Quesito

Salve Padre Angelo,
ho preso il suo indirizzo dal sito amicidomenicani e volevo farle una domanda.
Da un po’ di tempo sto riflettendo su una questione che la Chiesa ci fa passare come vera, ma che il mio cuore per farla passare come tale ha bisogno di un’accurata riflessione e di risposte a molte domande: la questione è l’amore e la bontà di Dio.
Non è da molto che rifletto su questo, e non so neanche da cosa è cominciato, alcune domande le ho fatte ai vari sacerdoti della mia città, che mi diedero anche alcune risposte soddisfacenti, ma non mi sento di disturbarli fino all’esasperazione e ho visto sul sito che lei è abbastanza disponibile a rispondere alle domande di fede.
Una cosa di cui non mi capacito è l’esistenza dell’inferno, ma posso capire che vi sono anime che hanno scelto il male e forse è comprensibile.
Leggendo tuttavia un passo del Vangelo di Giovanni mi è venuta un’altra grande domanda, il passo è tratto dal capitolo (se si chiama così, i termini tecnici non li so) 8, soprattutto mi colpisce la frase: “se non credete che Io Sono morirete nei vostri peccati”.
Il problema è questo: il fatto di non credere in Gesù in modo sincero a me non pare che venga da un atto malvagio, gli stessi farisei in quel passo non credevano veramente in quello che Gesù diceva, ma in modo sincero, senza intenzioni malvagie.
Riportando la situazione in tempi recenti, vi sono molti che non hanno fede e non credono nell’esistenza di Dio ma in modo appunto sincero e si possono fare esempi di questo tipo anche riguardo famosi filosofi e scrittori, la stessa tendenza dell’Illuminismo è prossimo all’ateismo (almeno gran parte degli illuministi erano atei), ma di fatto ha degli ideali in sé molto belli, come quello cosmopolita e quello di solidarietà fra uomini: quindi se Dio è così buono come si dice, punisce veramente queste persone che non credono in Lui (come pare sia dal passo del Vangelo)? Inoltre io vedo in molti altri passi del Vangelo Gesù che parla in modo molto duro, e anche in questi passi non riesco a notare la bontà del Signore.
Avrei inoltre un’altra domanda: è risaputo che per il perdono dei peccati ci vuole il sacramento della Confessione tuttavia ho pensato a una questione, se un peccatore è sul punto di morire e vuole chiedere perdono dei propri peccati ma non ha potuto confessarsi, può essere perdonato?
Io penserei di sì, ma da ciò che si dice non ho mai avuto la risposta a questo, poiché si parla spesso della Confessione come presupposto indispensabile per il perdono dei peccati.
Ultima domanda: come si fa a peccare in maniera grave nel pensiero? infatti spesso non riuscendo a trovare il lato misericordioso e buono di Dio (e come vede mi adopero per trovarlo) mi viene spesso un rigetto spontaneo al Signore e a volte mi vengono delle idee non troppo belle su di Lui.
Spero di non disturbarla troppo.
Cordiali saluti.
Alessandro


Risposta del sacerdote

Caro Alessandro,
1. L’affermazione di Gesù, tratta da Gv 8,24 può apparire senz’altro dura. Ma Gesù vuole dire ai suoi interlocutori che solo Lui, perché Dio (l’affermazione Io Sono rievoca quella data da Dio a Mosé quando gli chiedeva quale fosse il suo nome), può rimettere i peccati, e che i sacrifici e i riti di espiazione che gli ebrei compivano avevano valore solo perché erano prefigurazione del sacrificio di espiazione che avrebbe compiuto il Messia, il Redentore.
Il Signore dunque con questa affermazione vuole stimolare i farisei a prendere consapevolezza della sua divinità.

2. A te pare che l’affermazione di Gesù sia dura perché tanta gente in buona fede non crede in Lui.
È certamente difficile poter dire per quale motivazione personale qualcuno non abbia la fede. Giudice delle coscienze (e per fortuna nostra!) è solo nostro Signore.
Talvolta qualcuno potrebbe non avere fede perché ha un’immagine di Dio infantile, che non corrisponde a verità. Dice il Concilio: “Altri si creano una tale rappresentazione di Dio che, respingendolo, rifiutano un Dio che non è affatto quello del Vangelo” (Gaudium et spes 19).
E allora queste persone, più che rifiutare Dio, rifiutano un falso concetto di Dio.
Talvolta qualcuno potrebbe non aver fede perché ha ricevuto scandalo da qualche persona di Chiesa.
Talvolta infine, in determinate persone, non ci sono le premesse per poter credere. Gesù ha detto: “E come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene da Dio solo?” (Gv 5,44).
Ugualmente per tanti che non credono ha detto: “E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie” (Gv 3,19). La cattiveria delle opere rende ciechi e sordi nei confronti di Dio.

3. Circa la seconda domanda: è vero che Gesù ha legato il suo perdono al perdono della Chiesa e pertanto al sacramento della penitenza: “a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi” (Gv 20,23).
Tuttavia la Chiesa insegna che la grazia di Dio raggiunge il peccatore fin dal momento in cui sinceramente si pente dei propri peccati.
Questo sincero pentimento include il proposito di fare tutto ciò che Cristo ha comandato per essere pienamente riconciliati con Lui. E tra queste cose vi è anche la confessione sacramentale.
Ma se uno non fa in tempo a confessarsi perché la morte lo sorprende, è già in grazia in virtù del sincero pentimento e la mancata confessione non è ascrivibile a cattiva volontà. Pertanto non c’è da dubitare della sua salvezza.

4. Mi chiedi infine come sia possibile commettere un peccato grave solo col pensiero.
Ti porto un esempio: se uno decide di uccidere una persona, sebbene l’esecuzione dell’atto non sia ancora avvenuta, tuttavia ha già commesso omicidio nel suo cuore.
Ugualmente chi ha deciso di compiere un adulterio, prima ancora di passare ai fatti, è adultero nel proprio cuore.
Similmente chi si lascia andare alla ricerca di programmi pornografici inquina gravemente il proprio cuore e si rende insensibile a Dio.
Pertanto tra i peccati gravi di pensieri non vanno computati i pensieri passeggeri o le fantasie di ogni tipo che spesso sono più subite che volute.

Come vedi, anche in te lo spontaneo rifiuto di Dio, che talvolta ti assale, non è causato da cattiva volontà, ma dalla mancanza di una conoscenza chiara delle verità evangeliche.
Queste verità sono proprio evangeliche, e cioè portatrici di letizia e non di turbamento.
Ti auguro una serena ricerca di Dio: che cercandolo, tu lo possa trovare. Anzi, tu possa sentire che, attraverso i pensieri che ti animano, è Lui che sta cercando te per essere la tua luce e la realtà che sazia in pienezza il tuo cuore.
Per questo ti assicuro una preghiera e ti benedico.
Padre Angelo