Sulle condizioni del nostro corpo al momento della risurrezione finale

Sulle condizioni del nostro corpo al momento della risurrezione finale

Quesito

Caro Padre Angelo,
innanzitutto grazie per le risposte.
Ma cosa significa che resusciteremo non materialmente?
Il nostro corpo non sarà lo stesso di adesso anche se trasfigurato? (Gesù stesso si fece toccare).
La saluto.
Luca


Risposta del sacerdote

Caro Luca,

1. la risposta alla tua domanda “cosa significa che resusciteremo non materialmente?” la troviamo nel capitolo 15 della prima lettera ai Corinzi.
Noi risorgeremo perché Cristo è risorto: “Ora Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti” (Cor 15,20).
E prenderemo un corpo simile al suo, non più dipendente dalle esigenze di questo mondo corruttibile, ma trasfigurato e glorificato, secondo le esigenze della vita gloriosa, celeste ed eterna.
Dice infatti san Paolo: “Qualcuno dirà: «Come risuscitano i morti? Con quale corpo verranno?». Stolto! Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore; e quello che semini non è il corpo che nascerà, ma un semplice chicco, di grano per esempio o di altro genere” (1 Cor 15,35-38).
E ancora: “Così anche la risurrezione dei morti: si semina corruttibile e risorge incorruttibile; si semina ignobile e risorge glorioso, si semina debole e risorge pieno di forza; si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale (1 Cor 15, 42-43).
“Quale è l’uomo fatto di terra, così sono quelli di terra; ma quale il celeste, così anche i celesti. E come abbiamo portato l’immagine dell’uomo di terra, così porteremo l’immagine dell’uomo celeste. Questo vi dico, o fratelli: la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio, né ciò che è corruttibile può ereditare l’incorruttibilità” (1 Cor 15,48-50).
“Ecco io vi annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati, in un istante, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati. E’ necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta di immortalità” (1 Cor 15,51-53).
Come vedi, caro Luca, San Paolo ispirato dallo Spirito Santo fa delle affermazioni, ma non dà descrizioni.
Ma la risposta dalla sacra Scrittura è chiara: il nostro corpo risorgerà, ma glorioso. Pertanto non sarà più soggetto a tutte le esigenze biologiche e ai limiti spazio-temporali.

2. Inoltre, il nostro corpo sarà lo stesso di adesso per quanto riguarda l’identità. Se infatti non fosse lo stesso, dice san Tommaso, non si potrebbe parlare di risurrezione (Supplemento, 79,1).
Gesù si è fatto toccare. Dici bene.
Dice ancora San Tommaso: “Secondo la sua natura un corpo glorioso è palpabile, ma per virtù soprannaturale gli è data la facoltà di rendesi impalpabile ai corpi non gloriosi.
Per cui san Gregorio afferma che “il Signore presentò ai discepoli come palpabile la carne che aveva introdotto a porte chiuse, per dimostrare che dopo la risurrezione il suo corpo era uguale nella natura, ma diverso nella gloria” (Supplemento, 83,6).

Ti saluto, ti accompagno con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo