Ulteriori chiarimenti sui contatti con i propri morti

Ulteriori chiarimenti sui contatti con i propri morti

Quesito

carissimo padre Angelo,
ancora un dubbio: le ho raccontato di quella madre che ha contatti con i figli morti. Quindi è il demonio e non il figlio che "parla" con la signora in questione (come con molte altre perché non è l’unico caso)?? Lei mi ha scritto: "in nessun modo si possono compiere le pratiche che questa signora fa per mettersi in contatto con i propri figli".
Escludo che possano essere inganni della psiche (perchè dovrebbe allora valere lo stesso per tutte quelle madri che poi si sono rivolte a lei e mi sembra un pò improbabile che tutte siano "pazze").
Tra l’altro ci sono molti casi "paranormali": ad es. quella medium che ha fatto rinvenire in un lago il corpo di una ragazza morta un anno prima che le era apparsa e le aveva detto appunto dove era il suo corpo… e in questo caso? il corpo era davvero là.
Un cristiano come deve giudicare queste cose?
E la chiesa cosa dice a tal  proposito?
Daniela

Risposta del sacerdote

Carissima Daniela,
le persone che affermano di essere capaci di metter in contatto con i propri defunti possono essere talvolta anche animate da buona fede. Ciò non significa che tutto quello che dicono sia corrispondente al vero.
Può trattarsi di persone sensitive, le quali non si mettono affatto in contatto con i defunti, ma con la psiche delle persone che si rivolgono a loro. E dicono parole consolatorie, che in genere non  hanno nessun sapore evangelico.
Può trattarsi talvolta di persone che non si rendono neanche conto di mettersi in contatto con la psiche di altri e scambiano tutto questo con il contatto con i morti.
Può succedere anche che alcuni si mettano realmente in contatto con l’occulto, e qui andiamo di male in peggio.
Io non ho detto che tutto quello che viene fatto in queste pratiche viene dal demonio. Ho detto che bisogna stare in guardia perché anche indirettamente si possono stabilire contatti con i demoni. Infatti quando si disobbedisce a Dio in materia così delicata, è facile che ci sottoponga – anche senza volerlo – agli inganni del nostro avversario.
Si legge nella Sacra Scrittura che Saul, dopo aver cacciato via per ordine di Dio dal suo territorio tutte le donne che già a quei tempi mettevano in contatto con i defunti, quando lui stesso si trovò in necessità, andò a consultarne una perché gli evocasse lo spirito di Samuele e gli dicesse come sarebbe andata la battaglia che stava per combattere.
Apparve dal fondo della caverna lo spirito di Samuele e predisse, come di fatto avvenne, che Saul avrebbe perso.
Sant’Agostino, commentando quel passo, dice che quello spirito non era quello di Samuele, ma era il diavolo che, come ricorda la sacra Scrittura, per ingannare gli uomini si traveste da angelo di luce.

Tu mi domandi come facciano alcuni ad indicare il luogo dove si trovare il cadavere di una persona scomparsa. Il fatto si può spiegare così: i sensitivi possono percepire cose che altri non percepiscono.

Infine rimane sempre vero quello che ti ho scritto la volta scorsa.
“Dobbiamo partire da quello che ha detto Dio, il quale già nell’Antico Testamento ha severissimamente vietato di stabilire contatti diretti con i morti.
D’altra parte, i nostri morti, appena vanno di là, si trovano o all’inferno o in purgatorio o in Paradiso.
Se vanno all’inferno non è possibile alcuna comunicazione. Nessuna, nessuna.
E quelle che crediamo comunicazioni con i defunti, se non sono inganni della nostra psiche, possono essere inganni del maligno.
Quelli che sono in purgatorio, talvolta, per disposizione divina, hanno contatto con i propri cari che stanno di qua ma per chiedere preghiere e suffragi.
Ugualmente quelli che si trovano in paradiso non possono avere contatti diretti con noi se non perché così ha stabilito Dio. Si tratta allora di visioni o apparizioni di santi. Ed essi non potranno mai dire: finalmente non sono solo”.
Carissima, è alla sacra Scrittura che dobbiamo fare riferimento. Solo Dio sa quello che avviene di là. E attraverso la sacra Scrittura ci ha già dato tutte le informazioni sufficienti.

3. Ma io temo che, senza volerlo, nel contattare i defunti si rimanga soggiogati allo spirito d’inganno. Perché queste persone, anziché darsi da fare per fare i suffragi per i loro cari, si perdono in altre pratiche e lasciano i loro cari senza alcun vero aiuto.
Capisco il desiderio di sentire i propri cari defunti. Ma essi vivono in Dio e pertanto non hanno altre cose da comunicare se non quelle che comunica Dio. E allora basta aprire le Sacre Scritture e si leggere parole che comunicano vita eterna. I nostri stessi cari non hanno parole migliori da dirci all’infuori di queste.

4. Riporto ancora quanto ti scrivevo l’altra volta: “Carissima, stabiliamo con i defunti i contatti che ci vengono indicati dalla Chiesa: preghiere, celebrazioni di Sante Messe, elemosine. Niente quanto queste pratiche è capace di dare autentico conforto. E non di rado capita che Dio stesso, attraverso qualche grazia, ci manifesti il gradimento suo e delle anime per cui abbiamo fatto il suffragio”.

Ti ringrazio, ti auguro ogni bene, ti ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo