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Quesito

Salve P. Angelo,
Mi chiamo Francesco e oggi La contatto per avere dei chiarimenti in merito a questo passo del vangelo: “In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà”.
Le chiedo quindi se questo modo di pregare era riservato solo agli Apostoli o chiunque può fare affidamento su questa preghiera.
La Ringrazio e Le prometto che reciterò un Padre Nostro per Lei.


Risposta del sacerdote

Caro Francesco,
1. le parole il Signore riportate in Mt 18,19 sono dette per tutti e valgono per sempre.
È una promessa molto bella e vale la pena farne l’esperienza.

2. Desidero sottolineare innanzitutto l’importanza delle prime parole: “In verità vi dico ancora”.
Questo modo di esprimersi “In verità vi dico” è tipico del linguaggio semitico e vuole sottolineare l’importanza di ciò che si sta per dire. Equivale ad un giuramento.
Pertanto, iniziando con queste parole, Gesù vuole richiamare l’efficacia della preghiera se viene fatta seguendo le sue indicazioni.

3. Commentando il contenuto della promessa San Tommaso scrive: “Si può obiettare tuttavia che chiediamo molte cose e non le otteniamo”.
Ed ecco la sua risposta: “Ciò accade innanzitutto per l’indegnità dei richiedenti; viene detto infatti “due di voi”, cioè di voi che vivete secondo il Vangelo. Per questo San Giacomo scrive: “Chiedete e non ottenete perché chiedete male” (Gc 4,3).
Pertanto la prima condizione è quella di vivere in grazia di Dio e di essere in tutto conformi al Vangelo.

4. San Tommaso aggiunge una seconda motivazione: “Non si ottiene perché non c’è il medesimo sentire, non avendo il vincolo della pace”.
Per ottenere tutto è necessario essere in pace con tutti, senza rancori espliciti o sopiti.
Per questo in un altro passo evangelico il Signore ha detto: “Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono” (Mt 5,23-24).

5. A questo punto San Tommaso fa una grande affermazione dicendo: “Infatti è impossibile che le preghiere di molti non vengono esaudite, se di molte preghiere se ne va come una sola.

6. San Tommaso adduce poi una terza motivazione per spiegare come mai alcune preghiere non vengono esaudite: “perché non giovano alla salvezza di chi prega. Infatti la richiesta deve essere una cosa utile, come quando Gesù ha risposto alla domanda di alcuni: “non sapete quello che chiedete” (Mt 20,22)”.

7. Successivamente il Signore sottolinea la motivazione dell’efficacia della preghiera fatta in grazia di Dio, con il cuore riconciliato con tutti e chiedendo cose utili per la salvezza: “Dove infatti vi sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” e cioè “nella congregazione dei santi e non di quelli che vivono solo di cose materiali”, commenta San Tommaso.
Infatti “nel consesso dei giusti e dell’assemblea grandi sono le opere del signore” (Sal 110,1).

8. Come si vede, se c’è vera tensione alla santità, il Signore concede tutto ciò che giova a perseguire questo obiettivo.

Con l’augurio che tu possa sempre vivere così e ottenere tutto,  mentre ti ringrazio per il Pater che mi hai assicurato, ti benedico e ti ricordo a mia volta nella preghiera.
Padre Angelo