Sento spesso parlare, in ambito ecclesiastico, di celebrazioni valide ma illecite, ma non comprendo la differenza dei due termini

////Sento spesso parlare, in ambito ecclesiastico, di celebrazioni valide ma illecite, ma non comprendo la differenza dei due termini

Sento spesso parlare, in ambito ecclesiastico, di celebrazioni valide ma illecite, ma non comprendo la differenza dei due termini

Quesito

Salve, reverendissimo Padre Angelo.
Seguo con forte interesse le sue svariate argomentazioni sul sito da alcuni anni, ossia da quando l’ho scoperto, e la ringrazio di vero cuore per il servizio gratuito ed utilissimo che fa mediante esso.
Ho da porle un quesito che da un po’ non riesco a decifrare: sento spesso parlare, in ambito ecclesiastico, di alcune cose che potrebbero presentare le caratteristiche di "valide ma illecite", come per esempio riferite per un matrimonio o per la celebrazione di una messa. Le chiedo pertanto se potrebbe riuscire a spiegarmi cosa si intende esattamente per "valido ma illecito"; a primo impatto, queste due parole sembrano avere un significato così opposto che sarebbe difficile immaginarle contemporanee ad una cosa, ma sono sicuro che abbia un proprio specifico senso se Madre Chiesa permette tale dicitura, solo che io non lo conosco.
Potrebbe aiutarmi a capirne il significato?
In attesa di una sua cordiale risposta, le chiedo preghiere, che ricambio, per me e per la mia famiglia.
Gian Paolo


Risposta del sacerdote

Caro Gian Paolo,
1. quando si parla di validità (ad validitatem) dei sacramenti s’intende dire che sono stati celebrati con tutti i costitutivi necessari ed essenziali al sacramento.
Se ne mancasse anche uno solo non si sarebbe celebrato il sacramento.
Ad esempio, per il Battesimo è essenziale come materia l’acqua.
Ugualmente sono necessarie le parole: “Io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”.
I sacramenti infatti sono essenzialmente dei segni. Mancando il segno, non si celebra il sacramento.

2. Per liceità (ad liceitatem) s’intendono altre qualità che sono necessarie per la l’integrità o completezza del sacramento oppure per la sua fruttuosità.
Queste ulteriori circostanze o disposizioni non sono costitutive dell’essenza o della sostanza del sacramento.
Ad esempio per il Battesimo come materia si richiede non solo l’acqua, ma anche che l’acqua sia benedetta. E infatti viene usata l’acqua benedetta nella veglia pasquale o altra acqua benedetta sul momento dal ministro, come viene prescritto nel Rituale del Battesimo.

3. Ora la benedizione non appartiene all’essenza dell’acqua, ma ad una disposizione stabilita dalla Chiesa.
Pertanto in caso di necessità si battezza con qualunque acqua, anche se non è benedetta, perché la benedizione dell’acqua non è ad validitatem per il Battesimo, ma solo ad liceitatem.

4. Quello che finora ho detto per la materia del sacramento, vale anche per la forma e cioè per le parole del sacramento.
Così pure come vale anche per il ministro che celebra il sacramento e per chi riceve il sacramento (il soggetto).

5. Per fare degli esempi inerenti alla celebrazione della Messa, per la materia si richiede che ci sia il pane. Questo è ad validitatem.
La Chiesa latina stabilisce però che il pane sia azzimo e cioè non lievitato, perché Cristo ha usato il pane azzimo.
Qualora si celebrasse con pane lievitato l’Eucaristia sarebbe valida, ma sarebbe celebrata con una materia illecita, perché proibita dalla Chiesa.

6. Per quanto attiene al ministro della Messa ad validitatem si richiede che sia un sacerdote.
Ad liceitatem si richiede che sia anche in grazia di Dio.
Sicché qualora un sacerdote celebrasse in peccato mortale consacrerebbe validamente, ma mancando soggettivamente di una disposizione interiore essenziale per la fruttuosità del Sacramento consacrerebbe in maniera illecita.
Questa volta l’illiceità è grave perché espone il sacramento alla sua infruttuosità e così il sacerdote compirebbe un sacrilegio.

7. Ugualmente ministri del matrimonio sono l’uomo e la donna, che sono in stato libero (e cioè non vincolati da altro matrimonio).
Ma per la fruttuosità del Sacramento si richiede che essi, che ne sono i ministri, lo stato di grazia.
Sicché se si sposano in peccato mortale si sposano validamente perché di essenza del matrimonio è la volontà di sposarsi (il consenso).
Tuttavia si sposano illecitamente perché impediscono al Sacramento di comunicare loro la grazia che aiuta a vivere nel consenso coniugale secondo Cristo.
In questo caso, come il prete che celebra in peccato mortale, compiono anch’essi un sacrilegio, esponendo il sacramento all’infruttuosità.

8. Si potrebbero portare molte altre esemplificazioni, ma queste sono sufficienti a dare l’idea di che cosa s’intenda per celebrazione valida e lecita e celebrazione valida ma illecita.

Volentieri ricordo te e tutta la tua famiglia nella preghiera perché il Signore compia i vostri desideri.
Vi auguro ogni bene e vi benedico.
Padre Angelo