Quesito
Caro Padre,
Buongiorno.
Le rubo del tempo per chiedere solo un po’ di consigli e conforto. Nel profondo vorrei essere compianto ed aiutato.
Negli ultimi tre giorni mi sono dato al peccato infrangendo il sesto ed il nono comandamento, facendo uso di pornografia (tutto ciò più volte). Sono ben conscio di quanto ciò sia deleterio per me. E prima di farlo ero ben consapevole delle conseguenze e del male che avrei procurato al Signore. Eppure ho scelto volontariamente di essere cattivo. Questo mi deprime molto.
Purtroppo questo vizio è così ben innervato in me nonostante periodi di quiete spirituale.
A motivo di un incidente devo stare a casa da scuola per un totale di due mesi. Devo far uso delle stampelle.
Mi sento già oppresso dagli impegni scolastici e dai recuperi. Inoltre la reclusione non ha fatto altro che darmi occasione di compiere più volte i peccati sopracitati.
Vorrei solo essere di Gesù come ero pochi giorni fa (ed esserlo sempre più).
Mi scuso per lo sfogo, non mi dia priorità.
Le auguro una felice giornata.
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. poiché devi stare immobilizzato e solo ancora per diverso tempo, ti rispondo subito perché sei esposto alla tentazione.
A proposito delle tentazioni di Gesù, San Tommaso si domanda se il deserto scelto dal signore sia stato il luogo più opportuno per essere tentato dal diavolo.
Poteva lasciarsi tentare anche dove stava.
Invece scelse di andare nel deserto per essere solo perché il demonio più facilmente tenta i solitari.
2. Ecco le sue precise parole: “Cristo si offrì da sé per essere tentato dal diavolo, come da se stesso si offrì ai suoi satelliti per essere ucciso: altrimenti il diavolo non avrebbe osato accostarglisi.
Il diavolo affronta di preferenza chi è solo, perché, come dice la Scrittura, “se uno aggredisce, in due gli possono resistere” (Qo 4,12). Ecco perché Cristo uscì nel deserto, come in un campo di battaglia, per esservi tentato dal diavolo.
Di qui le parole di Sant’Ambrogio: “Cristo fu condotto nel deserto, proprio per provocare il demonio. Perché, se questi, cioè il diavolo, non l’avesse aggredito, quegli, cioè Cristo, non avrebbe vinto” (In Lc 4, su 4,1).
3. San Tommaso aggiunge un’altra motivazione portata ancora da Sant’Ambrogio: “Cristo fece questo per darci l’esempio, cioè per mostrarci che il diavolo nutre invidia per coloro che aspirano a una vita migliore”.
Ecco dunque le due motivazioni per cui il diavolo si è tanto accanito nei tuoi confronti, mentre prima godevi sotto questo aspetto un periodo di quiete.
4. Edotto di questo, che cosa devi fare? La risposta è semplice: devi uscire dalla solitudine.
Sebbene materialmente sei costretto a stare solo, spiritualmente invece devi stare in comunione.
A questo proposito mi piace ricordare il commento della Bibbia di Gerusalemme a 1 Cor 7,8 dove San Paolo dice: “Ai non sposati e alle vedove dico: è cosa buona per loro rimanere come sono io”: “La frase evoca Gn 2,18: “non è bene che l’uomo sia solo”, e sembra contraddirlo. Ma la contraddizione non è che apparente, poiché per il cristiano unito al Cristo e ai suoi fratelli la solitudine di Adamo non esiste più”.
5. In questo forzato tempo di solitudine devi stare in comunione con i libri di scuola.
Ma in modo particolare devi stare in comunione con Cristo.
Ascoltalo leggendo i testi sacri.
Parlagli pregando.
Godi della sua presenza stando in silenzio con lui.
Accoglilo mentre si dona a te e tu a lui.
6. Vivi questo momento in comunione con i suoi fratelli, e cioè con i santi.
Santa Teresa d’Avila dice che questo gran Re non viene mai da solo perché è sempre accompagnato con il suo corteo regale che viene in noi e prega per noi.
Non ti sarà difficile con Internet alla portata di mano leggere qualcosa delle vite dei santi.
Con la tua anima elevata così in alto la violenza delle tentazioni verrà molto attutita.
E sarai contento.
7. Aggiunge ancora San Tommaso: “Le occasioni di tentazione sono di due specie. La prima dipende dall’uomo: per esempio, quando ci si espone al peccato non evitando l’occasione. Tale specie di occasione va evitata, conforme a quanto fu detto a Lot: “Non fermarti in nessun luogo della pianura di Sodoma” (Gn 19,17).
8. Alterna la tua giornata tra momenti di riposo, di studio e di preghiera.
Il Signore forse ha permesso questo periodo di forzato riposo e di solitudine perché tu ti radichi sempre di più in lui, diventi più forte e vittorioso.
Forse non avrai più nella tua vita un tempo come questo.
Approfittane.
Sotto un certo aspetto è una grazia.
Con l’augurio di ogni bene, ti benedico e ti ricordo volentieri nella preghiera.
Padre Angelo
Questo articolo è disponibile anche in:
