Quesito

Gentilissimo Padre Angelo,
sono una ragazza di ventuno anni, cristiana cattolica, e mi sento in pace con me stessa e con la mia Fede.
Tuttavia, leggendo le storie raccontate nelle domande le sue risposte, rimetto ogni volta in discussione la mia situazione.
Sto con un ragazzo meraviglioso da due anni, insieme abbiamo scoperto la gioia di un rapporto intimo più profondo. Non siamo sposati, non abbiamo intenzione di farlo, e ora come ora non intendo nemmeno avere bambini. Usiamo il profilattico da quando ho smesso di prendere la pillola, e ci sentiamo sempre sicuri e protetti da gravidanze indesiderate.
Sono sempre andata alla messa domenicale, spesso vado anche a pregare al pomeriggio perchè mi piace una Chiesa silenziosa in cui riesco a parlare meglio con Dio.
Amo la vita e amo Dio, che ogni giorno mi regala momenti splendidi con la mia famiglia e i miei amici.
Penso che vivere secondo i dettami e il volere dell’Altissimo significhi qualcosa di più che seguire regole comportamentali.
Penso che i ragazzi che le scrivono non apprezzino appieno la Vita come coloro che vivono tutte le gioie che essa può dare, sessualità inclusa.
Penso che Dio ci chieda Amore, Amore e ancora Amore. A Dio non interessa se hai avuto un rapporto prima del matrimonio, nè se l’hai avuto con persone del tuo stesso sesso. Io credo che chi vive secondo queste "leggi e regole morali" e si sente un bravo cristiano, stia sbagliando tutto! 
Dio vuole altro da noi, Dio ci vuole sereni e in pace con gli altri. Già ce ne son tanti di problemi nel mondo, perchè sprecare energie e demonizzare queste gioie?
Padre, io amo Dio e voglio continuare a farlo, ma come posso se il mio comportamento viene giudicato sconveniente?
Mi aiuti Padre.
Giulia


Risposta del sacerdote

Cara Giulia,
1. hai deciso di avere rapporti sessuali col tuo ragazzo.
Di più, e ti ringrazio della sincerità, tra voi due non si parla di matrimonio.
La prima cosa che ti dico è questa: bisognerebbe vedere quale sia secondo Dio il significato dei rapporti sessuali.
Se Dio avesse costituito sessuate le persone solo perché si esprimessero a vicenda il loro affetto avrebbe dovuto scindere nettamente il sesso dalla capacità procreativa.
E invece quante precauzioni per non procreare!
Anche tu prima hai usato la pillola e adesso fate uso del profilattico. Evidentemente perché sapete che quelle potenze sono potenze procreative.

2. Non ti pare che questi interventi artificiali siano contrari al significato intrinseco della nostra sessualità?
Tra l’altro, credi che la nostra sessualità sia stata strutturata da Dio così come l’abbiamo ricevuta per i rapporti omosessuali?
San Paolo parla dei rapporti omosessuali come di rapporti contro natura: “Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, tanto da disonorare fra loro i propri corpi…
Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; infatti, le loro femmine hanno cambiato i rapporti naturali in quelli contro natura. Similmente anche i maschi, lasciando il rapporto naturale con la femmina, si sono accesi di desiderio gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi maschi con maschi, ricevendo così in se stessi la retribuzione dovuta al loro traviamento. E poiché non ritennero di dover conoscere Dio adeguatamente, Dio li ha abbandonati alla loro intelligenza depravata ed essi hanno commesso azioni indegne” (Rm 1,24-28).

3. Scrivi: “Penso che vivere secondo i dettami e il volere dell’Altissimo significhi qualcosa di più che seguire regole comportamentali”.
Tu sei libera di pensare così. Come del resto sei anche libera di essere cristiana.
Ma Gesù non ha detto quello che dici tu. Ha detto il contrario: “Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui»” (G 14,21).
E ancora: “Da questo sappiamo di averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità” (1 Gv 2,3-4).

4. D’altra parte anche nell’amore umano è così: se uno fa tranquillamente quello che dispiace alla persone che ama, non si può parlare di amore.
Se lo amasse, amerebbe anche la sua volontà e non lo contristerebbe in alcun modo.

5. Scrivi ancora: “Penso che i ragazzi che le scrivono non apprezzino appieno la Vita come coloro che vivono tutte le gioie che essa può dare, sessualità inclusa”.
Proprio qualche giorno fa ho risposto ad una ragazza che mi ha scritto: “Nel 2009 dopo un viaggio a Medjugorie ho riscoperto il valore della fede e da quel momento io e il mio ragazzo abbiamo cercato di vivere in castità: è stata dura, sopratutto perchè prima di quel viaggio avevamo regolarmente dei rapporti.
Sicuramente non rimpiango questa scelta perchè ci accorgiamo anzi che il nostro rapporto è diventato più sincero, più vero!”.
Allora: come puoi dire che quelli che mi scrivono non gustano la vita?
Come vedi, dicono il contrario!

6. Dici infine: “Penso che Dio ci chieda Amore, Amore e ancora Amore. A Dio non interessa se hai avuto un rapporto prima del matrimonio, nè se l’hai avuto con persone del tuo stesso sesso. Io credo che chi vive secondo queste "leggi e regole morali" e si sente un bravo cristiano, stia sbagliando tutto! 
Dio vuole altro da noi, Dio ci vuole sereni e in pace con gli altri”.
Il Signore chiede Amore, con la A maiuscola, come hai scritto tu.
Ma questo Amore, che nel Nuovo Testamento viene chiamato Carità, indica il modo proprio di amare di Dio. E Dio ama donando il bene più grande che è Lui stesso, la sua presenza personale dentro di noi, legata all’osservanza dei suoi comandamenti.
Come vedi, Dio chiede l’amore che porta alla santificazione della vita, non a fare quello che si vuole.

7. Per te i ragazzi che cercano di seguire le vie di Dio (i suoi comandamenti) stanno sbagliando tutto!
Questa è davvero grossa.
Sono invece ragazzi che si fidano di Dio e della sua legge. Sono ragazzi che hanno capito che la santificazione della vita passa anche attraverso quell’intimo nucleo della persona che è la sessualità, quella sessualità che ci è stata data da Dio e in vista di Dio.

8. Circa i rapporti omosessuali, da te giustificati perché Dio non chiederebbe altro che amore, senti ancora che cosa dice la Sacra Scrittura: “Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adùlteri, né depravati, né sodomiti, … erediteranno il regno di Dio.
E tali eravate alcuni di voi! Ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio” (1 Cor 6,9-11)..
Come vedi, i cristiani devono essere “lavati”, “santificati”, “giustificati” (e cioè redenti dal peccato).
Lasciamo da parte adesso il discorso degli omosessuali, ma tu, col tuo comportamento, ti pare di essere lavata, santificata, redenta dal peccato? Potresti dire: questa è la strada della santificazione?

9. Alla fine concludi: “Padre, io amo Dio e voglio continuare a farlo, ma come posso se il mio comportamento viene giudicato sconveniente?”.
Il giudizio degli altri non ci può impedire di amare Dio. I martiri lo hanno amato sino alla fine pur avendo davanti a sé gente che odiavano il loro comportamento
Il problema invece è un altro: se si possa dire di amare Dio quando tranquillamente si fa quello che a Lui dispiace, quando si fa quello che Lui ha detto di non fare e quando si dice che quelli che osservano i suoi comandamenti stanno sbagliando tutto.

10. Ho cercato di aiutarti portando molti ragionamenti.
Rimane però ancora una cosa. Gesù ha detto: “chi opera la verità viene alla luce” (Gv 3,21).
Allora desidero dirti: fidati del Signore e dei suoi comandamenti.
Comportati secondo la verità insegnata da Dio.
Allora capirai e gusterai tutto.

Ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo