Quesito

Caro Padre Angelo
come và tutto bene? Spero di si..
Volevo porle una domanda: nel libro degli Atti degli Apostoli leggiamo che quando i cristiani ricevevano lo Spirito Santo, parlavano lingue sconosciute. Come mai quando noi facciamo la cresima e quindi riceviamo lo Spirito Santo non succede niente?
La ringrazio


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. ecco la motivazione che porta san Tommaso:
“I primi discepoli di Cristo furono scelti da lui per predicare la fede dovunque percorrendo tutto il mondo, secondo il comando evangelico: "Andate, ammaestrate tutte le genti". Ora, non era conveniente che coloro i quali erano inviati per istruire gli altri, avessero bisogno di essere istruiti dagli altri, per poter parlare e per intendere quello che gli altri dicevano.
Specialmente perché gli inviati erano di una sola nazione, cioè della nazione giudaica, secondo la predizione di Isaia: "Quelli che escono con impeto da Giacobbe riempiranno con la loro discendenza la faccia della terra" (Is 27,6 Vg).
Inoltre essi erano poveri e impotenti, e non avrebbero potuto trovare facilmente da principio interpreti fedeli: soprattutto essendo essi inviati ai popoli pagani. Perciò era necessario che Dio provvedesse loro col dono delle lingue: cosicché, come la diversità delle lingue era cominciata quando i popoli si erano abbandonati all’idolatria (Gn 11,7ss); così fu dato un rimedio a questa diversità col dono delle lingue, quando i popoli stavano per essere richiamati al culto del vero Dio” (Somma teologica, II-II, 176, 1).

2. Aggiunge ancora San Tommaso: “Come si legge nella Scrittura, "la manifestazione dello Spirito è concessa per una utilità" (1 Cor 12,7).
Perciò S. Paolo e gli altri Apostoli furono istruiti da Dio nelle lingue di tutte le genti quanto si richiedeva per l’insegnamento della fede” (Somma teologica, II-II, 176, 1, a 1).

3. Come mai non lo si riceve anche oggi?
Ecco che cosa dice Sant’Agostino: “pur ricevendosi anche oggi lo Spirito Santo, nessuno parla più le lingue di tutte le genti; perché ormai tutte queste lingue le parla la Chiesa, fuori della quale nessuno riceve lo Spirito Santo" (Commento al vangelo di Giovanni, 32).

4. Tuttavia quando serve all’edificazione altrui, Dio concede anche oggi il poter parlare in lingue diverse, come lo concesse a San Domenico quando si trattò di ricambiare la beneficenza che alcuni pellegrini tedeschi avevano fatto a lui e ad un suo confratello durante un lungo di viaggio.

5. Vorrei aggiungere che oggi viene data un’interpretazione diversa al fenomeno avvenuto nella pentecoste.
Non si sarebbe trattato del parlare lingue diverse (la glossolalia), ma di un fenomeno carismatico riferito alla preghiera. Si tratterebbe dunque di un modo di pregare, non di predicare.
San Paolo accrediterebbe questa interpretazione quando dice: “Chi infatti parla con il dono delle lingue non parla agli uomini, ma a Dio, giacché nessuno comprende, mentre egli dice per ispirazione cose misteriose” (1 Cor 14,2) e “in assemblea preferisco dire cinque parole con la mia intelligenza per istruire anche gli altri, piuttosto che diecimila parole con il dono delle lingue” (1 Cor 14,19).

Ti ringrazio per il quesito, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo