Quesito

Padre Angelo, buongiorno e buona domenica.
Come stai tutto bene?
Stavo leggendo il vangelo secondo Luca e sono arrivato a 19,23-27.
Ecco il testo: “Perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l’avrei riscosso con gli interessi.  Disse poi ai presenti: Toglietegli la mina e datela a colui che ne ha dieci. Gli risposero: Signore, ha già dieci mine! Vi dico: A chiunque ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici che non volevano che diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me”.
Perché il Signore dice uccideteli alla mia presenza? Parla della seconda venuta cioè il giorno del giudizio?


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. è una parabola. Il Signore allude alla fine miserevole di coloro che non lo accolgono e rifiutano la salvezza.
Certamente vi è riferimento al giudizio universale, ma non solo.

2. Il biblista Marco Sales scrive: “Gesù tornerà a suo tempo per il giudizio universale. I dieci servi sono i fedeli; la mina rappresenta le varie grazie date a ciascuno per operare la propria santificazione.
I cittadini che non vogliono Gesù per re sono i giudei e tutti gli empi. Al suo ritorno Gesù darà ai buoni il premio meritato, e farà subire ai ribelli tutto il peso del loro rifiuto.
Ma il giudizio di Gesù sugli empi comincerà a farsi sentire sui giudei con la rovina di Gerusalemme, la quale rovina è una figura dei mali più grandi che li attendono all’estremo giudizio”.

3. Non è solo Marco Sales a trovarvi un riferimento alla distruzione di Gerusalemme nella quale secondo lo storico Giuseppe Flavio che aveva partecipato a quella guerra furono uccisi 1.100.000 ebrei.
Anche Teofilatto, autorevole esegeta del IX secolo, spesso consultato da San Tommaso come emerge nella Catena aurea, vede un riferimento alla distruzione di Gerusalemme.
Dopo aver detto che coloro che lo rifiutano andranno nel fuoco esteriore aggiunge: “Ma già in questo mondo sono massacrati in modo rovinoso dall’esercito romano”.

4. Sant’Agostino: “Con ciò indica l’empietà dei giudei che non si vollero convertire a lui”.

5. Nello stesso tempo il Signore mette in guardia circa la fine ben miserevole che subiranno quelli che lo rifiutano perché “è proprio della divina misericordia non infliggere pene senza aver detto prima neanche una parola” (San Basilio).

Con l’augurio di essere tra coloro che trafficano al meglio i talenti che il Signore ti ha donato, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo