Quesito

Caro Padre Angelo,
sono uno studente universitario e da un po’ sto cercando di riavvicinarmi alla religione. Oggi in chiesa abbiamo ascoltato le parole di Marco, le scrivo per chiederle chiarimento su un punto e approfitto per aggiungere un’altra domanda.

1) Nel brano di oggi Gesù parla dei segni della fine del mondo e dice “In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga”, come se quei segni dovessero manifestarsi a quei tempi (il primo secolo). Mi pare di aver letto che già la chiesa delle origini aveva respinto questa interpretazione “imminente”, ma vorrei se possibile qualche chiarimento in più.

2) Gesù dice: “nessuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre”.
Dio concede la fede a tutti coloro che la chiedono sinceramente?

La ringrazio


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. Quando Gesù proferisce queste parole sta parlando della rovina di Gerusalemme.
Nello stesso tempo sovrappone il discorso sulla fine del mondo.
Allora quest’espressione ha due significati.
Il primo: non passerà questa generazione, nel senso che molti di quelli che in questo momento sono vivi e mi ascoltano saranno testimoni di quello che accadrà circa distruzione di Gerusalemme. Questa avvenne tra il 69 e il 70 della attuale era.
Il secondo: Gesù si riferisce al popolo d’Israele e predice che questo popolo, benché disperso, senza tempio e senza altare, sussisterà fino alla fine del mondo.
Questo viene pure ricordato da San Paolo in Rom 11,25-26: “Non voglio infatti che ignoriate, fratelli, questo mistero, perché non siate presuntuosi: l’indurimento di una parte di Israele è in atto fino a che saranno entrate tutte le genti. Allora tutto Israele sarà salvato”.
Da sempre la Chiesa ha ritenuto che uno dei segni che indicatori della fine del mondo sarà costituito dalla conversione degli ebrei.

2. Circa la seconda domanda.
Gesù ha detto: “Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato” (Gv 8,44).
E San Paolo: “Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità” (1 Tm 2,4).
Partendo da queste affermazioni la teologia cattolica conclude che Dio vuole dare a tutti la fede perché vuole che tutti si salvino.

3. La fede è la risposta che l’uomo dà a Dio che si rivela non semplicemente nell’ordine naturale, ma in quello soprannaturale.
Credere alla divinità di Cristo appartiene all’ordine soprannaturale.
L’uomo con le proprie forze non può giungere a questo. Può rimanere stupito dai segni e dalla potenza delle sue parole di Cristo.
Ma può dire che è Dio solo se Dio stesso glielo fa capire attraverso una illuminazione e un moto interiore.

4. Ti presento il bel commento che San Tommaso fa a Gv 6,44:
“Realmente nessuno può venire, se non è attirato dal Padre.
Infatti come un corpo grave non può essere portato in alto se non vi è trasportato da altri, così il cuore dell’uomo, che di suo tende alle cose di questo mondo, non può sollevarsi in alto senza esservi attratto.
Ma se non si solleva, non si deve a una deficienza da parte di chi l’attrae, il quale non si rifiuta a nessuno, per quanto sta in lui; bensì a qualche impedimento da parte di chi non si lascia attrarre”.
E ancora: “Dio però, per quanto sta in lui, porge la mano a tutti per attirarli; anzi, e questo è ancora più mirabile, non solo prende la mano di chi accoglie l’invito, ma converte a sé anche quelli che gli hanno voltato le spalle, come accenna quel passo delle Lamentazioni (5,21): «Convertici a te, Signore, e ritorneremo»; nonché la frase del Salmista (84,7): «Tu nel convertirci tornerai a darci vita».
Per il fatto, dunque, che Dio è pronto a dare a tutti la sua grazia e ad attirarci a sé, non deve essere imputato a lui, se uno non la riceve, bensí a colui che la rifiuta”.

5. Quando san Tommaso accenna all’impedimento da “da parte di chi non si lascia attrarre” non si deve concludere che se uno non crede è senz’atro per colpa sua.
Ma che vi è un impedimento, forse causato da altri, che gli impedisce di aderire.

6. Tu mi domandi: “Dio concede la fede a tutti coloro che la chiedono sinceramente?”
Potrei dirti che nessuno la domanderebbe se Dio non avesse già iniziato l’opera della conversione.
San Paolo ricorda che è Lui che “suscita in noi il volere e l’operare” (Fil 2,13).

7. Sono contento che Dio stia attuando in te l’attrazione verso Gesù Cristo.
Perché il Signore porti a compimento ciò che ha iniziato in te, ben volentieri ti assicuro la mia preghiera.

Ti saluto cordialmente e ti benedico.
Padre Angelo