Quesito

Caro Padre,
anch’io ho pensato di scriverle due righe inerenti alla SS. Trinità.
Nel vecchio testamento è raro leggere su la SS. Trinità, però una volta mi sembra molto chiaro: Gen 1,26 "Facciamo l’uomo a Nostra immagine, secondo la Nostra somiglianza".
Nei Vangeli spesso sentiamo parlare Gesù della SS. Trinità confermando: Dio Uno e Trino.
La ringrazio e mi ricordi nelle Sue Preghiere.
Giuseppe

 


 

Risposta del sacerdote

Caro Giuseppe,
dal momento che il Nuovo Testamento è esplicito sull’unico Dio che sussiste in tre Persone ti rispondo solo alla luce dell’affermazione dell’Antico Testamento che mi hai riportato.

1. Intanto riporto il versetto in questione: “Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».
E Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò” (Gn 1,26-27).
È stato giustamente osservato che l’autore sacro quando parla di Dio usa la terza persona singolare, come si evince chiaramente dal versetto 27: “E Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò”.
Ma quando Dio parla di se stesso usa la prima persona plurale: “Dio disse: Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza”.

2. Quel Facciamo allude alla SS. Trinità?
I Santi Padri (gli antichi autori cristiani) dicono di sì.
Lo dicono alla luce del Nuovo Testamento che ha svelato le Tre Persone divine.
Ma il verbo Facciamo non lo dice esplicitamente.
Tant’è che gli Ebrei non vi hanno mai letto un riferimento alla SS. Trinità.

3. Una cosa però è vera:  se non indica la Trinità, fa riferimento tuttavia ad una pluralità.

4. È vero che molti dicono che si tratterebbe di un plurale maiestatico.
E tuttavia alla luce del v. 22 del capitolo terzo dove Dio dice: “Ecco, l’uomo è diventato come uno di noi quanto alla conoscenza del bene e del male” (Gn 3,22) è fuori di dubbio che si parla di pluralità di persone.

5. Alcuni santi Padri vedono in queste parole un dialogo tra le tre Persone divine, Padre e Figlio e Spirito Santo.

6. Gli ebrei dicono che si tratterebbe di un dialogo tra Dio e gli angeli, che vengono chiamati in causa al momento della creazione dell’uomo oppure di un plurale di maestà.

7. La Bibbia di Gerusalemme annota: “Facciamo non sembra essere un plurale di maestà e non si spiega anzitutto con il semplice fatto che il menome Elohim è di forma plurale, perché queste nome è usato quasi sempre come nome proprio del vero Dio e normalmente è accompagnato da un verbo al singolare.
Sembra che il fenomeno alla base del nostro testo, anche se raro in ebraico, sia quello del «plurale deliberativo»: quando Dio, come in Gn 11,7, e qualsiasi altra persona parla con se stessa, la grammatica ebraica sembra consigliare l’uso del plurale.
Il greco (seguite dalla volgata) del Sal 8,6, ripreso in Eb 2,7, ha inteso questo testo come una deliberazione di Dio con la sua corte celeste (cf. Is 6), con gli angeli.
E questo plurale era una porta aperta all’interpretazione dei Padri della Chiesa, che hanno visto insinuato già in questo passo il mistero della Trinità” (nota a Gn 1,26).

8. Alla luce di quanto ti ho scritto possiamo dire che il testo non si riferisce esplicitamente alla Trinità.
Ma dopo la rivelazione fatta nel Nuovo Testamento non è sbagliato vedervi un’allusione, come hanno fatto i Santi Padri.

Ti ringrazio, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo