Quesito

Padre,
sono un cristiano ma da qualche tempo ho perso la fede nel Padre eterno.
Ho una domanda che mi rimbomba continuamente in testa e vorrei una sua risposta.
Definiamo Dio nostro padre, come può un padre grande buono a cui tutto è possibile permettere che suoi figli possano soffrire di tremendi mali?
Mi riferisco ai bambini che non hanno colpa alcuna e si ritrovano a dover combattere con tumori, mutilazioni e quant’altro.
Mi risulta inconcepibile che un padre, se tale si può definire, possa permettere tutto ciò.
La ringrazio
Luca


Risposta del sacerdote

Caro Luca,
1. se questa vita fosse l’unica avresti ragione.
Se invece questa vita è la penultima ed in base al merito ne prepara un’altra infinitamente più bella, allora i criteri di giudizio vengono totalmente capovolti.

2. Non dobbiamo dimenticare l’insegnamento del Signore: “Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione. Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete” (Lc 6,24-25).
La Chiesa in un documento del suo magistero scrive: “La valutazione di un cristiano non può limitarsi all’orizzonte della sola vita terrena: egli sa che, in seno alla vita presente, se ne prepara un’altra, la cui importanza è tale che alla sua luce bisogna esprimere i propri giudizi.
Da questo punto di vista non esiste quaggiù un male assoluto, fosse anche l’orribile sofferenza di allevare un bambino minorato nel corpo o nella mente.
È questo il rovesciamento dei valori annunciati dal Signore: “Beati coloro che piangono perché saranno consolati” (Mt 5,5). Sarebbe un volgere le spalle al Vangelo, se si misurasse la felicità con l’assenza di sofferenze e delle miserie in questo mondo” (Congregazione per la dottrina della fede, Dichiarazione sull’aborto procurato, 18.11.1974, n. 25).

3. A proposito della sofferenza ciò che più colpisce dev’essere questo: Dio, in Cristo, ha voluto bere al calice di tutte le sofferenze.
È proprio per questo che il suo insegnamento è accettabile.
Lo vediamo sempre rappresentato nel Crocifisso. È uno che ha sofferto e per questo vale la pena ascoltare la lezione che ha voluto darci attraverso la sofferenza.
Dice Giovanni Paolo II: “Il Redentore ha sofferto al posto dell’uomo e per l’uomo… Nella croce di Cristo non solo si è compiuta la redenzione mediante la sofferenza, ma anche la stessa sofferenza umana è stata redenta… Operando la redenzione mediante la sofferenza, Cristo ha elevato insieme la sofferenza umana a livello di redenzione. Quindi anche ogni uomo può diventare partecipe della sofferenza redentiva di Cristo” (Salvifici Doloris 19).

4. Dice ancora questo grande Papa: “La sofferenza è presente nel mondo per sprigionare amore, per far nascere opere di amore verso il prossimo, per trasformare tutta la civiltà umana nella civiltà dell’amore”…
Cristo allo stesso tempo ha insegnato all’uomo a far del bene con la sofferenza e a far del bene a chi soffre. In questo duplice aspetto egli ha svelato fino in fondo il senso della sofferenza” (Salvifici Doloris 30).
I pastorelli di Fatima (Giacinta e Francesco) hanno sofferto così. La generosità con cui hanno accettato ogni tipo di sofferenza per la conversione dei peccatori ha toccato il cuore di molti e li ha convertiti.

5. Solo tu, fra tanti che si convertono, chiudi il cuore e rimani ostinato?
Quanti sofferenti in questo momento stanno offrendo generosamente i loro patimenti in espiazione dei tuoi peccati perché tu venga toccato nel cuore, perché anche tu diventi capace di trasformare tutto in amore, in sorgente di espiazione e ti converta!

6. Caro Luca, ti assicuro volentieri un mio ricordo al Signore perché la tua mente accetti di essere illuminata con la luce che viene da Cristo e perché il cuore si dilati, come quello dei bambini di Fatima.

Ti saluto cordialmente e ti benedico.
Padre Angelo