Quesito

Caro Padre Angelo,
Le scrivo perché ho un grande dubbio su un mio comportamento con mio nipote: l’ho rimproverato duramente perché è stato visto più volte con una prostituta. Lui ha 22 anni e la prostituta 35-40, è rumena e ha un figlio. Mio nipote sostiene di averla aiutata perché l’ha vista per strada che stava male e l’ha portata in ospedale, dove si è operata di cisti ovariche. Fin qui un bel gesto. Sono passati due mesi e continuano ad arrivarci voci di persone che lo vedono anche mano nella mano con lei. I genitori ed io gli abbiamo fatto sapere che siamo molto preoccupati, perché ci è difficile credere a ciò che ci riferisce, ossia che vuole darle un conforto morale ed aiutarla a trovare un lavoro da badante. Io personalmente non ci credo, penso che si sia innamorato, e gli ho illustrato tutte le malattie che potrebbe prendersi se la frequentasse e facesse sesso con lei; inoltre, gli ho fatto capire che le prostitute non hanno valori e moralità. Lui si è molto irritato e mi ha risposto che io sono ignobile perché ritengo che certa gente non si debba frequentare per nessun motivo e che sono volgare perché nel descrivere il lavoro che fa mi sono espressa, in effetti, con termini volgari. Questo solo per indurlo al disgusto e lasciarla perdere. Lui mi è sembrato impazzito per come l’ha difesa, dicendo che lei è ortodossa e più credente di me e che non è una prostituta, ma fa la prostituta per necessità, ossia per sfamarsi e per mandare i soldi al figlio in Romania. Io ho seguitato a sostenere che siamo ciò che facciamo e poi gli ho detto di farsi fare dei controlli per verificare il contagio di tutte le malattie veneree, nonché dell’epatite e dell’aids. Gli ho detto ancora, che se fosse vero il suo interesse per aiutarla moralmente e a cercare un lavoro, dovrebbe farlo tramite un’associazione o una parrocchia, non da solo, perché si rovina la reputazione a farsi vedere in giro con gente così. Per come mi sono rivolta a lui, ho mostrato mancanza di carità verso la donna, ma, purtroppo, io considero chi si prostituisce come una specie di cassonetto dei rifiuti, provo un disgusto tremendo e non credo che per necessità ci si debba ridurre così, perché si può cercare un’alternativa e, in ultima istanza, chiedere l’elemosina. Per finire, non l’ho voluto salutare con il bacio sulla guancia, come facevo di solito, sempre per via dello schifo che provo e per il timore che lui abbia già contratto qualche malattia. So che Gesù non ha condannato la prostituta, ma le ha detto di non peccare più. Questa signora che frequenta mio nipote continua a esercitare. Ho peccato nel parlare di lei così duramente? È peccato cercare di impedire a un nipote di frequentare persone così, fosse solo per dare un conforto morale? Viviamo in una città piccola, le voci girano e di lui si parla già. Da quando è cominciata questa storia non riesce più a concentrarsi nello studio e ha perso il sorriso sulle labbra.
Come mi devo comportare?
Mi devo confessare per aver espresso giudizi molto negativi su chi fa questo ‘‘mestiere’?
La ringrazio per la pazienza che ha avuto nel leggere questa mia mail e la ringrazio per il servizio che offre a chi glielo chiede.
Un caro saluto


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. non è la prima volta che mi capita sentire di ragazzi che si innamorano delle prostitute e sono convinti di riuscire a redimerle.
Non metto in dubbio che inizialmente tuo nipote abbia aiutato questa povera donna.
Ma poi, in seguito al facile concedersi di questa donna, la sua passione si è acuita e, come tanti, ha scambia la passione e il sentimento per autentico amore.

2. Se questo ragazzo volesse autentico bene a questa donna non le permetterebbe neanche una volta di vendere il proprio corpo e la propria intimità.
Consegnandosi ad altri per denaro la profana, la dissacra.
Se è sposata, come anche una palese ingiustizia nei confronti del marito.

3. Dio ha legato indissolubilmente il piacere venereo ad un atto altissimo della persona. E precisamente a quell’atto per il quale la persona si dona nella sua totalità e si apre alla generazione ed educazione dei figli.
Nella prostituzione avviene invece la profanazione dei sentimenti più intimi e più nobili ed esclusivi di una persona.
Per questo da tutti è considerato un atto ignobile, come una vergogna che si dà a se stessi e ai propri cari.

4. Una madre che  vuole bene ai propri figli si fa in quattro per mantenerli ed educarli. È disposta a qualsiasi nobile sacrificio.
Nella prostituzione invece, mentre si favorisce la perversione di alcuni, il fascino è costituito solo dal facile guadagno.
Come può una madre essere educatrice dei propri figli quando conduce una vita simile?

5. Il desiderio di tuo nipote di riscattare questa donna è legittimo. Ma a condizione che si mantenga casto perché l’impurità acceca.
Ma c’è da chiedersi se un ragazzo di ventidue anni, senza alcuna esperienza in merito, abbia le risorse per riscattare materialmente e soprattutto moralmente una prostituta.
Di fatto sta succedendo il contrario e purtroppo non se ne accorge perché è accecato.

6. Voi suoi parenti, che gli volete bene, che cosa potete fare per lui?
Purtroppo quando una persona si lascia accecare perde la capacità di vedere e di giudicare serenamente.
E così i genitori e i parenti si trovano nella condizione del padre del figliol prodigo che decide di andarsene lontano, incurante del dolore provoca in casa.
Qui il ragazzo non è andato lontano in seno logistico.
Ma spiritualmente e moralmente è andato molto lontano. Ormai è incurante del dolore e del disonore che dà ai suoi sotto il pretesto di fare del bene, dimenticando  che “il diavolo si traveste da angelo di luce” (2 Cor 11,14).

7. Tuttavia mentre siete costretti a vedere questo ragazzo andare lontano, non dovete perdere la speranza che si possa ravvedere.
Avete la preghiera e i sacrifici dalla vostra parte.
Nostro Signore ha detto che certi demoni vengono allontanati solo con la preghiera e il digiuno (cfr Mt 17,21).
Avete la possibilità di fare celebrare qualche Messa.
Con la celebrazione della S. Messa, mettete all’opera i meriti stessi di Cristo per il riscatto di questo giovane.
Avete dalla vostra parte la Madonna. Non dimenticate quello che San Giovanni Paolo II la voluto scrivere nel suo testamento spirituale. “La salvezza, quando verrà, verrà dalle mani della Madonna”.
Rivolgetevi a Lei. Fate delle novene. Recitate quotidianamente il Santo Rosario.
Offrite a Lei le vostre preghiere e i vostri sacrifici. Così vi aprite largamente la strada per essere aiutati dal Cielo.

8. Hai fatto la tua parte rimproverandolo.
Un giorno non potrà accusarti di non averlo ammonito.
Sono certo che arriverà il momento in cui ti ringrazierà e ti domanderò scusa per non averti ascoltata.

Alle vostre preghiere aggiungo e assicuro la mia, anche per voi.
Vi benedico.
Padre Angelo