Quesito

Caro padre Angelo,
la mia domanda è: perché i diavoli vogliono stare fuori dall’inferno e non tornare “nell’abisso”? (Ad esempio la “legione” che chiedeva al Signore di poter almeno entrare nei porci). Significa che la loro condizione di sofferenza è mitigata fuori dall’abisso infernale? La loro natura di esseri totalmente spirituali li pone in una condizione migliore rispetto ai dannati che soffrono sia nello spirito sia nel corpo?
Grazie
Rosalba


Risposta del sacerdote

Cara Rosalba,
1. la tua domanda presuppone che vi sia un luogo che circoscriva l’inferno.
Poiché noi mortali viviamo nel tempo e nello spazio, siamo portati a localizzare anche le realtà che sono fuori dello spazio, come il paradiso e l’inferno.
Ma non è così.
Secondo la fede il paradiso è là dove l’anima gode la presenza di Dio, di cui è compenetrata e che la rende in grado di possedere e di godere tutto ciò che Egli possiede e gode.
Analogamente l’inferno consiste nell’essere privi della presenza beatificante di Dio e nell’essere in compagnia con il rimorso della coscienza, che secondo l’espressione del Gesù è come un verme che non muore e un fuoco che non si estingue (Mc 9,48).
Paradiso e inferno sono dunque essenzialmente uno stato.
Nel Dictionaire de Théologie Catholique si legge che “in nessuna delle definizioni della Chiesa relative al Paradiso, al Purgatorio e all’inferno si può trovare alcuna allusione a un luogo” (DTC XIII,1311).

2. Secondo la Sacra Scrittura i diavoli sono entrati nel mondo perché l’uomo li ha introdotti, aprendo loro la porta col peccato.
Ma i demoni con le loro tentazioni e incursioni non fanno che accrescere la loro pena. Infatti molte volte vedono che proprio a motivo delle tentazioni i buoni si decidono per una vita ancor più virtuosa. E così i demoni vengono tormentati a motivo della loro gelosia.
Se invece riescono a corrompere le persone, il rimorso di aver causato danno agli altri costituirà ugualmente un accrescimento di pena. Infatti all’inferno si prova rimorso del male fatto a se stessi e agli altri.
Pertanto anche girando per il mondo per portare le anime alla rovina vengono continuamente e ancor più tormentati.
Come vedi, la loro pena non viene mitigata!

3. Mi chiedi infine se la loro natura spirituale renda il loro inferno meno duro di quello che subiscono gli uomini.
Qui bisogna notare che come gli uomini possono superare in santità gli angeli (la Madonna li ha superati tanto da essere la loro regina) così gli uomini possono diventare anche peggiori dei demoni.
Pertanto all’inferno il grado di patimento non dipende dalla natura angelica o umana di chi ci va, ma dal grado di perversione.

Ti ringrazio di avermi dato la possibilità di presentare ai nostri visitatori anche questo stralcio della dottrina cristiana.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo