Sono un uomo sposato, mi trovo nella situazione di essere stato tradito, ma anch’io l’avevo tradita e per questo l’ho perdonata; vorrei anche dimenticare, ma non ci riesco e questo è sorgente di dubbi

////Sono un uomo sposato, mi trovo nella situazione di essere stato tradito, ma anch’io l’avevo tradita e per questo l’ho perdonata; vorrei anche dimenticare, ma non ci riesco e questo è sorgente di dubbi

Sono un uomo sposato, mi trovo nella situazione di essere stato tradito, ma anch’io l’avevo tradita e per questo l’ho perdonata; vorrei anche dimenticare, ma non ci riesco e questo è sorgente di dubbi

Caro Padre Angelo,

credo in Dio da sempre… ho sempre visto Dio, forse per comodo, come l’essere misericordioso per antonomasia e forte di questo, con la certezza di essere perdonato ho sempre fatto il bello e il cattivo tempo a mio piacimento…

Non sono mai stato una persona fedele… ho sempre dato troppa importanza al sesso e poca ai sentimenti! Ora sono un uomo sposato e mi trovo nella situazione di essere stato tradito! E non solo una volta… non mi sento di condannare mia moglie… io ero come lei! Sono ancora con lei e non ho la minima intenzione di lasciarla. Quando ho detto sì, sapevo che sarebbe stato per sempre…

La cosa più assurda padre è che quello che é successo mi ha reso un uomo migliore e ancora mi sta facendo crescere! Le assicuro che mai e poi mai avrei pensato di essere capace di tanta calma, pazienza e comprensione… mai! Mi si é aperto un mondo nuovo! Sa i primi giorni dopo la scoperta passavo ore a fissare il crocifisso… inebetito… io guardavo Lui e Lui guardava me. Poi ho iniziato a parlargli… ore e ore… ha chiedere <perché sta succedendo questo… perché proprio a me?>!

Poi ho cercato in tutti i modi di stare meglio… ho fatto di tutto per sentirmi amato… ovviamente quel tutto non era niente di buono… continuando, anche in quei momenti a parlare con Gesù! Ogni tanto mi rendevo conto di parlare da “solo” in mezzo a sconosciuti che mi fissavano, e la cosa mi faceva sorridere!

Poi un giorno… sono caduto talmente in basso che non credevo ci sarebbe mai stata la possibilità di rialzarmi!… ho continuato anche quel giorno a parlare con Gesù… e improvvisamente… mi sono sentito compreso, amato e consolato… non so come spiegarlo… diciamo che ho sentito come una carezza al cuore! E lì è cominciato il mio sconvolgimento interiore!

Non ero un buon cristiano… e non lo sono neppure ora… ma ora mi sento in cammino… leggo la Bibbia, il Vangelo, mi interesso alla dottrina, recito il rosario e continuo a parlare con Gesù!

Ho solo un grosso dubbio è una grossa difficoltà! Non riesco a dimenticare quello che é successo… non sono arrabbiato con lei assolutamente! L’amo più di prima! Ma non riesco a dimenticare… spesso ho dubbi sulla sua sincerità e ci sto male, mi viene il dubbio di non averla realmente perdonata! Si può perdonare pur non dimenticando?

La ringrazio per l’attenzione e il tempo che mi ha dedicato!

Sia lodato Gesù Cristo.

Carissimo,

leggendo la narrazione di quanto hai vissuto istintivamente ho associato diverse volte la tua vicenda a quella del buon ladrone.

Non te ne risentirai se ti metto in compagnia del buon ladrone perché quel tale, al quale la tradizione ha dato il nome di Disma, anzi di San Disma, rappresenta un po’ tutti noi.

2. Mi è venuto in mente il buon ladrone quando vedendoti tradito sei rientrato in te stesso e hai detto: anch’io l’ho tradita tante volte.<
Di fronte alle bestemmie dell’altro, il buon ladrone reagiva dicendo: “Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male” (Lc 23,41).

Poi anche il buon ladrone teneva lo sguardo fisso su Gesù.
Era da quello sguardo, soprattutto dalla contemplazione del volto di Cristo e del suo corpo tutto lacerato (tutto sommato il corpo del buon ladrone non era lacerato perché non aveva subito la flagellazione e la coronazione di spine) che traeva la forza per dire “noi giustamente, ma lui che male ha fatto?”

Ti sei trovato per grazia di Dio a “passare ore a fissare il crocifisso.

È così che si deve fare quando anche per noi sopraggiunge il calvario e il venerdì santo.

Solo da lui può venire la forza di reagire, pur nell’estrema amarezza, senza spirito di vendetta.

Hai “continuato a parlare con Gesù”, a porre a lui le domande, a lui solo.

Nel momento della sofferenza e del tradimento ti sei sentito solo, forse come non mai.

Ma subito hai scoperto la presenza di Gesù, anzi la sua compagnia.

E questo non è venuto da te, ma da un’azione nascosta e misericordiosa del Padre perché Gesù ha detto: “Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato” (Gv 6,44).

Nel momento dell’estrema solitudine, il Padre ti ha amato e ti ha attirato a Gesù.

Anche il buon ladrone sulla croce ha sentito l’estrema solitudine. Lì non  c’era nessuno che lo consolasse.

Solo Dio continuava a volergli bene e lo attirava a Cristo.

Poi un giorno… sono caduto talmente in basso che non credevo ci sarebbe mai stata la possibilità di rialzarmi!… ho continuato anche quel giorno a parlare con Gesù… e improvvisamente… mi sono sentito compreso, amato e consolato… non so come spiegarlo… diciamo che ho sentito come una carezza al cuore! E lì è cominciato il mio sconvolgimento interiore!”.

Anche il buon ladrone ha fatto questa tua esperienza. L’ha fatta sulla croce, perché inizialmente anche lui si era messo a bestemmiare Gesù, come riferisce San Matteo.

Ma ad un certo punto, dopo aver proferito forse la peggiore delle bestemmie, continuando a guardare quel volto, ha sentito anche lui una carezza al cuore.

Una carezza così, direttamente al cuore, nessuno gliel’aveva mai data e non ne aveva mai fatto l’esperienza.

Ma dopo quella carezza si è sentito così interiormente cambiato e trasformato  da rivolgersi direttamente a Gesù e dirgli:  “Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno” (Lc 23, 42).

Non  gli ha chiesto di andare in paradiso. Sentiva di non esserne degno.

Gli ha chiesto un ricordo.

E gliel’ha chiesto forse in virtù della testimonianza che dalla croce gli aveva dato un’istante prima, redarguendo il suo compagno: “Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male” (Lc 23,40-41).

Adesso ti senti in cammino… leggi la Bibbia, il Vangelo, ti interessi alla dottrina, reciti il rosario e continui a parlare con Gesù!
E tutto questo ha un effetto straordinario nella tua vita: non sei arrabbiato con lei assolutamente! Anzi, l’ami più di prima!

E questo perché tenendo lo sguardo fisso su Gesù crocifisso hai imparato a guardare a tua moglie con gli occhi di Dio, anzi, con gli occhi del Crocifisso.

Questa è stata la tua salvezza.

Vorresti però dimenticare, vorresti che non ti venissero dubbi sulla sua sincerità, di non averla realmente perdonata!

E mi chiedi: “si può perdonare pur non dimenticando?”.

Sì, si può, perché il non dimenticare non dipende da noi.

Dio ci ha dato la memoria.

Talvolta preferiremmo che certi eventi fossero cancellati del tutto.

Ma Dio non lo permette sia per tenerci in umiltà, sia per moltiplicare all’infinito il merito del nostro perdono, sia anche per renderci sensibili ai sentimenti degli altri. Perché i dubbi che ti vengono potrebbero venire anche a tua moglie nei tuoi confronti.

Ma lei non li esterna e non li fa pesare, come del resto fai anche tu.

In ogni caso da questi dubbi sei stimolato a pregare ancora di più per  tua moglie per la sua fedeltà, per la sua perseveranza, per la sua santificazione.

E così anche questi dubbi vengono piegati da Dio a servire per entrambi ad un bene più grande.

Volentieri prego per te e per tua moglie.

Vi benedico.

Padre Angelo