Quesito

Caro padre Angelo, buona sera!
Grazie sempre di cuore per tutto quello che fate nel mondo del web e nella vostra Pastorale quotidiana.
Mi chiamo Andrea, sono un giovane di 32 anni di Bagheria prv. di Palermo. 
Ogni mattina, tutta la settimana, partecipo “innamorato del nostro caro Gesù” alla Santa Messa da ministrante, aiuto un Sacerdote anziano di 90 anni…
Stamattina nell’Omelia il Sacerdote diceva che non si sa spiegare cosa significa il termine di san Paolo nella prima lettura odierna che dice “e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli”.
Quello che non si sa spiegare il Sacerdote è. “Cristo che riconcilia le cose del cielo”…
Quello che si domanda il Sacerdote e mi domando anch’io è: che bisogno c’è per le cose del cielo essere riconciliati? Non sono state sempre beate? Angeli, Potestà ecc. ecc. Hanno bisogno di riconciliazione?
Pace e bene, ancora grazie di cuore a tutti voi Domenicani per il vostro servizio così Paterno e gentile…
Saluti cari da Bagheria, provincia di Palermo.
Aspetto sue risposte.
Dio la benedica, vi ricordo con affetto nella preghiera a lei e a tutta la vostra Comunità Domenicana.


Risposta del sacerdote

Caro Andrea,
1. va riconosciuto anzitutto che sarebbe stato meglio che si traducesse “le realtà del cielo” e “le realtà della terra”.
La tradizione attuale dice che Cristo ha riconciliato a sé le cose del cielo e quelle della terra.
Per cose si intendono comunemente gli oggetti, e non le persone.
Il termine “realtà” è più ampio e fa capire che si tratta degli angeli e degli uomini.

2. Ti presento anzitutto la spiegazione che ne dà il biblista Marco Sales:
“Dio volle che Gesù Cristo fosse come il centro in cui operò la riconciliazione, la quale, come a fine prossimo, doveva essere ordinata alla gloria di lui.
È infatti assai difficile da spiegare come Dio abbia riconciliato con sé gli angeli buoni. Queste parole devono restringersi alle cose del cielo e della terra, cioè agli angeli, gli uomini e al mondo materiale, e non vanno estese ai demoni e ai dannati”.
Come vedi il tuo sacerdote aveva capito bene: come può Dio riconciliarsi con gli angeli

3. Prosegue il nostro biblista: “Per il peccato l’uomo divenne nemico di Dio e per conseguenza degli angeli, e non solo egli, ma anche le altre creature materiali furono, in punizione della colpa, assoggettate alla corruzione (Rm 8,19)”.
Anche il cosmo ha risentito della ribellione dell’uomo.

4. Conclude Marco Sales: “Ora Gesù Cristo ha ristabilito l’antica armonia tra questi esseri pacificando a prezzo del suo sangue versato sulla croce gli angeli (la realtà del cielo) e gli uomini e il mondo fisico (le realtà della terra).
È chiaro che in tanto Gesù ha pacificato con il suo sangue gli angeli e gli uomini in quanto ha espiato i nostri peccati e ci ha prima riconciliati con Dio. 
Si osservi però, che questa riconciliazione non sarà al tutto completa se non alla fine del mondo, quando i giusti saranno separati dai cattivi e si avranno cieli nuovi e terra nuova, e Gesù Cristo rimetterà il regno nelle mani del Padre suo, finché Dio regni tutto in tutti” (Ib.).

5. Ed ecco ora l’interpretazione di San Tommaso, che praticamente è identica.
Nella riconciliazione bisogna considerare due cose. Primo, in che cosa convengono quelli che sono riconciliati. Infatti coloro che sono in discordia hanno voleri differenti, mentre coloro che sono riconciliati sono concordi in qualche cosa. E così le loro volontà che prima discordavano ora concordano in Cristo.
E tali sono le volontà degli uomini, di Dio e degli angeli. 
Degli uomini, perché Cristo è uomo; di Dio, perché Cristo è Dio. Inoltre c’era discordia tra i giudei che volevano la legge e i gentili che non lo volevano; ma Cristo li mette tutti d’accordo, perché proviene dai giudei e perché toglie l’osservanza della legge.
E questa concordia è realizzata con il sangue della sua croce” (Commento alla lettera ai Colossesi 1,20).

6. Conclude San Tommaso: “Infatti la causa della discordia tra Dio e l’uomo fu il peccato, mentre fra i giudei e i gentili fu la legge.
Ma Cristo, con la croce, distrusse il peccato e compì la legge. E così ha tolto la causa della discordia. E in questa maniera siamo stati riconciliati. E così sono rappacificate “sia le cose che stanno nel cielo”, come gli angeli e Dio “sia quelle che stanno sulla terra”, cioè i giudei e i gentili.
Perciò per il Cristo nato si dice “Gloria Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini! (Lc 2,14)
Parimenti nella risurrezione egli dice: “Pace a voi”, come si legge in Gv 20,20. “Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo” (Ef 2,14)” (Ib.).

7. Cristo ha compiuto la legge nel senso che la legge antica aveva tutto il suo senso nel portare a Cristo.
Per legge antica si intendono i comandamenti, che sono rimasti e che sono scritti nel cuore dell’uomo. Il loro compito è quello di custodirci nella via che porta a Cristo.
Derogare dai comandamenti è la stessa cosa che allontanarsi da Cristo.
La legge antica conteneva anche i precetti del culto e i precetti civili. I precetti del culto sono stati sostituiti dal culto di Cristo (i sacramenti) e i precetti civili dalla legge della carità.
Ti benedico, ti ricordo nella preghiera e ti auguro ogni bene.
Padre Angelo

Questo articolo è disponibile anche in: Russo