Quesito

Caro Padre Angelo,
proprio adesso ho finito di discutere con un mio amico che mi accusa di essere rigido perchè la penso completamente come la Chiesa, e quindi di essere una pecorella, che non fa niente per migliorarla.
Il bello è che anche questo mio amico va a messa.
Dice anche che noi dobbiamo criticare la Chiesa per migliorarla.
Quando io dico che la vera completezza sta nella nostra religione, basta guardare quello che ha fatto Gesù, mi accusa dicendo che sono un fanatico. Dice che la nostra religione non lascia liberi, accusa la Chiesa dell’inquisizione dicendo che hanno fatto santo e dottore della chiesa un uomo (San Roberto Bellarmino) che ha fatto bruciare Giordano Bruno e che il motivo per cui tanta gente si allontana è dovuto alle colpe della Chiesa…
Chiedo un opinione in generale su questi argomenti….
Che Gesù la benedica…


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. nella professione di fede diciamo: Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica.
Sottolineo l’aggettivo santa.

2. Quando si dice che la Chiesa è santa si vuole dire che Cristo le ha dato tutti i mezzi di santificazione (sacramenti e dottrina) e che in quanto è unita a Cristo ed è sua sposa vive della sua vita santa.

3. Le persone che costituiscono la Chiesa, finché si trovano quaggiù, sono in via di santificazione, sperimentano molte debolezze e imperfezioni.

4. Pertanto nessuno di noi non potrà mai aumentare la santità della Chiesa di cui ho parlato al punto 2, mentre si può e si deve contribuire al miglioramento della Chiesa di cui ho parlato nel punto 3.

5. Tuttavia non si contribuisce al miglioramento della Chiesa con sterili parole, ma facendo quello che ha fatto san Francesco, il quale non ha preteso di riformare la condotta del Papa, ma la sua personale.
E migliorando la propria condotta personale con la conversione di vita, ha esercitato un grande fascino su molti altri, che lo hanno seguito.
Il vero miglioramento della Chiesa è dunque quello che avviene percorrendo la strada della santità.

6. Quando il tuo amico dice che nella Chiesa non c’è libertà, è necessario fare delle distinzioni.
Non c’è libertà dalla verità e dal Vangelo: questo è vero. Questa è la premessa per essere cristiani.

7. Ognuno è libero di essere o di non essere cristiano.
Ma se vuole essere cristiano, deve andare dietro a Cristo e credere al suo insegnamento.
In questo insegnamento è compreso l’insegnamento della Chiesa perché Cristo le ha dato precise garanzie su questo punto e anche perché ha detto: chi ascolta voi ascolta me e chi disprezza voi, disprezza me.
Il tuo amico dunque è libero di andare dietro a Cristo.
Ma se gli va dietro, non può chiedere al Signore di cambiare il vangelo e non può chiedere alla Chiesa di cambiare la sua dottrina.
Sarebbe una contraddizione.

8. Gli uomini di Chiesa, anche nel loro governo, possono commettere degli errori.
E nel tribunale dell’Inquisizione ne sono stati commessi.
Se il rogo comminato a Giordano Bruno è stato un errore, tuttavia Giordano Bruno non è stato un santo e coloro che gli hanno comminato questa pena hanno agito in buona fede, persuasi a quei tempi che la pena di morte fosse lecita.

9. Che il motivo della disaffezione di molti dalla Chiesa sia dovuto anche alle colpe dei suoi membri è fuori di dubbio.
Per questo il Signore ci ha ammonito severamente a proposito dello scandalo.
La nostra vita non deve essere in contraddizione con la nostra predicazione.
Anzi, la prima predicazione va fatta con l’esemplarità della nostra vita.
Ma non possiamo dire che l’incoerenza di molti cristiani sia l’unica causa.
I peccati hanno pure i loro effetti nel cuore e nella mente di chi li compie.
E questi effetti rendono odiosa la luce del Vangelo e la persona di Gesù. Non è successo proprio questo duemila anni fa?

10. Rimani dunque attaccato a Cristo e alla sua Chiesa.
Impegnati anche tu a migliorarla con una vita santa.

Per questo ti assicuro la mia preghiera e la mia benedizione, che desidero estendere volentieri anche all’amico di cui mi parli.
Padre Angelo

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