione della donna o il loro abbigliamento nelle assemblee portano il sigillo dell’epoca e delle circostanze.
Anche San Paolo, pur mosso dallo Spirito Santo, nel suo aspetto umano è figlio del suo tempo.
Tuttavia, per amore della verità, non aveva della donna una concezione così bassa come si può evincere dalla cultura pagana.
Ad esempio, Esiodo, poeta e storico pagano, scrive: “Zeus creò la donna per punire il delitto di Prometeo che aveva rubato il fuoco al cielo: perché da lei è uscita la razza, la genìa maledetta delle donne, terribile flagello impiantato tra gli uomini mortali… Zeus che tuona dalle nuvole, per la maggiore disgrazia dei mortali, ha creato le donne, seguite dovunque da opere di angoscia e le ha dotate di un male invece di un bene” (Teogonia, 560-605).
“Non ti faccia perdere la testa una donna in ghingheri… Chi si affida a una donna si affida ai ladri” (Le opere e i giorni, 373-375); “Abbi una donna comprata, non già sposata, la quale occorrendo segua i buoi” (Ib., 405).

2. Le Sacre Scritture, pur essendo Parola di Dio, portano il segno del tempo e della cultura in cui sono state scritte.
Il lavoro dell’esegesi consiste anche in questo: nel farci comprendere quello che è di divina rivelazione e quello invece che è un portato culturale e storico di colui che scrive.
Non possiamo pretendere un San Paolo diverso da quello della cultura del suo tempo.
Tuttavia San Paolo pone le fondamenta dell’eguaglianza tra uomo e donna.
In 1 Cor proprio subito dopo il passo che ti ha sconcertato: “Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli” (1 Cor 11,10) soggiunge “Tuttavia, nel Signore, né la donna è senza l’uomo, né l’uomo è senza la donna” (1 Cor 11,11), e in Gal 3,28 afferma: “Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù”.

3. Circa altre critiche che muovi a San Paolo ti devo dire che gli scritti di san Paolo sono lettere, e pertanto scritti occasionali.
San Paolo non ha inteso scrivere una storia di Gesù. Se è per questo anche i vangeli dell’infanzia sono del tutto assenti dalle sue lettere.
Mi dici che non cita mai la Maddalena, non fa riferimento alla Madonna che ai suoi tempi abitava a Efeso. Si vede che queste citazioni non c’entravano con quella che doveva dire.
Tuttavia cita altre donne, delle quali dice di trattarle bene oppure ne fa l’elogio.
Così in Rm 16,1-2: “Vi raccomando Febe, nostra sorella, diaconessa della Chiesa di Cencre: ricevetela nel Signore, come si conviene ai credenti, e assistetela in qualunque cosa abbia bisogno; anch’essa infatti ha protetto molti, e anche me stesso” e in 2 Tm 1,5 : “Mi ricordo infatti della tua fede schietta, fede che fu prima nella tua nonna Lòide, poi in tua madre Eunìce e ora, ne sono certo, anche in te”
San Paolo ricorda anche il posto delle vedove nella Chiesa primitiva: “Onora le vedove, quelle che sono veramente vedove; ma se una vedova ha figli o nipoti, questi imparino prima a praticare la pietà verso quelli della propria famiglia e a rendere il contraccambio ai loro genitori, poiché è gradito a Dio. Quella poi veramente vedova e che sia rimasta sola, ha riposto la speranza in Dio e si consacra all’orazione e alla preghiera giorno e notte; al contrario quella che si dà ai piaceri, anche se vive, è gia morta. Proprio questo raccomanda, perché siano irreprensibili. Se poi qualcuno non si prende cura dei suoi cari, soprattutto di quelli della sua famiglia, costui ha rinnegato la fede ed è peggiore di un infedele” (1 Tm 5,3-7).
Soprattutto San Paolo rende un grande omaggio alla donna quando la fa simbolo della Chiesa amata e santificata da Gesù Cristo: “E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei” (Ef 5,25).

Mi auguro che i pochi accenni che ti ho indicato siano sufficienti per riequilibrare i giudizi su San Paolo.
Ti assicuro una preghiera e ti benedico.
Padre Angelo