Caro Padre Angelo,
sono una ragazza di 16 anni e frequento un cammino di fede da circa otto anni.
Non ho mai perso la mia fede, ne sono sempre stata orgogliosa e grata.
Questo è stato un anno molto difficile.
Premettiamo che ho avuto problemi di salute che mi hanno fatto indebolire, creando problemi a casa e a scuola.
A scuola sono stata presa in giro tutto l’anno, perché ero l’unica cristiana cattolica, e questo mi ha provocato molto dolore perché ho pensato ‘La fede è la cosa più bella della mia vita, perché mi fa così male però?’.
Ho combattuto per un anno intero, e sono stata zitta.
Credi che io abbia fatto bene? Credi che io dovevo reagire in modo differente? Come posso reagire in futuro con persone esterne?
So di essere ancora piccola, sono stata insieme ad un ragazzo per circa 1 anno e mezzo, dopo di che ci siamo lasciati.
Lui è ancora un pensiero fisso e cerco ogni giorno di dimenticarlo.
Purtroppo mi è difficile e stancante.
Consigli ?

Grazie di tutto.
Prego per voi.
E.C.D


Carissima,
solo oggi sono giunto alla tua del luglio scorso.
Te ne domando scusa.

1. Sono contento per la fede che ti accompagna.
La fede è una luce soprannaturale che illumina tutto.
Soprattutto è una presenza che si sente accanto, anzi, dentro.
È una presenza che sazia il cuore.

2. Questa presenza non è solo uno stato d’animo che dona una certa soddisfazione di fondo, ma è una Persona con la quale vivi in perenne comunione.
È una Persona che ti parla attraverso tutte le cose e tutte le persone.
È una Persona con la quale ti fermi e stai in compagnia.
È una Persona con la quale parli e interloquisci.
Soprattutto è una Persona che ti colma il cuore con la sua presenza. È una Persona che si dona a te e alla quale tu ti doni.
Per noi cristiani questa persona è Dio che abita nel nostro cuore col volto di Gesù Cristo, che è il Dio invisibile che si è reso visibile per mostrarci il suo amore.

3. Non c’è niente di più amabile di questa presenza e di questa Persona.
Non dà mai amarezza.
Anzi, la sua presenza è dolce, penetrante. Rende tutto luminoso.
Non dà mai fastidio né procura ingombro.
Se non la si avverte, la si desidera, la si invoca.
Senza questa presenza ci si sente vuoti e smarriti, in preda al caso.

4. Chi non ha la fede in Gesù Cristo e soprattutto chi non vive in grazia di Dio non sa quello che prova chi crede in Gesù, lo ama e lo segue.
Coglie solo l’esterno e vedendo una certa fedeltà e costanza in alcune pratiche facilmente la confonde con il fanatismo o qualche malattia mentale.

5. Era quanto avevano pensato i familiari di André Frossard. Essi avevano educato il loro figlio nel più rigido ateismo.
Quando questi all’improvviso sentì l’irruzione di Dio nel suo cuore e cambiò vita diventando fervente cristiano i suoi presero quel cambiamento come sintomo di una malattia interiore.
Gli misero uno psicologo alle calcagna perché sapesse dire loro da quale male era stato colpito il loro figlio.
Se non che quello psicologo dopo un po’ di tempo disse ai genitori: vostro figlio sta bene, è sereno, non ha nessun disagio interiore. C’è solo questo: quello che voi chiamate malattia i cristiani lo chiamano grazia.
André Frossard scrisse questa sua esperienza in un libro che andò a ruba verso la fine degli anni ’70 del secolo scorso. Era intitolato così: Dio esiste, io l’ho incontrato.

6. Quel giovane aveva trovato in Cristo il tesoro nascosto nel campo. Si era impossessato di quel tesoro. Si sentiva appagato interiormente.
E proprio quelli che neanche sapevano di questo tesoro e che vivevano come mendicanti di qualche briciola di felicità nella ricerca dei piaceri o dei successi della vita, proprio quelli che erano cresciuti nel vuoto interiore scambiavano per malattia la presenza di Colui che dà sazietà piena, pace interiore, gioia ed entusiasmo.

7. Qualche cosa del genere l’hanno manifestato i tuoi compagni nei tuoi confronti.
Hanno preso per malattia, anche se magari non hanno usato tale parola, la cosa più cara e più preziosa della tua vita.
Un giorno, quando anch’essi saranno toccati dalla grazia (ce lo auguriamo e preghiamo perché avvenga al più presto) apriranno gli occhi.
Capiranno di essere stati ciechi mentre pensavano di vedere, di essere stati vuoti mentre pensavano di essere sazi, di essere stati poveri e miserabili mentre pensavano di essere intelligenti e furbi.

8. I cristiani sono soggetti a persecuzione perché i loro persecutori non hanno conosciuto il Signore della gloria (1 Cor 2,8).
Se lo conoscessero, capirebbero che vale la pena di vivere solo per cercarlo, per amarlo, per godere della sua amicizia e della sua compagnia.

9. Nel frattempo hanno crocifisso te, ma non sono riusciti a privarti del tuo tesoro, che senza saperlo è anche il loro tesoro.
Per la presenza di Cristo in te sono liberati da molti mali.
Quanto può fare un’anima in grazia con la sua sola presenza!
Porta con sé Gesù Cristo che è la sorgente di ogni bene e porta con sé la Madonna con la quale Dio fin dal principio ha stabilito perfetta inimicizia col nostro avversario.
Santa Teresina ricordava un sogno che aveva fatto e che l’aveva aiutata a capire come “un’anima in stato di grazia non ha nulla da temere dai demoni i quali sono vigliacchi, capaci di fuggire davanti allo sguardo di una bambina” (Storia di un’anima, 38).
Siine certa: la tua presenza in mezzo a loro allontana molti demoni.

10. Intanto mi piace anche ricordarti che i dispiaceri che hai provato per le derisioni e per le punzecchiature ti hanno attirato tante grazie e hanno accresciuto il tuo capitale per la vita futura.
Anche a te il Signore in questo momento dice: “Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno.
E siederete in trono a giudicare le dodici tribù d’Israele” (Lc 22,28-30).
Il consiglio che ti do è di perseverare con Gesù nelle sue prove, perché prima di essere tue quelle prove sono sue.
È per lui che le subisci.
Dall’interno del tuo cuore continua a dire al Signore: “Per te io sopporto l’insulto e la vergogna mi copre la faccia” (Sal 69,8).
L’amore per Gesù sarà la tua forza in tutto, anche nella privazione del ragazzo sul quale avevi fatto affidamento per la tua vita.

Da parte mia ti ricordo volentieri al Signore e ti benedico.
Padre Angelo