Quesito

Salve padre,
sono sempre A. Mi perdoni se le scrivo, ma voglio colmare le mie lacune per essere degno del mio Signore. Come sempre se lo ritiene necessario può anche non pubblicarmi, io comunque la ricorderò nelle mie preghiere, spero che lei mi ricordi durante la Messa.
Nelle varie risposte che ha dato sulla venerazione delle immagini sacre non riesco a trovare come la Chiesa si pone sulle Immagini di Dio Padre, mi diceva il mio parroco che i protestanti facilmente ci attaccano su questo punto ma che la Chiesa non venera immagini di Dio Padre perchè, diversamente da Gesù, angeli e santi, noi non abbiamo mai avuto la possibilità di vedere Dio Padre se non sotto forma di fuoco nel roveto (Esodo 3,1-6) davanti a Mosè o di nube nella Trasfigurazione di Gesù (nei vangeli sinottici Matteo 17,1-8; Marco 9,2-8 e Luca 9,28-36).


Risposta del sacerdote

Carissimo,
il Catechismo Romano del Concilio di Trento, in un’epoca in cui i protestanti si erano manifestati nemici acerrimi delle immagini sacre, ricorda che “il precetto che proibisce ogni immagine della divinità aveva lo scopo di salvaguardare gli ebrei dal pericolo dell’idolatria.
Poiché essi vivevano continuamente a contatto di popoli idolatrici, era ben facile la tentazione e fin troppo agevole il pericolo di infiltrazione dei culti stranieri.
Di qui la forza con cui Isaia rinfaccia al popolo le colpe idolatriche: A chi potreste paragonare Dio e quale immagine mettergli a confronto? (Is 40,18).
Di qui anche il richiamo di Mosè al simbolo del fuoco: Non vedeste alcuna figura, quando il Signore vi parlò sull’Oreb dal fuoco (Dt 4,15); evidente allusione al terribile castigo con cui Dio sa punire chi si allontana dal vero culto del Signore” (CR 304).
Ma poi il Catechismo Romano dice:
“Con tutto ciò, ripetiamo, non è irreligioso o contrario alla legge di Dio raffigurare in modo sensibile le Persone della Santissima Trinità, manifestatesi agli uomini sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento. Non è infatti possibile che un cristiano sia così grossolano da ravvisare in quelle raffigurazioni la divinità stessa, essendo evidente che con esse si vogliono rappresentare in qualche modo alcune proprietà o azioni attribuite a Dio” (CR 305).

2. Sulla riproduzione del Padre il medesimo Catechismo dice:
“Così, in base al testo del profeta Daniele, si rappresenta talvolta Dio, l’Antico dei giorni,
seduto in trono con dinanzi un libro. Per questo lo si rappresenta come un vegliardo” (CR 305).
E così lo si rappresenta proprio nel medesimo modo in cui lo descrive il profeta Daniele nella Sacra Scrittura: “Io continuavo a guardare, quand’ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise.
La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente” (Dan 7,9).

3. Analogamente sulla rappresentazione dello Spirito Santo il Catechismo Romano scrive: “Sulla scorta del Vangelo (cfr. Mt 3,16; Mc 1,10; Lc 3,22; Gv 1,32) e degli Atti degli Apostoli (cfr. At 2,3) la colomba e le lingue di fuoco sono raffigurazioni abitualmente usate per significare lo Spirito Santo.

4. “Quanto a Gesù, alla santissima Vergine e ai santi, poiché hanno avuto natura umana come noi, è chiaro che non solo non è vietato raffigurarli in immagini, ma la loro rappresentazione costituisce anche un atto di devozione e di pietà. Ciò è stato costantemente insegnato dai Padri e dai concili e lo confermano i monumenti stessi dell’età
apostolica
Del resto l’uso di conservare nelle chiese le sacre immagini e di prestare loro un culto di devozione, indirizzato non all’immagine in se stessa ma alla persona rappresentata, è sempre stato costante nella Chiesa e i fedeli ne hanno tratto grande vantaggio per la loro pietà” (CR 305).

5. Il Concilio Vaticano II sulla stessa linea  dice: “Il sacrosanto Concilio (…) esorta tutti i figli della Chiesa perché (…) scrupolosamente
osservino quanto in passato è stato sancito circa il culto delle immagini di Cristo, della beata
Vergine e dei santi” (Lumen gentium, 67).

Ti ringrazio per le tue preghiere e da parte mia ti assicuro volentieri un ricordo nella celebrazione della S. Messa.
Ti benedico.
Padre Angelo