Quesito

Caro Padre Angelo,
ho iniziato a leggere questo sito già da qualche tempo, e vorrei profittarne per avere una delucidazione riguardo ad alcuni quesiti relativi alla "morale sessuale" dei giovani.
Sono una studentessa di 23 anni, e frequentando sia il mondo dell’università che quello del lavoro, le mie idee impartite dal Catechismo e dalla scuola sono cambiate tantissimo e soprattutto mi lasciano in un profondo stato di dubbio.
Vorrei porre un quesito in particolare, a riguardo l’attività sessuale dei giovani. La Chiesa in ambito dei rapporti sessuali prematrimoniali è molto chiara, li considera Peccato Mortale ed educa i giovani alla castità e alla purezza dell’atto sessuale senza contraccettivi dopo il matrimonio. Ma cosa pensa la Chiesa nei confronti di quelle coppie che si sposano per riparare ad una gravidanza inaspettata? Vivendo nel sud mi è capitato di vedere giovani amiche che, essendo rimaste incinte dal loro fidanzato, sono ricorse, quasi forzatamente, al matrimonio. Secondo il mio modesto parere è stata la scelta più giusta onde evitare la tragedia dell’aborto. Ma una coppia che si sposa per il motivo di una gravidanza, può essere equiparata ad una coppia che, seppur sposata, ha intrattenuto rapporti protetti prima del matrimonio? Quale dei due casi può essere considerato più "grave" dalla Chiesa? Se la coppia che ha intrattenuto rapporti protetti, si sposa per amore e per sancire indissolubilmente la loro relazione, può essere considerata peccatrice, nonostante abbiano confessato tutto? E nei confronti di una coppia che contrae matrimonio per il solo fatto di "legalizzare" una gravidanza agli occhi della famiglia, prima, e agli occhi di Dio, dopo, anche se fra loro non c’è vero amore (in quanto l’atto è stato frutto di una semplice passione carnale) come si comporta la Chiesa nei loro confronti?
La ringrazio della risposta, che sarà esaustiva e spero di cancellare ogni dubbio dalla mia mente.
Cordiali saluti


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. ricorrere quasi forzatamente al matrimonio non è una bella cosa.
Può essere un motivo per rendere invalido il matrimonio.
Il consenso che si presta nel giorno delle nozze deve essere libero, non forzato.

2. L’aborto è sempre una tragedia: anzitutto per il bambino che viene ucciso.
E poi anche per la madre che ne rimane segnata per tutta la vita.

3. Nel caso di una gravidanza prematrimoniale non vi è solo l’alternativa: o ci si sposa o si ricorre all’aborto.
Vi è anche una terza strada: quella di tenersi il bambino.
E piuttosto di imboccare strade sbagliate, al momento può essere una via percorribile.

4. Tuttavia bisogna riconoscere che tante persone che si trovano in attesa di un bambino prima delle nozze, più che compiere un matrimonio quasi forzato, anticipano un  matrimonio già concordato.
E bisogna anche riconoscere che in certi casi di nozze quasi forzate, per la buona volontà dell’una o dell’altra parte o di entrambe, il matrimonio va avanti bene, almeno in maniera decente.
Questo ci porta a concludere che nella vita tante cose si aggiustano anche con l’aiuto della grazia di Dio che non viene mai negata a chi è di buona volontà.

5. Circa la domanda specifica: se sia più grave giungere al matrimonio quasi forzatamente per una gravidanza in corso o con rapporti protetti mi pare di poter dire che si tratta di casi in parte simili e in parte dissimili perché chi giunge al matrimonio quasi forzatamente per una gravidanza in corso vi giunge in genere perché i rapporti “protetti” non hanno funzionato.
In ogni caso, dal momento che tra due mali non se ne deve scegliere nessuno perché ambedue sono offensivi di Dio e delle persone, non rimane che mettersi di buona volontà, riconoscere che quegli atti sono potenzialmente procreativi e che hanno il loro giusto significato solo all’interno del matrimonio.
Chi fa contraccezione prima del matrimonio si mette nella medesima logica di chi si trova in stato di necessità prima del matrimonio.
Al primo è andata “meglio”, al secondo no. Ma non posso dire che i secondi siano più peccatori dei primi.

6. Ho detto che i due casi sono in parte dissimili.  Lo sono in riferimento al matrimonio.
Dico solo questo: chi giunge al matrimonio quasi forzatamente perché vi è di mezzo un bambino in apparenza è meno libero.
Chi giunge al matrimonio dopo rapporti prematrimoniali protetti in apparenza è più libero. Ma sottolineo: soloin apparenza”.
Il giudizio più vero, quello che riguarda la volontà, ci sfugge.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo