Quesito

Caro Padre Angelo,
Ho quasi 75 anni: durante la mia vita ho lavorato moltissimo, senza risparmiarmi, per molto tempo dopo l’età della pensione. Ora mi trovo non proprio vecchia, ma ho un po’ di problemi alle ossa e mi sento stanca. Quindi non sono molto propensa a fare molto in opere per il mio prossimo se non le ordinarie attenzioni di favori, ascolto, e sincera amicizia. Cerco di aiutare economicamente per quanto mi sia possibile qualche persona che conosco in difficoltà, ma tutto qui. Vedo che nella mia comunità parrocchiale tante mie coetanee e anche più anziane fanno molto ma molto di più. Invece io mi limito a pregare molto fin dal mattino con i rosari e la Santa Messa, con la liturgia delle ore, e con letture spirituali. Offro così la mia preghiera di intercessione per quanti ne hanno bisogno. Le chiedo: è sufficiente quanto faccio a supplire le opere che non faccio quasi più?
La ringrazio se mi vorrà chiarire questo dubbio.
Con tanta riconoscenza,
Rosa


Risposta del sacerdote

Cara Rosa,
1. le preghiere che fai e il tempo che dedichi alla preghiera sono già un’opera molto grande.
Forse, a motivo degli acciacchi e della stanchezza, il Signore non ti chiede di essere attiva in parrocchia come altre tue coetanee o anche più anziane di te.
Ma la tua opera è importante e insostituibile.
Il Signore da te chiede due cose: preghiera e offerta della tua vita.

2. Per la preghiera mi piace ricordare quanto diceva Elisabetta Leseur: “ogni anima che si eleva, eleva anche il mondo” (elisabeth leseur, Journal et pensées de chaque jour, Paris 1918, p. 31).
Con la preghiera non solo tu ti elevi, ma nello stesso tempo elevi tutto il mondo.

3. Ricorderai quanto fu preziosa agli occhi del Signore la preghiera di Mosé.
Te la riporto: “Mosè disse a Giosuè: «Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalèk. Domani io starò ritto sulla cima del colle, con in mano il bastone di Dio».
Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalèk, mentre Mosè, Aronne e Cur salirono sulla cima del colle.
Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva; ma quando le lasciava cadere, prevaleva Amalèk.
Poiché Mosè sentiva pesare le mani, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi si sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l’altro dall’altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole” (Es 17, 9-12).

4. L’altra opera molto importante è l’offerta della tua vita, momento per momento, senza lamentarti per le varie contrarietà che ti possono capitare.
Gesù ha salvato il mondo col suo sacrificio. Non si è lamentato.
Ti consiglio di ripetere durante la giornata quello che dici a Messa al momento dell’offertorio: “Il Signore riceva dalle tue mani questo sacrificio, a lode e gloria del suo nome, per il bene nostro e di tutta la sua santa Chiesa”.
Tu puoi dire: “Il Signore riceva dalle mie mani questo sacrificio, a lode e gloria del suo nome, per il bene nostro e di tutta la sua santa Chiesa”.

5. Ecco, nel silenzio e nella solitudine tu puoi compiere le opere più preziose per la tua santificazione e per la salvezza di molti.
Ti esorto ad essere perseverante.
Ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo