Quesito

salve padre Angelo
sono di nuovo io, Aldo da … che le riscrive per un ulteriore chiarimento ove giustamente le è possibile formulare nella giusta dimensione e nell’ambito delle sue competenze teologiche.
Iniziamo cercando di potere interpretare il primo argomento tutt’altro che facile: a me hanno insegnato sin da bambino da quando frequentavo il catechismo domenicale che Dio ci ha lasciato liberi per cui noi abbiamo la facoltà di scegliere il bene o il male, e l’evolversi del nostro futuro dipende esclusivamente da noi con le scelte che operiamo, conseguentemente risultati negativi o positivi sono stati dipesi dal nostro comportamento nei confronti del peccato. In altre parole siamo noi che ci costruiamo il destino con le nostre opere. E’ la verità? lei che ne pensa in proposito?
Mentre buona parte della popolazione crede nell’altra faccia della medaglia ed è convinta che esiste una forza impersonale che ti obbliga a percorrere una determinata strada o del bene o del male indipendentemente dalla nostra volontà detto "destino."
Che cos’è la volontà di Dio, che rapporto c’è tra libero arbitrio e quando ti si dice"Dio ti ha messo in prova". Padre Angelo quanto le ho citato: volontà di Dio, mettere alla prova e libero arbitrio non crede che ci sia incoerenza? Mi faccia capire! Grazie.
Il secondo quesito ancora più complesso del precedente riguarda appunto alla domanda che si fanno tutti o quasi. Essa è chi è Dio? Chi ha creato Dio? Da cosa si dimostra la sua esistenza? Non ho altro da commentare ringraziandola anticipatamente delle sue risposte e nel contempo le auguro un sereno anno nuovo pieno di salute come lo auguro a me stesso.
Aldo


Risposta del sacerdote

Caro Aldo,
1. sì, siamo noi che ci costruiamo il nostro futuro seguendo le indicazioni che Dio ci dà attraverso il dettame della coscienza e della divina Rivelazione. E non senza l’aiuto della sua grazia, perché da soli non avremmo la capacità di passare da un istante all’altro.
L’obiettivo che tutti perseguiamo seguendo la nostra coscienza è la felicità.
Questa felicità si trova solo nell’unione con Dio, sorgente perenne di ogni bene.

2. La strada per perseguire questo obiettivo è la luce e la forza che ci vengono da Dio.
La nostra libertà non consiste nel fare il bene o il male a piacimento. Perché Dio ci ha dato la libertà per fare creativamente e con merito il bene. Il male è un abuso della libertà.
In questo senso non siamo liberi di rubare, di uccidere, di fare il male.

3. Qual è dunque l’ambito della libertà se tanto il fine quanto la via per perseguirlo (la legge di Dio)  ti è stata assegnata da Dio?
È l’ambito della vita presente nella quale Dio ti presenta molti beni perché tu persegua la tua felicità.
Quest’ambito potrebbe essere quello del matrimonio piuttosto che la vita celibataria o consacrata, di sposare questa o quella ragazza con il bagaglio proprio di doti e di virtù, di scegliere un indirizzo di studio piuttosto che un altro e una professione piuttosto che un’altra, di mettere al mondo dei figli secondo la tua discrezione, di mangiare questo o quello, di andare di qua o di là, di sceglierti gli amici, le letture e i divertimenti che vuoi.

4. Come vedi, si tratta di un ambito quanto mai grande, ma che è segnato da un obiettivo che tutti siamo chiamati a perseguire: quello della felicità o santità.
Pertanto non esiste un destino cieco che ci guidi e dinanzi al quale siamo deresponsabilizzati.
Siamo noi a guidarci con la luce e all’insegna dell’obiettivo che Dio ci ha dato.

5. L’espressione “Dio ci ha messo alla prova” è equivoca.
Dà l’impressione di un Dio carabiniere o giustiziere.
In realtà Dio ci ha dato la libertà non per metterci alla prova, ma perché noi fossimo gli artefici del nostro futuro, della nostra santità e della nostra felicità.
Sottolineo il significato di questo aggettivo personale “nostro”.
Una realtà è veramente nostra quando da noi è fatta nostra, e cioè accolta e posseduta.
Una laurea tirata dietro ad una persona che non ha studiato e che non possiede il sapere è solo un pezzo di carta.
Una laurea invece, o per meglio dire il sapere, è proprietà di una persona quando questa l’ha studiato, l’ha capito, l’ha memorizzato, l’ha fatto proprio e ora lo possiede al punto che lo usa a menadito, come vuole e quando vuole.
Così Dio vuole che ognuno di noi possa fare di Lui la stessa cosa.
Allora la sua felicità diventerà la nostra felicità, la sua conoscenza la nostra conoscenza, il suo amore e il suo dominio il nostro amore e il nostro dominio per sempre.

6. Per la seconda domanda ti rimando ad una risposta pubblicata il 21.01.2015 nel nostro sito: Non so se nella storia della Chiesa qualcuno abbia mai tentato di darne una spiegazione o una risposta: Chi ha creato Dio?? Amici Domenicani – Non so se nella storia della Chiesa qualcuno
www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=4058
Gli auguri per il nuovo anno che mi hai mandato sono quelli per il 2016.
Te li contraccambio anticipatamente per l’anno in cui riceverai questa mail, accompagnandoli con la mia preghiera e la mia benedizione.
Padre Angelo