Quesito

Caro padre Angelo,
le sottopongo un quesito derivante da una discussione nata tra me, la mia ragazza, un diacono e un seminarista. Riguardo alla carità, negli appunti delle sue lezioni, avevo appreso (mi corregga se sbaglio) che l’amore con cui ama Dio è causativo del bene delle cose. Dunque da ciò è deducibile il fatto che Dio ama il creato con un unico atto della volontà e assieme che ama qualcuno più di altri dato che è evidente che in natura è presente un maggiore grado di Bene in alcune cose rispetto ad altre. E’ corretto questo ragionamento?
Non vi era accordo tra noi: è probabile che abbia capito male qualche passaggio!
Può spiegarci meglio la questione? Se Dio ama qualcuno più di altri, se Dio dona determinate grazie spirituali ad alcuni e ad altri no, se ne deduce che questi sono da lui maggiormente amati perchè hanno maggiormente corrisposto al Suo amore?
In questo modo, a detta di alcuni dei miei interlocutori, Dio sarebbe ingiusto.
Grazie!!!


Risposta del sacerdote

Caro Antonio,
1. vedo che due punti del discorso sono chiari:
– in Dio non vi è molteplicità di atti, per cui ama tutti con la medesima lunghezza d’onda del suo amore.
– L’amore di Dio, a differenza del nostro, è causativo del bene.

2. Ma è proprio da quest’ultima considerazione e anche dalla nostra osservazione che giungiamo a dire che Dio ama di più coloro ai quali dona di più.
Nessun dubbio che Dio ami di più l’uomo che le realtà inanimate e inerti. È vero? Penso che dirai di sì.
E allora concludi che Dio è ingiusto perché non dà a un sasso quello che ha dato a me?
Ancora: nessun dubbio che l’anima umana di Cristo, che è un’anima creata, sia piena di ogni grazia e verità (Gv 1,14).
Allora Dio è ingiusto perché a Cristo ha dato la grazia in maniera somma e come nella sua sorgente e a me no? Che diritto ho di avere la stessa vita di Dio, di essergli amico e confidente?
Dopo aver riempito l’anima di Cristo dell’abisso di ogni grazia, ha dato a Maria, per l’incarico che le ha commesso, una grazia superiore a quella di tutti gli angeli e i santi messi insieme.
È stato ingiusto Dio perché quella grazia non l’ha data a me? Che diritto avrei potuto accampare per avere tutto quello che ha dato a Maria?
Caro Antonio, c’è ingiustizia quando sono lesi dei diritti. Ma non avendo noi alcun diritto all’ordine soprannaturale, è del tutto fuori posto parlare di ingiustizie.
Inoltre la grazia più grande che ha dato ad altri torna sempre a nostro beneficio perché in Cristo i beni degli uni vengono in qualche modo comunicati agli altri.
Per conto mio sono ben lieto e per nulla geloso che abbia dato a Maria una santità incomparabile. Proprio perché Maria è così grande posso appellarmi a Lei. Guai a me se tutti fossero come me, se non ci fosse nessuno che potesse aiutarmi.

3. Mi chiedi infine se Dio doni determinate grazie ad alcuni e non ad altri perchè hanno maggiormente corrisposto al Suo amore.
A questa domanda devo rispondere di no, perché anche la corrispondenza alla grazia è grazia.
Tutto è dono suo.
Purtroppo, come diceva sant’Agostino, di autenticamente nostro in noi c’è solo il limite posto alla grazia, e cioè la nostra ostinazione a non lasciarci riempire dei doni di Dio quanto Lui desidererebbe.

Spero che adesso sia tutto più chiaro.
Ti seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo