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Quesito

Caro Padre Angelo,
ho da chiederle un consiglio su una questione che ritengo importante: c’è una persona a me molto cara, che lavora in una ASL. Ora questa persona non fa che "vantarsi" quasi che la sua ASL provveda alla distribuzione della famigerata RU486 abortiva, e forse anche altri medicinali ad uso abortivo, quasi che fosse fiera di poter distribuire un medicinale che darebbe "libertà alla donna".
Ora, non è che proprio questa persona ordina o lavora per la distribuzione di questo farmaco, non lavora in quel reparto e quindi non è DIRETTAMENTE responsabile di questo.
È anche una brava persona, aderente alla Chiesa Cattolica, forse con qualche "riserva", così come purtroppo sempre più spesso in Italia accade per molte persone, che  preferiscono una "fede-fai-da-te" piuttosto che accettare TUTTI gli insegnamenti della Chiesa.
Il fatto è che pare intrisa di un femminismo esasperato, quasi che questa pillola fosse un’ "arma" da gettare in faccia al "maschio" per imporre una fantomatica "liberta’" (che non si sa dove sia), o come "ricatto" per "dimostrare" di essere pari all’uomo.
Prima di tutto vorrei chiederLe se questa persona è in peccato, se può rischiare la scomunica latae sententiae e poi cosa posso fare per ricondurla alla ragione e alla verità sul come stanno le cose. Le lascio immaginare i soliti argomenti "fino a x settimane è solo un grumo di cellule ecc ecc".
Oltretutto questa persona è laureata in materie scientifiche che sono attinenti alla medicina, quindi in teoria saprebbe benissimo cosa succede realmente, ma mi sembra obnubilata da questo femminismo distruttivo.
Grazie.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. tra i vari peccati che si possono compiere vi sono anche quelli di cooperazione al male.
Si coopera al male, dicono i teologi moralisti, in nove maniere. Non te le sto ad elencare. Una di queste consiste nel lodare e nell’approvare il peccato.
La persona di cui mi parli mi pare che cada proprio in questo peccato, che è grave, anche perché può indurre i più sprovveduti a compiere un male così grave come quello dell’aborto.

2. Tuttavia non cade nella scomunica.
Cadono nella scomunica coloro che effettuano un aborto.
A rigore, questa donna non effettua o non fa effettuare alcun aborto.
Cadrebbe nella scomunica qualora approvasse e lodasse una persona che davanti a lei prende la pillola RU486.

3. Sul grumo di cellule: materialmente parlando, anche noi siamo un grumo di cellule.
Ma in noi c’è una coordinazione, uno sviluppo, una unificazione interiore che fa sì che non si tratti di un grumo di cellule come quelle di un organo rimosso dal corpo, ma di un vivente umano.
Anche nell’embrione umano c’è una coordinazione, uno sviluppo, una unificazione interiore. In poche parole c’è un vivente umano tant’è che una donna istintivamente dice: sono in attesa di un bambino, non di un grumo di cellule.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo