Quesito

Caro Padre Angelo,
cosa intendeva San Paolo quando scrisse ai Corinzi “ai non sposati..:è cosa buona per loro rimanere come sono io; ma se non sanno vivere in continenza, si sposino; è meglio sposarsi che ardere” (1 Cor 7,8)? Declassa così il matrimonio a scelta di serie B? ad un recente corso ad Assisi ho appreso che l’uomo è fatto o per il matrimonio o per la vita consacrata, ma nessuna è migliore dell’altra. ciascuno è chiamato ad un ruolo nel cammino della vita. Non è l’espressione in contraddizione col Gn 2,18?
Grazie,
Lorenzo


Risposta del sacerdote

Caro Lorenzo,
1. ad Assisi non si sono espressi bene: l’uomo non è fatto per il matrimonio o per la vita consacrata.
Tutti sono fatti per il matrimonio. Questa è la vocazione naturale. E chi non sente la vocazione al matrimonio forse ha qualcosa che non quadra.
Ma oltre a questa vocazione, ce c’è un’altra, più alta e più feconda.
E in nome di questo di più, si decide di rinunciare al matrimonio.

2. La Chiesa nel suo Magistero ha sempre parlato della bontà del matrimonio e dell’eccellenza della vita consacrata.
Per rimanere agli ultimi pronunciamenti:
Pio XII, nell’enciclica Sacra virginitas (1954), scrisse: “La dottrina che stabilisce l’eccellenza e la superiorità della verginità sul matrimonio, come già dicemmo, annunciata dal Divin Redentore e dall’Apostolo delle genti, fu solennemente definita dogma di fede nel concilio di Trento e sempre concordemente insegnata dai Santi Padri e dai Dottori della Chiesa. I nostri predecessori e noi stessi, ogni qual volta se ne presentava l’occasione, l’abbiamo più e più volte spiegata e vivamente inculcata. Tuttavia poiché di recente vi sono stati alcuni che hanno impugnato con serio pericolo e danno dei fedeli questa dottrina tramandataci dalla Chiesa, noi, spinti dall’obbligo del nostro ufficio, abbiamo creduto opportuno nuovamente esporla con questa Enciclica indicando gli errori proposti spesso sotto apparenza di verità”.
Il Concilio Vaticano II nel decreto sulla formazione sacerdotale, dopo aver chiesto che gli alunni dei seminari siano adeguatamente informati sulla dignità del matrimonio cristiano, aggiunge: “ma sappiano comprendere la superiorità della verginità consacrata a Cristo”.
Giovanni Paolo II in Familiaris consortio dice che “nella verginità l’uomo è in attesa, anche corporalmente, delle nozze escatologiche di Cristo con la Chiesa, donandosi integralmente alla Chiesa nella speranza che Cristo si doni a questa nella piena verità della vita eterna. La persona vergine anticipa così nella sua carne il mondo nuovo della risurrezione futura.
In forza di questa testimonianza la verginità tiene viva nella Chiesa la coscienza del mistero del matrimonio e lo difende da ogni riduzione e da ogni impoverimento.
Rendendo libero in modo speciale il cuore dell’uomo, così da accenderlo maggiormente di carità verso Dio e verso tutti gli uomini, la verginità testimonia che il Regno di Dio e la sua giustizia sono quella perla preziosa che va preferita ad ogni altro valore sia pure grande, e va anzi cercato come l’unico valore definitivo.
È per questo che la Chiesa durante tutta la sua storia, ha sempre difeso la superiorità di questo carisma nei confronti di quello del matrimonio, in ragione del legame tutto singolare che esso ha con il Regno dei cieli” (FC 16).

3. Va precisato che qui non si tratta di dire che la persona consacrata sia più santa di una persona sposata.
Di fatto possiamo trovare persone sposate che sono sante e consacrati che sono mediocri.
Si tratta solo di dire che in ordine al Regno dei cieli la vita consacrata offre oggettivamente più vantaggi.
Se non ci fosse questo di più, non si vede perché vi si debba rinunciare.

4. Mi chiedi il significato di 1 Cor 7,8. Mi pare che il significato sia chiaro.
San Paolo esorta alla verginità per stare uniti al Signore senza distrazione ed essere santi nel corpo e nello spirito. Però subito aggiunge: questa chiamata non è fatta per tutti.
Non va dimenticato che dopo il peccato originale l’uomo è ferito nelle sue inclinazioni. Il matrimonio, oltre a realizzare grandi valori, porta un rimedio alla concupiscenza.

5. L’esortazione alla verginità per il regno dei cieli non è in contraddizione con Gn 2,18.
Alle parole di san Paolo “Ai non sposati e alle vedove dico: è cosa buona per loro rimanere come sono io” (1 Cor 7,8) la Bibbia di Gerusalemme presenta questo commento: “La frase evoca Gn 2,18: “non è bene che l’uomo sia solo”, e sembra contraddirlo. Ma la contraddizione non è che apparente, poiché per il cristiano unito al Cristo e ai suoi fratelli la solitudine di Adamo non esiste più”.

Ti ringrazio per il quesito, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo